Parola di Neil Young

Uno spettacolo musicale e narrativo per raccontare, con accordi e parole, Neil Young: dal live Times Fade Away alla pubblicazione di Tonight’s The Night, sullo sfondo di milioni di dischi venduti e della guerra in Vietnam, Waterface racconta il biennio che ha forgiato uno dei massimi cantautori del nostro tempo.

di Samantha Colombo | 27 febbraio 2015

Chi conosce la discografia di Neil Young, oltre a una gran bella dose di stima da parte di molti, ha ben chiaro nella mente il concetto di dogma: basta pensare a Time Fades Away, quel disco fuori catalogo che non contiene solo semplici tracce suonate e cantate nel tour del 1973, ma anche numerosi inediti. L’album in questione è bramato dagli appassionati, guardato con stupore dai neofiti e acclamato a gran voce da più parti.
È questo il punto di partenza per lo spettacolo musicale e narrativo Waterface – Neil Young, gli anni della trilogia oscura che, prendendo le mosse da questo lavoro, esplora i solchi che più hanno segnato il cantautore di origine canadese, durante la sua storia travagliata e mutevole. A partire da quest’anno comincia in fatti per Young un periodo che, seppur nella brevità di un paio d’anni, conferisce lui la spinta verso prerogative artistiche ancora attuali, oltre a vedere la nascita di due tappe miliari nella sua storia: On The Beach e Tonight’s The Night, quest’ultimo registrato con i Crazy Horse.

Ora, un piccolo passo indietro. Nel 1972, subito dopo la pubblicazione di Harvest, altresì noto come uno dei dischi fondamentali del XX secolo, la parabola di Neil Young inizia il suo straniante saliscendi: sullo sfondo del successo di critica e pubblico e di milioni di vinili stampati e spediti in lungo e il largo per l’ecumene, avvengono grandi gioie, come la nascita del primogenito, così come i laceranti distacchi, come le scomparse a causa della droga di amici intimi. Sul versante artistico, d’altro canto, non mancano di alternarsi sodalizi e dissidi, ne è un esempio la reunion (una delle) con Crosby, Stills, Nash & Young del 1974.
Il tutto senza dimenticare i grandi cambiamenti storici e culturali di quegli anni straordinari e sconvolgenti, con particolare riferimento agli Stati Uniti: dallo scandalo Watergate che ha sconvolto le mura della Casa Bianca al conflitto in Vietnam, insinuatosi nelle case delle famiglie americane e poi deflagrato nella coscienza collettiva.
Proprio il grande successo e le travagliate vicende personali sono il punto cardine intorno a cui ruota ciò che ha da sempre caratterizzato Neil Young: la continua tensione verso il cambiamento, la consapevolezza del valore e dell’indipendenza dell’artista, in grado di annullare ogni tipo di stereotipo sul quale questo musicista non ha mai avuto intenzione di arroccarsi.
Lo spettacolo prende il nome da quel personaggio, appunto Waterface, per mezzo del quale Neil Young stesso dichiara il proprio manifesto, tra le note del disco Tonight’s The Night:

Vedete, io non sono affatto quel cantautore solitario e triste con la chitarra, non sono più così. Non voglio che vi aspettiate da me sempre le stesse cose. Non ho bisogno della fama, del successo, delle camicie di flanella a quadri, e di tutto il resto… Il sogno hippie è finito da un pezzo… rendetevene conto. Preferisco continuare a cambiare e lasciarvi indietro nel cammino… se questo è il prezzo da pagare, lo pagherò. Non me ne frega niente se siete cento o cento milioni là fuori. Non fa alcuna differenza. Sono convinto che ciò che faccio e ciò che vende sono due cose completamente separate. Se s’incontrano è solo per una pura, indecifrabile, coincidenza.

Il Waterface che prenderà vita sul palco, per tutti questi motivi, non è un semplice recital scritto, prodotto e diretto da Marco Grompi, Pasquale De Fina e Pier Angelo Cantù (musiche e parole ovviamente sono di un certo signore del rock di origine canadese), ma anche una band, che vede tra le proprie fila lo stesso Pier Angelo Cantù (voce narrante e chitarra), Marco Grompi e Osvaldo Ardenghi dei Rusties (rispettivametne voce e chitarre, chitarre e cori), Andrea ‘Briegel’ Filipazzi e Alex Marcheschi di Ritmo Tribale e NoGuru (basso e batteria).

 

Le date di Waterface – Neil Young, gli anni della trilogia oscura:

Venerdì 17 aprile, ore 20:45
Teatro Duse di Agrate Brianza (MB), ingresso € 10.00

Domenica 19 aprile, ore 20:45
Teatro degli Atti di Rimini, ingresso € 15.00

Per informazioni e prevendite, è possibile consultare la pagina Facebook di Waterface.

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