Il cibo nell’arte

Vincenzo Campi, Mangiatori di ricotta, olio su tela, 72x89 cm, 1580 circa

Dai mangiatori di ricotta di Vincenzo Campi, alle iconiche lattine delle Campbell’s di Warhol: sono oltre 100 i capolavori dei grandi maestri della Storia dell’Arte in mostra a Brescia. Un viaggio tra arte e cibo, alla scoperta di alimenti antichi e tradizioni culinarie nostrane.

di Redazione web | 23 gennaio 2015

“L’acquolina vien guardando” viene da pensare passando in rassegna le opere in mostra a Brescia, a Palazzo Martinengo dal 24 gennaio al 14 giugno, in occasione dell’esposizione Il cibo nell’arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol. L’allestimento oltre a farci scoprire foodlovers ante litteram e a mostrarci la prima natura morta della Storia dell’Arte Italiana, è anche un modo per ritrovare alimenti oggi scomparsi, passando in rassegna, grazie alla collaborazione con i dipartimenti universitari di Scienze Alimentari, informazioni e curiosità sull’alimentazione e i gusti dell’epoca.

Giorgio de Chirico, Composizione di frutta con statua classica, olio su tela, 53 x 64 cm. Collezione privata

Giorgio de Chirico, Composizione di frutta con statua classica, olio su tela, 53 x 64 cm. Collezione privata

Prende corpo così un viaggio, ordinato secondo un criterio iconografico e cronologico nell’arte, nel cibo e nei luoghi del nostro bel Paese, e del resto, come spiega il curatore Davide Dotti: “Gli artisti erano molto sensibili alle tradizioni delle loro terre di origine, per cui ad esempio nei quadri dei napoletani ricorrono il casatiello e le sfogliatelle, nei quadri dei toscani e degli emiliani i salumi, nei quadri dei lombardi la cacciagione”. Inutile sottolineare il forte legame con il tema di Expo 2015 “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita” e non a caso Expo, con la Provincia di Brescia e la Regione Lombardia è ente patrocinatore dell’evento.
La mostra è suddivisa in 10 sezioni “che mi piace pensare come dieci portate” prosegue sempre il curatore Dotti, “per cui è come se ai nostri visitatori offrissimo un menù artistico”: l’allegoria dei cinque sensi, mercati dispense e cucine, la frutta, la verdura, pesci e crostacei, selvaggina da pelo e da penna, carne salumi e formaggi, dolci vino e liquori, tavole imbandite, il cibo dell’arte del XX secolo.
Il percorso espositivo si chiude, infine, con la la Piramide alimentare, un’installazione dell’artista Paola Nizzoli.

Andy Warhol, The Last Supper, acrilico su tela, 100 x 100 cm. Collezione Credito Valtellinese

Andy Warhol, The Last Supper, acrilico su tela, 100 x 100 cm. Collezione Credito Valtellinese

Tra i 100 capolavori in mostra, di cui 26 inediti scovati tra gallerie e collezioni private, si possono ammirare i Mangiatori di ricotta di Vincenzo Campi, il Piatto di pesche di Ambrogio Figino, appunto la prima natura morta della Storia dell’Arte italiana dipinta circa 5 anni prima della Canestra di Caravaggio, quello che la critica specialistica ritiene essere il più importante pendant di nature morte di Giacomo Ceruti detto Pitocchetto (mai esposto in pubblico prima d’ora), il Tavolo con angurie del pittore divisionista Emilio Longoni e l’Ultima Cena di Andy Warhol, un acrilico su tela che reinterpreta in chiave pop il Cenacolo di Leonardo, senza dimenticare le famose Campbell Soup sempre di Warhol. La mostra offre infine un ricco apparato didattico per tutte le classi di ogni ordine e grado ed è accompagnata da un catalogo Silvana Editoriale con approfonditi saggi storico-critici e un testo dello chef Massimo Bottura.

Mi auguro che questa mostra lasci un appetito non solo artistico. Scoprire la nostra tradizione gastronomica attraverso gli occhi degli artisti può sicuramente stimolare l’appetito intellettuale.” – Davide Dotti

 

Il Cibo nell’Arte
Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol
24 gennaio – 14 giugno 2015
Brescia – Palazzo Martinengo

In apertura: Vincenzo Campi, Mangiatori di ricotta, olio su tela, 72×89 cm, 1580 circa.

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