Museo vista mar Baltico

Artipelag. Foto courtesy Charlie Bennet

Artipelag è un polo museale immerso nella generosa natura dell’arcipelago di Stoccolma. Qui, secondo un brillante progetto di Johan Nyrén, i quattro elementi si uniscono in una struttura multifunzionale e in perfetta armonia con l’ambiente circostante.

di Carolina Saporiti

Stoccolma è sempre in cima alla lista delle città più vivibili al mondo. Sarà pure fredda e buia in inverno, ma gli svedesi hanno saputo rendere la città adatta alle temperature basse, offrendo servizi eccellenti che non fanno sentire la mancanza del sole (almeno a loro). La capitale svedese si estende su 14 isole attraversate dal mar Baltico e dal lago Mälaren, ed è inserita in un arcipelago incredibilmente vasto. A una decina di chilometri dal centro della città, ad Hålludden, che si trova sulla Värmdö Island, sorge Artipelag. Nonostante la lingua svedese c’entri poco o niente con la nostra, il nome in questo caso non inganna: Artipelag è un polo d’arte costruito su un’isola dell’arcipelago e completamente immerso nella natura. Il nome è la composizione delle parole “arte”, “attività” e “arcipelago” e comprende un museo di arte contemporanea, un negozio di design, due ristoranti e sale per spettacoli ed eventi. È aperto da giugno 2012, ma il patron del progetto rifletteva sulla sua realizzazione da almeno una decina di anni. Lui è Björn Jakobson, un nome che in Italia non dice molto, ma in Svezia invece sì perché è un importante imprenditore e fondatore del brand per bambini BabyBjörn. Nello stesso anno in cui ha dato vita a questo polo culturale, Jakobson ha ricevuto anche la Medaglia di Sua Maestà per il suo contributo all’industria svedese. Un imprenditore illuminato, insomma. Per il progetto Jakobson ha chiamato l’architetto Johan Nyrén che ha disegnato una struttura in contrasto, per le forme, con quelle della natura attorno, ma comunque in armonia con essa. Sagome spigolose che si oppongono a quelle sinuose dell’isola, e materiali – legno di pino, pietra e vetro – accordati con gli alberi e il mare che circondano la struttura, che è un vero e proprio punto panoramico per ammirare l’arcipelago. Artipelag è un luogo multifunzionale che coniuga l’arte con l’ambiente: dalle ampie vetrate con vista sulle calme acque del mare, alle passerelle in legno e agli interni in roccia levigata, tutto è pensato per esaltare l’unicità del posto in un gioco architettonico tradizionale e moderno al tempo stesso.

Entendre di Ebba Bohlin, Foto courtesy Jean-Baptiste Beranger

Entendre di Ebba Bohlin, all’interno della mostra “No Man Is An Island” del 2014. Foto courtesy Jean-Baptiste Beranger.

Il complesso si estende su 3.500 metri quadrati ed è la più grande galleria d’arte di Stoccolma. Il salone dedicato alle mostre, esposto a nord e di 1.000 metri quadrati, ha delle ampie vetrate che garantiscono una perfetta illuminazione e al quarto piano c’è una terrazza: d’estate è usata per banchetti e come luogo di ritrovo, in inverno è bello salirci per ammirare il panorama e scoprire che il profilo dei muri del museo segue quello naturale della baia.
Artipelag si raggiunge con una navetta (che costa dieci euro A/R) o con l’autobus di linea o in automobile e, in estate, quando il mare non è ghiacciato c’è anche un porticciolo per attraccare con le imbarcazioni; il biglietto d’ingresso costa 20 euro, una cifra non particolarmente alta rispetto al resto delle iniziative culturali svedesi.
La mostra d’inaugurazione Platsens själ (Genius Loci) è stata un tentativo di mescolare natura e architettura, come in fondo fa Artipelag. Successivamente sono seguite personali, come quella della fotografa tedesca Candida Höfer, o altre collettive come Sidekick che ha affiancato gli artisti Poul Gernes a Cosima von Bonin. Il 6 febbraio inaugura invece una mostra tematica che continuerà fino al 3 maggio, Earth Matters – When Natural & Creative Forces Meet, una riflessione sulla via sostenibile da percorrere in futuro, a protezione del nostro pianeta.

F for Fake di Christian Andersson del 2002 Foto courtesy Jean-Baptiste Beranger

Opera F for Fake di Christian Andersson del 2002. Courtesy Jean-Baptiste Beranger.

Il polo museale è una bella destinazione anche “soltanto” per fare una passeggiata nella natura e per sedersi a uno dei due ristoranti. Artipelag, al terzo piano, offre una cucina svedese con vista sulla baia di Baggen, mentre il Buffet & Cafe Bådan, al piano terra, è un bar e ristorante a buffet. Il nome Bådan deriva da una pietra liscia che spunta dal pavimento del locale. A fianco una scritta dice: “Our oldest work of art”. Dopo il cibo, se sono rimasti soldi, è tempo di dedicarsi allo shopping. D’altronde al design scandinavo è davvero difficile resistere. Dai vasi in ceramica di Siri Seger, al kit per pic-nic di Björn Jakobson fino alle immancabili shopper, a Stoccolma si tornerà con qualcosa di nuovo tra le mani.

 

In apertura: vista sull’ingresso di Artipelag, un distretto artistico aperto nel 2012 a opera dell’imprenditore svedese Björn Jakobson. Foto courtesy Charlie Bennet.

Articolo pubblicato su Club Milano 24, gennaio – febbraio 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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