L’America secondo Wim Wenders

Dagli anni Settanta ai primi Duemila, gli USA raccontati attraverso 35 fotografie del grande regista tedesco: dal 16 gennaio al 29 marzo, gli scatti di Wim Wenders sono esposti nell’incantevole Villa Panza di Varese.

di Samantha Colombo | 14 gennaio 2015

Una raccolta di immagini che prende vita tra la fine degli anni Settanta e i primi del nuovo Millennio, trentacinque fotografie custodite nelle sale della Villa Panza di Varese e firmate da uno degli uomini più rappresentativi nella storia culturale recente, al secolo Wim Wenders.
Lungometraggi come Paris, TexasIl cielo sopra Berlino sono di certo simboli di un regista che ha saputo filtrare attraverso la cinepresa uno stile meticoloso, in grado di scardinare le emozioni dello spettatore nel profondo. Ma Wenders non è solo regista: si cimenta anche con documentari e opere televisive (una delle molte è l’episodio The Soul of A Man, parte del documentario The Blues), è scrittore e sceneggiatore, ma anche fotografo dalla spiccata sensibilità e in ricerca continua di espressione.
Basti pensare al documentario che lo ha visto protagonista al cinema lo scorso anno, The Salt of the Earth, da lui diretto accanto a un altro vate della fotografia contemporanea quale Juliano Ribeiro Salgado, senza contare le numerose esposizioni fotografiche nei più importanti musei internazionali.

Oggi il Wenders fotografo approda nella cornice di Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo (quartiere del capoluogo lombardo), patrimonio del FAI e location rinomata a livello internazionale per la propria collezione di arte contemporanea: è stato proprio Giuseppe Panza a raccogliere, dagli anni Cinquanta, opere d’arte da tutto il mondo, senza mai nascondere il proprio amore per la cultura americana.
Proprio nel grembo statunitense, Wim Wenders, dalla fucina creativa del Nuovo Cinema Tedesco dei Sessanta, accelera la salita al riconoscimento e al successo internazionali. Gli USA sono ritratti nel film L’amico americano, ispirato al romanzo di Patricia Highsmith che vede protagonisti Dennis Hopper e Bruno Ganz, dopo il quale Wenders si stabilisce negli Stati Uniti per alcuni anni. Ma la macchina da presa ha già immortalato queste terre qualche tempo prima, in quella che viene definita la “trilogia della strada”. Gli scenari del Nuovo Continente, dalle lande sconfinate al caos metropolitano, sono insomma già profondamente radicati nell’animo di Wenders uomo e creatore.

 

 

Le foto raccolte nella mostra di Villa Panza sono una collezione di formati medi e grandi, si focalizzano principalmente su paesaggi e architetture, catturando straordinari effetti di luce e contrasti cromatici, tentando di afferrare l’immensità di orizzonti sconfinati e lasciando trasparire il senso di vuoto e di abbandono così come la claustrofobia dei ritmi urbani.
Dalla natia Düsseldorf, Wenders attraversa l’America in cerca di ispirazione e scenari, impattando con paesaggi totalmente diversi da quelli europei: con la sua sensibilità, li osserva considerandoli molto più che luoghi, ma come contenitori di storie da raccontare, contesti in grado di formare, come egli stesso sostiene, la condizione psicologica ed esistenziale di chi li vive giorno dopo giorno.
Quando Wim Wenders scatta queste fotografie, utilizza diversi strumenti, dalla Leica, alla Makina della Plaubel, ma il comune denominatore risiede nella sua mano ferma, nella resa finale nitida, nello sguardo che si focalizza su un punto preciso e da lì abbraccia ogni dettaglio, catapultando l’osservatore in quello che è un frammento di mondo rubato e offerto alla memoria indelebile della pellicola.

Le fotografie di Wim Wenders sono organizzate secondo un percorso sia cronologico sia tematico, armonicamente inserite nel contesto architettonico della villa di Varese: occupano infatti il piano terra e il primo piano, per arrivare sino alle scuderie. Nel suo viaggio, ciascun visitatore potrà scoprire l’America con gli stessi occhi del regista e, che sia o meno passato da quelle stesse strade, immergersi in un viaggio di scoperta intimo e inedito, con attimi di riflessione profonda. La chiosa della mostra è affidata all’opera Ground Zero: più che delle immagini, una profonda riflessione sulla drammaticità della violenza e, al tempo stesso, vera e propria preghiera.

Il vernissage è in programma il 15 gennaio alle 11:30 e Wim Wenders sarà ospite d’onore proprio a Villa Panza.

 

Wim Wenders per Villa Panza. America
Dal 16 gennaio al 29 marzo 2015
Villa e Collezione Panza, piazza Litta 1 (Varese)
Orario continuato (dalle 10:00 alle 18:00), chiusura il lunedì.
Per informazioni: www.wimwendersvillapanza.it

 

Immagine in apertura: Joshua and John (behind), Odessa, Texas.

 

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