Non si può vivere senza bretelle

Michela Goldschmied

MICHELA GOLDSCHMIED

Smith’s American scommette sulla creatività di Michela Goldschmied per interpretare la linea femminile del brand. Il risultato è la nuova Capsule Collection Smith’s by MG, eclettica e confortevole al tempo stesso, dove la salopette in chiave fashion è il capo icona della collezione. 

di Luigi Bruzzone

Smith’s American è un marchio storico nato nel 1906 in America. Più di altri brand nati in quegli anni, Smith’s si è imposto attraverso la produzione di abiti da lavoro resistenti e confortevoli: come viene interpretato e attualizzato a più di 100 anni di distanza il DNA originario del marchio?
Per quanto riguarda la mia collezione donna il DNA è rimasto invariato. È questo il bello del mio lavoro, rispettare l’identità di un marchio storico ma reinventarne la personalità anche un secolo dopo attraverso una ricerca accurata dei materiali e una grande attenzione per i dettagli che fanno la differenza. Ecco allora la sempre mitica salopette in chiave fashion, i boy friend jeans dal fitting confortevole da portare con le bretelle, T-shirt e camicie morbide. Un look maschile rivisitato e addolcito al femminile che rende sottilmente elegante anche il look più easy.

Dal 2011 l’azienda veneta Bridge Srl è licenziataria Smith’s per Europa e Russia. Lei vive da sempre tra Los Angeles e Asolo, il suo percorso si incrocia con quello di Smith’s, che nasce negli Stati Uniti ma che trova in Italia una sua nuova dimensione. Come è nata questa collaborazione e come influenza le collezioni il binomio Italia-USA?
In questo andirivieni tra Italia e America è come se io e i ragazzi di Bridge avessimo condotto vite parallele, poi un giorno i destini si incrociano e a ritroso viene quasi da pensare che fosse inevitabile. Percorsi simili, stessa passione per il denim, l’idea di uno stile che sia ricercato e semplice al tempo stesso, un’idea che amiamo molto. Le collaborazioni nascono sempre da una visione comune e dalla capacità di lasciare a ognuno la possibilità di esprimersi al meglio, io sono la piccola stella femminile – è la stella che compare nel logo – in un universo condiviso.

Los Angeles sembra essere la nuova capitale della creatività nella moda. L’eccentrico Jeremy Scott direttore creativo di Moschino e Hedi Slimane che sta rilanciando la maison Saint Laurent, vivono e lavorano là. Cosa ha in più la metropoli californiana rispetto alle altre città della moda?
Il cielo blu e il sole di certo fanno la differenza. Los Angeles è la patria del casual-cool. Artisti, designer, star e starlette, grazie anche a un clima più mite, si incontrano più facilmente, e accade che i fermenti culturali e artistici ti vengono incontro sotto il cielo aperto di Los Angeles, basta solo tenere gli occhi aperti.

La fashion week di Milano sta perdendo colpi, può essere ancora considerata un centro di creatività impor- tante in questo settore?
Sicuramente Milano resta il punto di riferimento per la moda italiana nel mondo. A Milano, però, dovrebbero lasciare più spazio ai giovani designer. È anche la capitale del design tout court: uno sguardo più attento a tutto ciò che viene creato dalle nuove generazioni, non solo nell’ambito della moda, non può essere che salutare.

Dal punto di vista del retail Milano mantiene un forte appeal. Brian & Barry, uno dei nuovi department, sta diventando un polo importante per lo shopping di alto livello. Qual è il suo punto di vista?
A Milano il nostro distributore esclusivo è proprio Brian & Barry: un negozio all’avanguardia con una visione della moda a 360°.

Suo marito Adriano da oltre 40 anni è un punto di riferimento nel mondo denim. Cosa vi accomuna? Avete lo stesso approccio nell’ideazione di una collezione?
Ci accomunano due figlie, due cani, due case e 30 anni di vita. Ho respirato sin dall’inizio della nostra vita insieme tutto il suo sapere sul denim e credo che questo si rifletta nel mio lavoro. In quanto all’approccio e alla parte business siamo completamente diversi. Adriano alle 5 di mattina va ai flea market mentre io ho un approccio completamente diverso nei confronti della ricerca, più istintuale.

Ci parli della collezione femminile che ha ideato per la prossima primavera estate per Smith’s American.
La prossima collezione P/E 2015: ancora jeans da lavoro che sposano versatilità e originalità, con l’inedito oversize Marlene, il top della vestibilità chic, e poi assolutamente Luis, le saloppette Lucy e Darling e camicette soft, per me un soffio leggero di charme che vorrei che ogni donna portasse addosso, o magari anche dentro.

Un capo della collezione che non potrà mancare nel suo armadio?
Il jeans Glenda portato con le bretelle. Mi chiedo, si può vivere senza?

 

Intervista pubblicata su Club Milano 23, novembre – dicembre 2014. Clicca qui per scaricare il magazine.

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