La vita è… una pizza

Un’esperienza talmente bella da non aver paura del conto: questa è la nostra esistenza, o almeno così dovrebbe essere. Perché La vita è una pizza lo racconta Stefano D’Andrea nel suo nuovo libro, con la schiettezza e semplicità delle visioni proprie dei bambini e del bambino in ognuno di noi.

di Samantha Colombo | 12 febbraio 2015

Lui è il tizio che si aggira per le strade con una macchina fotografica, immortalando nei suoi scatti la gente che regala un volto reale alla città e raccontando qualche frammento della loro storia: almeno, questo era Stefano D’Andrea quando l’abbiamo conosciuto con il suo progetto Umani a Milano, riflesso di quello Humans Of New York made in USA.
Oggi D’Andrea, scrittore e autore per programmi di Radio 24 (per tratteggiare il suo profilo in breve), è tornato a scrivere, con un libro che colpisce subito per l’attenzione all’uso delle cromie, i caratteri neri e rossi che spuntano tra le righe e soprattutto le illustrazioni, curate da Elena Galloni. Una cura “Soprattutto per bilanciare certe durezze, certi passi commoventi e per mostrare che anche da adulti un disegnino dolce ma non melenso fa piacere vederlo”, mi racconta Stefano, che no, non ha figli, ma coi bambini si confronta giorno dopo giorno e vanta anche l’esperienza come insegnante di sostegno.
La vita è una pizza parla di bambini e ai bambini, ma soprattutto parla ai lettori più grandi, mettendo davanti ai loro occhi punti di vista troppo spesso trascurati o accantonati come naif nel ritmo serrato del presente. E sottolinea, in diversi passi, l’importanza di insegnare ai bambini di interpretare il presente “parlandone sempre”, come suggerisce lui stesso.
Immaginando di spiegare la metafora a un bambino, D’Andrea scrive che la vita è una pizza perché non soffri nemmeno quando ti portano il conto da quanto è stato bello divorarla e precisa: “È l’idea dei vari stadi della vita che vanno vissuti e interpretati. E ogni periodo va bene, basta prendere la parte buona”. In questa visione positiva, nonostante tutto, dell’esistenza, compare anche un flash degno di lode, quello che ricorda un certo Sir Winston Churchill  che non mancava di rivedere spesso il suo film preferito, una pellicola che lo riduceva sempre alle lacrime: Bambi. “Churchill è una figura che apprezzo molto e sapere che ha sempre alimentato la sua parte bambina mi ha dato gioia”: un exemplum degno di nota, insomma.
In conclusione, La vita è una pizza non è un vademecum psicopedagogico e nemmeno un elenco di consigli o direttive per interagire con i più piccoli e aiutarli a crescere in un modo sereno. La visione va oltre: pesca ricordi nella memoria dello scrittore, cattura esperienze di vita dei genitori, si lascia trasportare dalla visione del mondo filtrata attraverso gli occhi dei bambini. Il risultato, è un Trompe-l’œil su un mondo che ruota intorno ai punti di vista più diversi, sfaccettato e in continuo movimento proprio come la vita stessa.
Dove la vera lotta contro le convenzioni sembra essere un ritorno alla spontaneità propria dell’infanzia.

 

Stefano D’Andrea presenta La vita è una pizza, edito da Corbaccio, presso la Libreria Parole & Pagine (Corso di Porta Nuova, fronte civico 32) a Milano, il 12 febbraio 2015.

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