La guerra di Robert Capa

Robert Capa, Benvenuto alle truppe americane a Monreale, 23 luglio 1943

Dopo Roma, Firenze e Genova arriva il 30 gennaio anche a Milano la mostra dedicata al grande fotoreporter di guerra, che in 78 scatti documenta lo sbarco degli alleati in Italia, privilegiando uno sguardo intimo fatto di quotidianità semplice.

di Marilena Roncarà | 30 gennaio 2015

Com’era nel suo stile Robert Capa, il fotoreporter ungherese nonché padre dell’Agenzia Magnum, atterra in Sicilia nel luglio del ’43 con il paracadute, a fianco delle truppe alleate, con cui passa otto mesi, prima in Sicilia, poi a Napoli e poi ancora più in su fino ad Anzio. E proprio lui che di guerre ne aveva viste e documentate tante in prima linea, dal conflitto civile spagnolo, alla guerra sino-giapponese, al conflitto arabo-palestinese… impugnando la macchina fotografica come i soldati imbracciavano il fucile, perché, come amava ripetere, “Se le tue fotografie non sono all’altezza, vuol dire che non eri abbastanza vicino”, salvo poi saltare in aria, ironia della sorte, calpestando una mina durante la prima guerra d’Indocina, nel 1954. Proprio lui, dicevamo, documenta lo sbarco degli alleati nel nostro Paese rivelando il lato umano della vicenda e lasciando in secondo piano gli aspetti più truci e cinici. “Era la prima volta che seguivo un attacco dall’inizio alla fine…. Gli uomini volevano stringerci la mano, le donne anziane abbracciarci…” dichiara Capa, colpito dall’accoglienza che la popolazione siciliana riserva ai soldati considerati i liberatori dal fascismo.
Ecco allora che accanto ai soldati, al fuoco e alle fiamme, i 78 scatti in bianco e nero in mostra allo spazio Oberdan, ritraggono i volti degli italiani sorpresi nelle scene di vita quotidiana, mentre fanno la fila per il cibo o per l’acqua, riprendono i contadini urlanti fin quasi a essere teatrali o i militari mentre bivaccano tra le macerie, passandosi una sigaretta.

Robert Capa, In coda per l'acqua

In coda per l’acqua

 

Del resto come spiega lo scrittore John Steinbeck, pure grande amico del fotografo di origini ungheresi: “Capa sapeva cosa cercare e cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva, ad esempio, che non si può ritrarre la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma lui è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino”.

La mostra Robert Capa in Italia 1943 – 1944 è visitabile allo Spazio Oberdan fino al 26 aprile.

 

Robert Capa in italia 1943 – 1944
30 gennaio – 26 aprile
Spazio Oberdan

In apertura: Benvenuto alle truppe americane a Monreale, 23 luglio 1943.

Robert Capa, Troina Agosto1943

Troina, agosto 1943

 

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