Una Milano mai vista in Triennale

milano mai vista_ piazza duomo

Dal 27 gennaio al 22 febbraio 2015 la Triennale ospita “Milano Mai Vista”, mostra di progetti architettonici scartati e mai realizzati che tracciano della città meneghina un volto alternativo, inedito e allo stesso tempo impossibile.

di Alessandro Cossu  | 21 gennaio 2015

Da una parte i suoi celebri monumenti, le basiliche di epoca romana, le vestigia del Medioevo e i grandi tesori del barocco e del ‘700; dall’altra i grattacieli, le vetrine scintillanti della moda e del lusso, e il costante e irresistibile richiamo delle sirene della modernità. È assai probabile che ai visitatori in arrivo in occasione di Expo 2015 Milano si presenti, ancor più che in passato, come una città in piena trasformazione, una piccola metropoli dall’identità sfuggente, frutto di una serie di cambiamenti urbanistici spesso tanto rapidi quanto disordinati, arbitrari e –  verrebbe da dire – anche casuali.

Ma a fianco della Milano che cambia e della Milano sparita nel tempo, di cui tanto si scrive e si legge negli ultimi anni, c’è anche una Milano mai vista in quanto semplicemente mai esistita. Una Milano invisibile e potenziale che, come in un gioco di specchi deformanti, restituisce della città un’immagine alternativa e fuori dal tempo, ma in qualche modo sopravvissuta nella memoria collettiva e nel suo subconscio architettonico.

A questo tema finora poco esplorato la Triennale dedica dal 27 gennaio al 22 febbraio 2015 la mostra “Milano Mai Vista – La città e il suo inconscio architettonico”, a cura di Fulvio Irace e Gabriele Neri: attraverso una vasta selezione di progetti architettonici mai realizzati, dall’Ottocento ai giorni nostri, l’esposizione delinea i contorni di una città “altra” rispetto a quella attuale, raccontando la Milano che sarebbe potuta essere lungo le grandi fasi storiche della sua trasformazione, dai piani regolatori tra la fine dell’’800 e l’inizio del ‘900 ai grandi cantieri del terzo millennio, passando per la grande ricostruzione degli anni del boom economico. Dai bozzetti, i rendering e i disegni degli architetti che hanno pensato una Milano differente emerge così un “rimosso” denso di fascino e di opportunità, da reinterpretare con uno sguardo nuovo e da una diversa prospettiva, quella delle esigenze del presente e delle possibilità per il futuro.

milano mai vista

Piano regolatore e di ampliamento, Piero Portaluppi e Marco Semenza (1926-27)

Grazie a un cortometraggio realizzato da Grancesca Molteni, i visitatori potranno così confrontare la città reale con quella rimasta sulla carta dei vari progetti realizzati negli anni per piazza del Duomo, San Babila, Porta Vittoria, Brera, Foro Buonaparte, l’area Fiera, la Stazione Centrale, la zona Garibaldi/Repubblica e gli altri luoghi “impossibili” che avrebbero potuto cambiare per sempre il volto di Milano, giudicando loro stessi se si sia trattato più spesso di grandi occasioni perdute o di pericoli per fortuna scampati.

Accanto ai concorsi senza esiti concreti (il piano regolatore di Milano del 1926 o il concorso per la BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), ai progetti accantonati (come la nuova sede dell’Accademia di Brera di Terragni, Lingeri, Figini e Pollini, risalente agli anni Trenta) e ai progetti che non si sono aggiudicati il primo posto (come quello di Renzo Piano per l’area della ex-Fiera), sono infatti presenti anche proposte visionarie (ad esempio, il masterplan di Steven Holl per Porta Vittoria), da leggere e apprezzare per il loro carattere sperimentale e avanguardistico, piuttosto che per la loro reale fattibilità.

 

Milano Mai Vista
27 Gennaio – 22 Febbraio 2015
Triennale di Milano
Ingresso libero

In apertura: il progetto di Renzo Piano e Claudio Abbado per piazza del Duomo (2010).

 

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