Made in Manchester

A Bologna, fino al 1 febbraio 2015, la mostra “Dai Joy Division agli Oasis – Manchester: the story so far” racconta lo straordinario fermento musicale della città britannica, in grado di conquistare il mondo e di lasciare un solco indelebile nella storia della musica, in un viaggio a ritroso nel tempo dal debutto degli Oasis alla formazione dei Joy Division.

di Samantha Colombo | 15 dicembre 2014

Lo ha scritto uno come Simon Reynolds, critico musicale che dell’argomento conosce ogni anfratto, che tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta Manchester si sia proclamata capitale indiscussa del pop britannico.
In realtà, la storia inizia ben più addietro, basti pensare agli anni dei Bee Gees e contemporanei, continuando con la vera e propria rivoluzione scoccata tra le pareti della Factory Records, etichetta discografica che in catalogo vanta nomi come Joy Divison e New Order, in un fermento inesauribile raccontato anche sul grande schermo dal film 24 Hour Party People di Michael Winterbottom. Da qui si scivola poi verso il palco dell’Hacienda, club seminale per la nascita di una nuova scena, negli anni ’90, talmente dirompente da avere una propria connotazione semantica: è la “Madchester” degli Stone Roses, dell’acid house e della fusione tra psichedelia ed elettronica in un connubio lisergico, senza confine di espressività e ispirazione.
Insomma, dal punk dei Buzzcocks alla poesia degli Smiths, variando il baricentro tra Verve, P.i.L. e decine di altre realtà, Manchester è una vera e propria fucina creativa che nel 1994 trova un preciso punto di svolta: il debutto degli Oasis con Definitely Maybe lancia infatti il rock albionico da una parte all’altra dell’oceano, su ogni frequenza radio e sulle copertine patinate di riviste e, sebbene la storia del rock insegni di continue influenze tra le due sponde dell’Atlantico, in questi anni avviene quella che è a tutti gli effetti una nuova “Brit Invasion” sulle frequenze globali (e non c’è bisogno di nominare gli illustri precedenti).
Al di là dell’imporsi del brit rock come un vero e proprio marchio di fabbrica, declinato à la Oasis o Blur, secondo i canoni di Pulp o Suede, in mille sfumature e con svariate provenienze dai territori del Regno, quello che contraddistingue gli Oasis fin dagli esordi, per chi non si ferma né alla superficie e nemmeno al puro ascolto, è la continuità con una lunga tradizione: il contratto dei fratelli Liam e Noel Gallagher è infatti con la Creation Records di Alan MgGee, intercettatore di frequenze musicali che già vanta tra le proprie conoscenze Jesus And Mary Chain, My Bloody Valentine e Primal Scream.

Joy Division

Joy Division, di Martin O’Neill

Tutto questo fervore incessante, che vede l’area mancuniana indiscussa protagonista oltre i confini britannici, viene raccontato attraverso le immagini selezionate da Ono Arte Contemporanea (che propone anche una mostra sui Nirvana alla Fabbrica del Vapore di Milano). Negli spazi espositivi di Bologna, è così possibile immergersi in un viaggio a ritroso nel tempo, che prende le mosse dal 1996, anno in cui i fratelli Gallagher fanno le valigie dirigendosi verso Londra, per risalire fino a due decenni prima, nel momento in cui Ian Curtis e gli altri danno origine ai Joy Division.
Le foto in mostra sono opera di autori quali Jill Furmanovsky, Martin O’Neill, Pierre René Worms e Stephen Wright, in grado di catturare su pellicola attimi indelebili per la storia della musica contemporanea, dalle rare testimonianze di concerti ai ritratti di artisti ormai scomparsi, per arrivare a scatti che fermano brevi istanti di tempo libero.

 

Sabato 24 gennaio, in occasione di Art City Night, ONO arte presenta una serata dedicata alla lettura di versi e prose contenuti nei diari di Ian Curtis: A night with Joy Division. Sarà Ben Walker, direttamente dalla Cambridge University, a presentare la raccolta fresca di stampa So this is Permanence, con inediti scritti e poesie firmati da Curtis stesso.

 

Dai Joy Division agli Oasis – Manchester: the story so far
Dall’11 dicembre al 1 febbraio 2015
Ono Arte Contemporanea
Via Santa Margherita, 10 (Bologna)
Per informazioni: www.onoarte.com

L’immagine in apertura ritrae Noel Gallaghere in un negozio di chitarre, foto di Jill Furmanovsky.

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