I vestiti dei sogni

Le sale di Palazzo Braschi, nel cuore di Roma, ospitano una mostra dedicata alla scuola italiana dei grandi costumisti per il cinema: dai peones di Franco Carretti per Sergio Leone alle dame di Versailles di Milena Canonero per Sofia Coppola, oltre 100 costumi originali e decine di bozzetti raccontano talento e dedizione di grandi artisti e artigiani.

di Samantha Colombo | 23 gennaio 2015

Non sono semplici abiti: i costumi delineano i tratti di ciascun personaggio, tratteggiano la loro contemporaneità, forniscono ritratti meticolosi di un’epoca o, all’opposto, contribuiscono a proiettare lo spettatore in universi fantastici. E, da sempre, gli italiani sono maestri nel tagliare stoffe e cucire indosso ai più grandi attori l’anima dei protagonisti a cui danno vita davanti alla macchina da presa, contribuendo a consegnare alla storia del cinema capolavori indimenticabili.

Questi costumi sono proprio I vestiti dei sogni in mostra a Roma, città che di cinema ne sa decisamente qualcosa: le sale di Palazzo Braschi accolgono infatti vere e proprie opere d’arte confezionate da alcuni dei migliori costumisti italiani di tutti i tempi, oltre cento abiti originali, una cascata di bozzetti e altre curiosità realizzati per grandi registi e sceneggiatori.
La sede della rassegna, curata dalla Cineteca di Bologna,  non è casuale: il Palazzo è infatti stato reso memorabile nelle immagini de La grande bellezza e questa scenografia permette di infrangere ogni barriera spaziale e temporale con le opere in mostra, dialogando con il cinema stesso. Inoltre, sempre in linea con questa commistione tra presente e immaginario cinematografico, anche le luci sono state affidate a un professionista: è Luca Bigazzi, direttore della fotografia tra i più rinomati (in collaborazione con Mario Nanni e Viabizzuno) e già al lavoro nel film di Paolo Sorrentino, a curarne l’allestimento, con atmosfere eteree in grado non solo di valorizzare gli abiti ma anche di renderli veri protagonisti.

 

La Sala Tirelli

La Sala Tirelli

Il percorso della mostra è duplice: il talento dei grandi costumisti viene prima presentato seguendo la cronologia di un intero secolo; affidandosi poi a un’altra prospettiva, si parte dai grandi capolavori del grande schermo per scoprire il lavoro artigianale e creativo del costumista stesso.
Con questa doppia strada è così possibile ammirare gli abiti di Lina Nerli Taviani per Habemus Papam di Nanni Moretti, Daniela Ciancio per La grande bellezza e Ursula Patzak per Il giovane favoloso di Mario Martone, con in più una grande anteprima: i lavori di Massimo Cantini Parrini per Il racconto dei racconti, nuovo film di Matteo Garrone.
Ovviamente, parlando di capolavori, gli occhi non possono che riconoscere gli abiti indossati in Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica, firmati da Piero Tosi, e quelli di Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini, realizzati da Ugo Pericoli. Compaiono poi anche i costumi di Danilo Donati per Il Casanova di Federico Fellini e Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini, così come quelli di Giulio Coltellacci per La decima vittima di Elio Petri, senza dimenticare quelli di Gabriella Pescucci per L’età dell’innoncenza di Martin Scorsese. Ci si sofferma infine su due grandi classici come i costumi di Franco Carretti per Giù la testa di Sergio Leone e Gianna Gissi per Il marchese del Grillo di Mario Monicelli. Da Audrey Hepburn a Claudia Cardinale, da Alberto Sordi a Donald Sutherland, le immagini dei grandi divi accompagnano durante la visita.

Al termine delle dieci sale, è presente un salone dedicato alla Sartoria Tirelli che, con mezzo secolo di puro ingegno e maestria, è la realtà più adatta a incarnare lo spirito della mostra. Si approda infine a un intero spazio dedicato agli abiti realizzati da Milena Canonero per la Marie Antoinette di Sofia Coppola.

 

I vestiti dei sogni
La scuola italiana dei costumisti per il cinema
Dal 17 gennaio al 22 marzo 2015
Palazzo Braschi, Piazza Navona 2 – Piazza S. Pantaleo 10 (Roma)
Orari: da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 19:00

 

In apertura, un’immagine di “Giulietta degli spiriti” di Federico Fellini (costumi di Piero Gherardi, Bruna Parmesan, Alda Marussig).

 

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