L’arte di Medardo Rosso

Medardo Rosso

Torinese, ma milanese d’adozione, Medardo Rosso ritorna in città con una mostra monografica che ne celebra i traguardi e il respiro internazionale: insieme al collega Rodin, tra ‘800 e ‘900 l’artista rivoluzionò per sempre il senso stesso della scultura.

di Filippo Spreafico | 6 febbraio 2015

Nato a Torino a metà del XIX secolo, Medardo Rosso si trasferì molto presto a Milano con la sua famiglia, dove in età giovanile frequentò l’Accademia di Belle Arti di Brera, da cui fu espulso dopo solo un anno di corsi. Fu proprio all’interno di questo clima accademico rigido e votato al rispetto dei canoni dell’arte che nacquero i primi moti di insofferenza dell’artista nei confronti delle convenzioni del suo tempo, dando vita a quello stesso spirito ribelle che lo porterà in futuro a rivoluzione l’arte scultorea.
Dopo essersi avvicinato alla scapigliatura milanese, Medardo Rosso trovò nell’impressionismo francese la giusta chiave di lettura con cui scoprire e mettere a frutto le sue idee: tra Parigi e Milano nacque così la sua scultura nuova e originalissima, e a cavallo dei due secoli divenne l’unico artista italiano ad avere un respiro realmente europeo. Le sue opere sono spirate dalla gente comune, con una predilezione per soggetti di bambini e anziani: Rosso ha fatto della ricerca del vero la sua cifra stilistica, sviluppando nel tempo una vera ossessione per la luce. Fissare la luce nella materia plastica divenne così una missione artistica, esattamente come fu per gli impressionisti francesi con la pittura.

Medardo Rosso

Bambina che ride (c. 1889)

35 anni dopo l’ultima esposizione milanese, Medardo Rosso torna nella sua città d’adozione con una mostra monografica alla Galleria D’Arte Moderna: un’ampia selezione di opere provenienti dalle più importanti collezioni museali italiane e internazionali, raccolte all’interno di un’esposizione curata da Paola Zatti, conservatore responsabile della GAM.

La mostra Medardo Rosso – La Luce e la Materia presenta un percorso tematico che prende avvio con quattro delle più significative opere degli esordi, tutte realizzate a Milano e presentate in diverse versioni: il Birichino, prima opera comparsa nelle sale di Brera nel 1882; il Sagrestano, soggetto comico e quasi spietato del 1883; la Ruffiana, dello stesso anno, rappresentazione caricaturale nel solco della tradizione verista e Portinaria, 1890-1905 dal Museo di Belle Arti di Budapest.

La seconda sezione affronta due temi fondamentali: la sperimentazione materica e il processo creativo dell’artista. Nella terza sezione sono documentati quasi tutti i soggetti principali dell’artista: Henry Rouart, L’uomo che leggeBookmaker, la Bambina ridente e l’Enfant Malade, straordinario documento della fase sperimentale più coraggiosa dello scultore. La straordinaria Madame X, del 1896 e proveniente da Venezia, sarà invece il cuore della quarta sezione.

 

Medardo Rosso – La Luce e la Materia
dal 18 febbraio al 31 maggio
Galleria d’Arte Moderna
via Palestro 8

Foto in apertura: “Enfant Malade” (c. 1893 – 1895) di Medardo Rosso

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