L’Aida di Mehta e Stein

Sul palco della Scala, il 15 febbraio appuntamento con la prima del capolavoro di Giuseppe Verdi, interpretato da due maestri della musica e del teatro contemporanei: il direttore d’orchestra Zubin Mehta e il regista Peter Stein.

di Samantha Colombo | 10 febbraio 2015

È proprio febbraio, l’inverno del 1872, quando la Scala si prepara ad accogliere il debutto italiano dell’Aida di Giuseppe Verdi, a poco più di un mese dalla sua prima rappresentazione in Egitto. Oggi il titolo, che vanta una lunga sequenza di messe in scena, con entusiasmi e polemiche annessi, è di nuovo sul cartellone del teatro di Milano, con i nomi di due maestri: il direttore d’orchestra Zubin Mehta (già protagonista del Capodanno di Vienna e sul podio dopo la scomparsa di Lorin Maazel) e il maestro del teatro Peter Stein.

La realizzazione dell’istmo di Suez è stata un’impresa grandiosa e, nella mente del khedivè d’Egitto Ismail Pascià, era necessario celebrare l’evento con la dovuta magnificenza. La sua volontà era quella di vedere la firma di un grande compositore per un’opera senza precedenti, di soggetto ovviamente nazionale e dal fascino esotico, da rappresentare nel teatro d’opera del Cairo, fresco d’inaugurazione, e in tutto il mondo. Quest’opera viene realizzata proprio da Verdi, su libretto di Antonio Ghislanzoni, e arriva a noi come una pièce memorabile, costellata da arie indimenticabili e da una struttura narrativa che consente sviluppi scenici di grande effetto: dai duetti vocali alle danze, per approdare alla sontuosa marcia trionfale, mentre lo spettatore è rapito sia dalla grandiosità della scena, sia dai drammi indissolubili dei personaggi.

 

 

Tutto questo prende vita dal 15 febbraio (serata della prima dell’Aida alla Scala) al 15 marzo, grazie all’impegno di due protagonisti della scena culturale contemporanea come Mehta e Stein, e si anima tra le scenografie di Ferdinand Woegerbauer, tutte realizzate dai laboratori del teatro, e le cromie dei costumi di Nanà Cecchi.

Per l’allestimento, Stein effettua un rigoroso lavoro di analisi delle partiture verdiane e non solo: studia infatti meticolosamente le fonti relative alla prima milanese di quasi un secolo e mezzo fa, curata dallo stesso Giuseppe Verdi. Il focus non si sofferma quindi sull’immensità e sulla sontuosità della corte egizia, quanto piuttosto sui dissidi interiori dei personaggi e sulle vicende di amori travagliati e riflessi di morte; il baricentro si stabilizza sulle interiorità dei personaggi e sui dettagli squisitamente teatrali, sui movimenti scenici degli attori e sulle emozioni rappresentate in scena, a evidenziare le straordinarie caratterizzazioni tratteggiate da compositore e librettista ed enfatizzare la tensione costante.

In questo universo si muovono Coro e Orchestra del Teatro Alla Scala, affiancati dagli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia del teatro milanese, ricreando l’universo di Aida, interpretata da Kristin Lewis, che ha debuttato lo scorso anno proprio alla Scala, nel Trovatore. Accanto a lei nomi già ben noti a melomani e non: Anita Rachvelishvili è Amneris, Fabio Sartori è Radamès, Matti Salminen è Ramfis, Carlo Colombara il Re e Chiara Isotton la Sacerdotessa, mentre il ruolo di Amonasro è di  George Gagnidze e Ambrogio Maestri.

 

Aida
dal 15 febbraio al 15 marzo 2015
Teatro alla Scala di Milano
Per informazioni e biglietti: www.teatroallascala.org

 

Immagini in apertura e nella gallery tratte dalle prove dell’Aida alla Scala.

 

Commenti

commenti

Be first to comment