L’ultimo Myanmar

Viaggio Myanmar

Dicono che per scoprire le vere radici dell’Asia ci sia solo un posto dove andare: il Myanmar, un paese dove la natura incontaminata si alterna al caos delle città in balia dello sviluppo economico. Una realtà in via di trasformazione, da visitare subito, prima che le vecchie tradizioni lascino il passo alle innovazioni.

di Francesca Masotti

Un uomo, con in testa un cappello di paglia, appare quasi sospeso sopra il Lago Inle. Con una gamba spinge il remo in acqua mentre con l’altra, appoggiata su una stretta canoa, si tiene in equilibrio muovendosi come in una danza, una tecnica di voga unica al mondo, antichissima e tramandata di generazione in generazione.

Questa è una delle tante immagini con cui il Myanmar vi può accogliere: la profonda consapevolezza delle antiche tradizioni che permeano questa terra e il vivere quotidiano del suo cordiale popolo. Il lago, nel centro del paese, è un microcosmo d’acqua rimasto intatto nel tempo, incastonato tra alte montagne, dove ci si sposta solo con canoe o piccole imbarcazioni. Tutt’intorno villaggi costruiti su palafitte di legno, giardini galleggianti e pagode che sembrano sospese sull’acqua. A proposito di pagode, che in questo paese non mancano, la grande cupola dorata della pagoda Shwedagon è il simbolo di Yangon, patria del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi ed ex capitale dello stato fino al 2005.

La caratteristica principale di questa città sono le sue strade piene di alberi che regalano un’atmosfera talmente surreale che in alcuni punti vi sembrerà di trovarvi nel bel mezzo di una giungla. Esiste, però, anche un’altra faccia di Yangon che vi conquisterà subito: quella movimentata e frenetica di Chinatown, dove risciò e bancarelle si alternano a templi dipinti di rosso e venditori ambulanti che offrono di tutto e di più. Forse più che di giorno è la notte che dona a questo quartiere un fascino tutto particolare. È una delle aree più vivaci della città, piena di ristoranti e locali. Una volta arrivati avrete solo l’imbarazzo della scelta: potete gustare un cocktail all’Asia Plaza Disco oppure la cucina locale al Monsoon. Se, invece, avete voglia di qualcosa di più ricercato, andate al Planteur, un ristorante con menù da stelle Michelin, ospitato in un palazzetto coloniale in mattoni rossi nel quartiere nord della città.

Per trascendere un po’ da tutta questa movida, sappiate che molti monasteri di Yangon organizzano corsi di meditazione per stranieri. Uno dei più frequentati è il Mahasi Meditation Centre fondato nel 1947. Se, invece, quello di cui avete bisogno è un tradizionale massaggio birmano, andate al Seri Beauty and Health, dove troverete comunque la pace interiore a prezzi abbastanza ragionevoli.

Mongolfiere Myanmar

Altra mecca della meditazione è la città di Mandalay, ultima capitale della monarchia birmana prima della conquista inglese, chiamata anche “la metropoli del buddismo”. È oggi la seconda città del paese per importanza, nonché il maggiore centro per le comunicazioni e i trasporti. Le colline circostanti la città sono tappezzate da numerosi templi, il più suggestivo dei quali è quello di Kuthodaw, il tempio del libro più grande del mondo che custodisce il Canone Buddhista. Non si tratta di un vero e proprio libro cartaceo, ma di un tempio-libro con più di settecento lastre di marmo, ognuna con circa un centinaio di righe scolpite sopra contenenti scritture sacre.

Il vero fiore all’occhiello di Myanmar, però, è la Valle dei templi di Bagan. Si tratta di un’area di circa 40 chilometri quadrati che ospita più di 2 mila edifici di culto. Il numero di templi e di resti è così fitto che un detto popolare sostiene che qui non si possa muovere un piede senza toccare qualcosa di sacro. Un consiglio: visitate il sito all’alba, quando nell’immensa pianura le eleganti sagome dei templi e delle pagode affiorano lentamente dalla nebbia. Se siete amanti della bicicletta, è prevista la possibilità di affittare bici per spostarsi in lungo e in largo nella Valle e raggiungere anche il colorato mercato di Nyaung Oo, dove ogni giorno i locali si recano per acquistare prodotti freschi. Se non avete paura delle altezze, invece, potete godere di questo magnifico spettacolo dall’alto di una mongolfiera. Salendo lentamente verso il cielo verrete travolti da una visione che vi lascerà senza fiato e sarà inevitabile pensare a quanto disse Tiziano Terzani quando giunse qui: “Ci sono viste al mondo dinanzi alle quali uno si sente fiero di appartenere alla razza umana. Bagan all’alba è una di queste”.

 

Informazioni
www.myanmartourism.org
www.buddhanet.net
www.asia-expeditions.com

Articolo pubblicato su Club Milano 23, novembre – dicembre 2014. Clicca qui per scaricare il magazine.

Mercato Myanmar

Commenti

commenti

Comments are closed.