Il vivaio al Padiglione Italia

Palazzo Italia, vista dal Cardo

Mancano meno di 100 giorni all’apertura dei cancelli del primo maggio e il countdown per l’Esposizione Universale è cominciato per davvero. Ma come sarà il Padiglione Italia? Ne abbiamo parlato con Paolo Verri, direttore dei contenuti espositivi e degli eventi di Expo 2015.

di Marilena Roncarà | 22 gennaio 2015

Immaginate una foresta urbana, o meglio una foresta pietrificata che, proprio come fa l’albero, fonda le proprie radici a terra per poi ramificarsi verso l’alto: ecco l’edificio di Palazzo Italia a Expo 2015. Una struttura a emissioni zero, “che è una cosa che dicono tutti, ma poi nessuno fa per davvero”, sottolineano gli architetti dello Studio Nemesi, quelli che il Palazzo Italia lo hanno progettato. La facciata dell’edificio è infatti realizzata con un cemento biodinamico, un’invenzione tecnologica sviluppata insieme a Italcementi. Si tratta di un materiale con caratteristiche prestazionali mai viste, osmotico rispetto all’ambiente partecipa a pulirlo mentre pulisce se stesso, nel senso che attraverso un procedimento chimico generato dalla luce riesce a far decadere le componenti dell’inquinamento. In più Palazzo Italia è una vera e propria scultura, costituita da più di 800 pannelli tutti diversi tra loro.
Insomma l’involucro, solo a parlarne, c’incanta, ma cosa succerà dentro a tutto il Padiglione Italia?
Ne abbiamo parlato con Paolo Verri, già direttore di Matera 2019, quello per capirci che l’ha portata a conquistare il titolo di “Capitale europea della cultura”, ma anche editore, organizzatore culturale, esperto di sviluppo urbano, nonché il più giovane (a 27 anni) direttore del Salone del libro di Torino e ora Event Manager del Padiglione Italia a Expo 2015.

Quello che mette in gioco il Padiglione Italia è il concetto di vivaio. Perché questa scelta?
Secondo il Country Brand Index l’Italia è ancora il paese più desiderato a livello internazionale, ma se poi si va a vedere la classifica degli indici di gradimento scendiamo dal 1° al 18esimo posto. Indagando sul perché di questa perdita di valore si scopre che, oltre fatto che siamo un Paese in cui non si parla bene l’inglese e in cui non c’è una governance precisa, il fatto è che non siamo considerati un paese per giovani. L’Italia non è attrattiva per gli under 30 anni e allora puntare sul concetto di vivaio significa ribaltare questa prospettiva e far capire quanta riflessione sul futuro si produca oggi in Italia.

Cosa succede all’interno del Padiglione Italia?
Partendo dal Cardo Sud (che con il Decumano è uno dei due assi sui cui è costruito il sito di Expo) e arrivando fino all’Albero della vita si incontrano 6 snodi principali. La prima porzione di percorso si intitola il Cibo dei desideri.
Qui ciascun visitatore potrà scegliere il proprio cibo e intraprendere un viaggio per capire cosa significa produrre quel cibo, quali sono gli effetti che ha sul nostro corpo e l’impatto sociale che ne deriva.
Proprio di fronte a questo primo nucleo espositivo, ci sarà una grande area dedicata al paesaggio, dove il cibo, ovvero il singolo prodotto, viene inserito in un contesto più generale, per capire come e quanto il paesaggio sia debitore all’agricoltura, evidenziando i cambiamenti e l’innovazione nel paesaggio agricolo degli ultimi 100 anni. L’agricoltura ha infatti trasformato un territorio povero e a tratti desolante in un paesaggio di straordinaria cura e bellezza.
Terzo elemento è, nel Cardo di Nordest, il Padiglione del vino, organizzato in collaborazione con Vinitaly per raccontare un altro prodotto di eccellenza del nostro Paese. Dal vino, manco a dirlo si passa al pane, a cui è dedicato il Padiglione dell’Unione Europea, pure ospitato all’interno del Padiglione nostrano.

Aree Tematiche Expo 2015

L’ubicazione delle aree tematiche all’interno di Expo 2015

C’è poi lo spazio delle regioni d’Italia che a rotazione si racconteranno, focalizzandosi sull’innovazione in termini di nutrizione e quindi si entra dentro a Palazzo Italia, l’unico grande edificio (oltre a cascina Triulza) che rimarrà anche dopo la fine di Expo 2015. I 4 piani di Palazzo Italia sono dedicati a 4 temi tutti italiani: il saper fare, che fa riferimento alla nostra manualità e alla capacità artigianale del made in Italy. La bellezza e qui si potrà fare scorta di vedute naturali, architettura, scorci e interni segreti, in quanto il nostro paesaggio è emblema di una tradizione storica di competenza e bellezza davvero unica, qualcosa che ci portiamo dietro dagli antichi insediamenti e che attraverso la cultura romana, medievale, rinascimentale, barocca e neoclassica, è diventato riferimento per una riflessione sulla bellezza del mondo. La consapevolezza del limite, ovvero il fatto che ognuno di noi sa che c’è un limite da non superare, oltre il quale la bellezza si trasforma in orrore e in non sostenibilità. Per approdare, infine, al tema del futuro, che è la sintesi degli elementi precedenti e viene declinato anche attraverso una provocazione, un’installazione in cui ci si chiede come sarebbe il mondo senza l’Italia, quali valori andrebbero persi per sempre eliminando lo stivale dalla carta geografica.

Questo è il percorso che si può fare tutti i giorni su oltre 70mila metri quadrati lordi, oltre 30mila metri quadrati coperti, un percorso che può durare da 1 a 3 ore, con tantissima multimedialità e interazione.

Albero della vita Expo 2015

Albero della vita, Expo 2015

Inoltre c’è un palinsesto di eventi che cambia di giorno in giorno…
Giusto per dare qualche anticipazione sono in programma 2250 appuntamenti1800 startup racconteranno la loro visione di impresa nel futuro, mentre 750 scuole presenteranno il loro punto di vista.
E dato che Expo non è solo cibo per il corpo, ma anche per lo spirito, tanto spazio sarà dedicato alla musica con oltre 5 concerti al giorno a cura dei giovani dei conservatori italiani, più le 50 composizioni originali dedicate all’Italia e realizzate dai vincitori del bando Feeding the Music. Tante attività sono dedicate anche alla scienza, con convegni e conferenze per puntare i riflettori su un settore di altissimo livello nel nostro Paese, come testimoniano i recenti successi di Samantha Cristoforetti, una donna che è il più importante viaggiatore spaziale e Fabiola Gianotti direttore del CERN, solo per citare due esempi.
Un’ultima area è infine dedicata a WE-Women for Expo che parla di nutrimento e lo fa mettendo al centro la cultura femminile.

Inoltre, e questo lo aggiungiamo noi, ogni mese avrà un tema dedicato, per cui se maggio, in concomitanza con il Salone del libro sarà il mese del pane e della letteratura, poi avremo il mese del design, dello sport, della musica e della moda…
Insomma il programma promette bene e solleva un bel po’ di curiosità, non si può che essere #Expottimisti.

 

Qui continuiamo il nostro viaggio attraverso i padiglioni:
Padiglione Austria
Padiglione Francia
Padiglione Gran Bretagna
Padiglione Germania
Padiglione Cina
Padiglione Giappone
Padiglione Nepal
Padiglione Russia
Padiglione Marocco
Padiglione Stati Uniti
Padiglione Zero
Padiglione Azerbaijan
Padiglione Brasile

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