Il benessere di Bacco

Wellness, Terme Merano

Non sempre Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere. Il “patron” del buon vino, quantomeno, può riservarci sorprese inaspettate e diventare un fedele alleato di bellezza. Altro che occhiaie post-notti brave! 

di Simona Lovati

“Cin Cin”. È ancora l’espressione più in voga per i festeggiamenti di ogni tipo, anche se il galateo lo ha bandito da tempi immemori. I puristi del bon ton se ne facciano una ragione, dunque, tanto più che da qualche anno, oltre che a tavola, il tintinnio dei calici è diventato metaforicamente un refrain di iniziazione nelle cabine Spa per realizzare delicate esfoliazioni, massaggi, bagni e beauty tip a base di vino, birra e spumante, con l’obiettivo di ringiovanire e donare un vero e proprio coup d’éclat alla pelle di viso e corpo. In origine fu la vinoterapia, nata in Francia agli inizi degli anni Novanta, nella regione di Graves, non lontana da Bordeaux – una delle zone più rinomate in Europa per i suoi vigneti – grazie a Matilde Cathiard e Bertrand Thomas. Il principio di questi trattamenti è l’impiego delle diverse parti della vite (foglie, acini e vinaccioli, cioè i semi), in associazione con acqua termale, per detergere, rinvigorire, rilassare e affinare la silhouette. “Il mosto dell’uva è stato uno dei primi ingredienti a essere utilizzato per questo scopo – commenta la dottoressa Magda Belmontesi, dermatologo a Milano e Vigevano – perché il frutto, in particolare l’acino di uva rossa, contiene resveratrolo, un antiossidante molto potente che contrasta l’azione dei radicali liberi (nemici della giovinezza cutanea) ed è performante sulla cute per contrastare l’invecchiamento cronologico”. Senza dimenticare poi le sue qualità protettive e tonificanti sulla circolazione sanguigna e le pareti venose.
“Lo champagne – continua la specialista – si ottiene invece da un’uva speciale che fermenta naturalmente e assume un aspetto zuccherino e frizzante. Così facendo, diventa ottimo per il gommage. Non solo: grazie alla sua effervescenza naturale, non addizionata di anidride carbonica, acquisisce proprietà energizzanti e stimolanti, che influenzano il microcircolo, purificando la superficie cutanea e favorendo il turnover cellulare”.
Rituali ad hoc anche per chi a un bicchiere di vino preferisce un boccale di birra. “I polifenoli di questa bevanda – conclude Belmontesi – sono diversi rispetto a quelli dell’uva, ma agiscono in ugual misura sui capillari, illuminano e rafforzano l’epidermide”. 

 

Articolo pubblicato su Club Milano 23, novembre – dicembre 2014. Clicca qui per scaricare il magazine.

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