Snow bored? No, Snowboard

snowboard

Disciplina, tecnica e divertimento. È di nuovo tempo di spolverare tute e scarponi, per sentire l’odore della montagna innevata e riascoltare il rumore delle lame tagliare la neve. Ma lasciando un attimo da parte il solito sci, con l’ascesa di tavole e riders è lo snowboard uno dei grandi protagonisti.

di Angela Calabrese | 27 dicembre 2014

Per chi vuole provare qualcosa di diverso dallo sci e assaporare l’ebbrezza della velocità su tavola scendendo giù da una montagna, la disciplina da provare è lo snowboard che mette insieme concentrazione, velocità e divertimento in un’unica soluzione: la tavola. Lo snowboard è letteralmente uno “scivolamento” sulla neve con la tavola, che altro non è se non una struttura con un’anima in legno provvista di lamine e soletta, molto simile agli scii.
Oggi sono sempre di più i patiti di questa disciplina. La svolta è probabilmente avvenuta nel lontano 1981, quando venne prodotto il primo video di snowboard e riders, che uscì in quello stesso anno: “Apocalypse snow”, di Regis Rolland. Il video provocò una specie di contagio a macchia d’olio e grande interesse verso questo sport, che nel 1998 fu anche riconosciuto come disciplina olimpica (Olimpiadi invernali di Nagano, Giappone).

Giusto per fare un po’ di storia, sembra che il primo snowboard rudimentale sia stato realizzato nel 1929 da un costruttore di slitte statunitense che ricavò un pezzo di legno piatto, installandovi sopra dei lacci per i piedi. Mentre qualche anno dopo, nel 1963, sempre negli States, un ingegnere, tale Sherman Popper, per far divertire i propri figli, inventò una sorta di monosci con l’intento di farlo cavalcare ai bambini, che invece iniziarono ad andarci sopra trasversalmente emulando i surfisti, a questo punto aggiunse qualche dettaglio e lo brevettò col nome di Snurfer (Snow Surfer). Di certo quindi si può dire che lo snowboard nasce negli Stati Uniti, ed è una costola del Surf.

L’aumento di interesse e curiosità verso questo sport invernale ha visto, nel corso degli anni, la nascita di scuole e corsi per imparare o migliorare le tecniche, permettendo agli snowboarders di essere “accettati” in tutti gli impianti sciistici: i primi riders dovevano infatti sostenere una specie di esame, per dimostrare di avere la padronanza del mezzo, per poter entrare in pista. Mentre per i riders più “spericolati”sono stati costruiti gli snowpark, aree attrezzate e predisposte per questo sport, praticato a ogni livello. Regola numero uno negli snowpark (e in pista) è il caschetto obbligatorio, perché bisogna divertirsi con la testa… non di testa!

Se siete curiosi di ammirare le evoluzioni su tavola di riders esperti negli snowpark, vicino Milano, tante sono le piste a disposizione: Snowpark ViaLattea al Sestriere (Piemonte), Snowpark Mottolino di Livigno (Lombardia), Snowpark Adamello Freestyle Arena, Passo del Tonale, Ponte di Legno (Trentino Alto Adige/Lombardia).

Per chi invece vuole provare quest’esperienza per la prima volta, il consiglio è affidarsi ai gruppi organizzati e sono sempre di più quelli che organizzano uscite in giornata, verso mete di montagna vicine a Milano. Fra i tanti segnaliamo bardonecchiaski oppure zero-gravity.
Le modalità di organizzazione sono molto simili: partenza la mattina presto, da alcune strategiche piazze di Milano, punto di ritrovo per tutti coloro che si sono accreditati pagando una quota di partecipazione (di solito la registrazione avviene online), in cui è tutto compreso: viaggio A/R, ski pass giornaliero, colazione, assicurazione base e per alcuni anche aperitivo, foto e video della giornata. Non bisogna essere per forza bravi, inoltre tavole a scarponi si possono affittare direttamente quando si arriva a destinazione. Insomma è un buon modo per cimentarsi con uno sport che fonde disciplina, tecnica e divertimento, senza dimenticarsi dell’adrenalina.

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