La web-tv su Milano

Memomi, Stazione Milano Centrale, 1935

In tempi di memoria super corta, a farcela recuperare, almeno per quel che riguarda la città di Milano, ci pensa uno dei media più contemporanei e accessibili dei nostri giorni: la web-tv. Il progetto si chiama memoMI e oltre 100 sono i video già online. Ma scordatevi ogni operazione amarcord.

di Marilena Roncarà

Lo sapevate che la stazione di Porta Genova è la più antica di Milano? E che, sempre da quelle parti, l’amato odiato ponte, che a oggi è l’unico modo per superare i binari e raggiungere il quartiere Tortona-Savona, ha più di 100 anni? O ancora che, fra i suoi tanti primati, Milano vanta anche un caso antichissimo di welfare? E qui bisogna indietreggiare fino al 787 quando l’arciprete Dateo creò il primo istituto di assistenza per l’infanzia abbandonata. Ma potremmo continuare per ore a raccontare aneddoti e a dare corpo e storia a quelli che per molti di noi sono solo nomi delle fermate della metro, o facciate di edifici lì da sempre. Eppure basterebbe approfondire per scoprire luoghi che sono stati teatro di gesta addirittura epiche, testimonianze di delitti più o meno risolti o attrazioni per gli appassionati di sport, come l’oasi circondata dai palazzi di cemento del Tennis Club Bonacossa, tutt’ora in piena attività ma inaugurato nel 1923, piuttosto che ritrovare la storia, sconosciuta ai più, dei Gran Premi al parco Sempione, quando Nuvolari sfrecciava fra gli alberi e l’Arco della Pace. Del resto si sa, la memoria, di questi tempi, ha una gittata piuttosto corta e allora a farcela recuperare ci pensano loro, gli oltre 100 video che compongono l’archivio (in continua crescita) di memoMi, un portale web che ha l’ambizione di raccontare la storia e il presente della città di Milano.

MemoMi, Padiglione-Breda-Fiera-campionaria 1951, Fondazione ISEC

Padiglione Breda Fiera campionaria, 1951. Foto courtesy Fondazione ISEC.

“Se un uomo o una donna perdono la memoria, la prima conseguenza è lo smarrimento: non ricordano più chi sono, da dove vengono e non sanno neppure bene dove andare. E se a perdere la memoria è una città? Che ne è della sua identità?”. A parlare è Didi Gnocchi, direttore editoriale di memoMi, nonché fondatrice della 3D Produzioni a cui è affidata la realizzazione dei video. “Quello che vogliamo evitare – prosegue Gnocchi – è l’effetto nostalgia. Ci interessa piuttosto far conoscere ciò che è stato”. E tutto questo è ancora più importante in una città come Milano, dove gran parte dei cittadini sono acquisiti, per cui declinare una nuova relazione con gli spazi, che poi sono i luoghi in cui si fanno le esperienze, “è sia un processo verso una maggiore responsabilità, sia una sfida per la costruzione di una cittadinanza consapevole”, ha sottolineato in sede di presentazione l’assessore alla cultura Filippo Del Corno, il Comune di Milano è infatti tra gli enti patrocinatori della web-tv.
Il progetto, promosso dall’Associazione Chiamale Storie, con il sostegno della Fondazione Pasquinelli, nasce da un lavoro di ricerca in collaborazione con archivi pubblici e privati, dall’Istitituto Luce (che ha fornito cinegiornali dagli anni Trenta agli anni Settanta) a Medialogo, fonti generose di materiali altrimenti poco raggiungibili e dalla collaborazione con firme prestigiose della cultura e del giornalismo: da Giovanna Milella ad Andrea Kerbaker, da Maria Perosino a Lea Melandri, solo per citarne alcuni.

Memomi, Ercole Marelli

Donne alla Ercole Marelli. Foto courtesy Fondazione ISEC.

Sul portale memoMi sono possibili tre livelli di approccio: uno più classico, che fa riferimento a una suddivisione per palinsesti (storia, società, lavoro, arte, architettura, musica, design, moda, teatro, cinema e sport) e uno più narrativo, in cui le storie sono ricostruite dalla viva voce dei protagonisti o dei testimoni. In più c’è un terzo livello dedicato alla scuola, dato che memoMi vorrebbe diventare anche uno strumento a disposizione degli insegnanti. Ma basta mettersi un po’ a guardare, questi video, per non riuscire quasi più a staccarsi, tra le storie dei quartieri, le web series, come quella sui delitti della metropoli, o ancora l’avventura della grande industria, fino ai personaggi del Novecento: architetti, designer e signore della moda. Di più si può visitare la città in compagnia di Pier Paolo Pasolini, grazie alla Nebbiosa, la sceneggiatura mai diventata film e scritta di getto nel 1959, da rileggersi per ritrovare una “metropoli irrisolta e lampeggiante” esplorata nel corso di una notte brava, o ancora si può riscoprire la Stazione Centrale attraverso le parole della scrittrice Anna Maria Ortese. Tutti i materiali video sono fruibili in maniera gratuita sulla web-tv memomi.it, ma si sta già pensando anche a postazioni disponibili in giro per la città: dalle biblioteche agli infopoint.
L’intento è di colmare un vuoto e ricostruire un tessuto di ricordi a partire dal racconto e dalle emozioni di chi certi eventi li ha vissuti per davvero. Perché ritrovare la memoria è come ritrovare le radici: un buon primo passo per pensare di andare lontano.

 

In apertura Galleria Stazione di Milano Centrale, 1935. Foto courtesy Fondazione Ferrovie dello Stato.
Articolo pubblicato su Club Milano 24, gennaio – febbraio 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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