“Carrozze” da sogno

Atelier Castagna, Ferrari

Nel cuore di Milano l’officina Castagna continua una tradizione artigianale che dura ormai da 165 anni, dalla carrozza per andare a prendere il tè alla 500 da spiaggia modello James Bond. Ancora una volta il made in Italy costruisce finemente e fa sognare.

di Andrea Zappa

Famiglie aristocratiche, reali europei, ma anche artisti e letterati, gli appassionati delle quattro ruote personalizzate di ieri e di oggi hanno da sempre bussato alla porta dell’officina Castagna, quando ancora si trovava nella contrada di San Celso, oggi corso Italia. Era il 1849, le strade erano in terra battuta e la potenza massima di una “vettura” era di due, massimo quattro cavalli, ma di quelli veri con zoccoli e criniera. Tra gli estimatori di questa sapienza artigianale tutta made in Milan lo stesso Alessandro Manzoni, che si fece consegnare, dicono le cronache di allora, una leggera e veloce carrozza da passeggio chiamata Spider in legno limone filettato in rosso. Sembra che anche la Regina Margherita di Savoia fosse un’appassionata di “allestimenti premium” e commissionò a Carlo Castagna nel 1905 una double phaeton di colore bianco su autotelaio Fiat 24-32 HP, allestita con il non plus ultra dei gadget dell’epoca. Cambiano i tempi, cambia la tecnologia ma non l’amore per trasformare il proprio mezzo in qualcosa di diverso così da goderne maggiormente il fascino e il carattere. Oggi l’atelier Castagna ha il proprio centro stile dietro piazzale Loreto e dal 1994 è diretta dall’architetto Gioacchino Acampora: “Quello che cerchiamo di fare è di produrre oggetti su misura, automobili come vuole la tradizione, ma anche prodotti di design di altra natura richiesti magari dagli stessi clienti. L’idea è quella di lavorare su più fronti, diciamo che tutto quello che è particolarmente difficile o richiede una grande artigianalità la nostra officina è in grado di farlo, sia che abbia o non abbia le ruote”.
L’attività del carrozzaio di una volta era un lavoro estremamente raffinato, dove il prodotto seriale di fatto non esisteva e chi se lo poteva permettere possedeva una carrozza per ogni occasione. Con l’avvento dell’automobile all’inizio le cose non cambiarono molto e fino agli anni Venti era il carrozziere stesso che influenzava la scelta del mezzo in base ai suoi suggerimenti e alle sue idee di telaio e motore. Era lui che condizionava il mercato, non come oggi dove tutto è omologato e deciso dalle case automobilistiche. Le sei persone in studio e le otto in carrozzeria (con sede a Rozzano) mantengono questa filosofia tramandata da oltre 150 anni. “Abbiamo un ciclo finito, tutto viene fatto da noi, possediamo il forno, le frese, le stampanti 3D, il reparto di selleria, tutto quello che serve, insomma, per realizzare l’oggetto finito”, prosegue Acampora.

Tender2+2 su chassis FIAT 500 per il mercato americano. Foto courtesy Archivio Castagna Milano.

Tender 2+2 su chassis FIAT 500 per il mercato americano. Foto courtesy Archivio Castagna Milano.

“Offriamo tre livelli di allestimento. Il primo è il light tuning, un intervento dove ci si concentra sui materiali degli interni, su qualche accessorio e sui colori esterni. La vettura non viene stravolta ma si capisce che ha qualcosa di diverso. Poi c’è il coachbuilding: è quando prendiamo per esempio una vettura coupé, la allunghiamo dietro e la trasformiamo in una shooting break, o quando una 500 la facciamo diventare una macchina da spiaggia o una station wagon. Cambia radicalmente l’aspetto però la vettura è ancora riconoscibile; lo definirei un taglia e cuci parziale. Infine, c’è il livello one-off, quello premium, in cui si parte da una base e con il cliente si va a rileggere la sua visione di un dato marchio come Ferrari, Bentley o Aston Martin. Si realizza una carrozzeria completamente ex novo che interpreta i gusti del soggetto e si arriva a un mezzo che non ha nulla a che vedere con quello che esce dall’azienda automobilistica. Tutte le nostre creazioni sono comunque omologate per circolare in strada”. La clientela dell’officina è quasi esclusivamente straniera, sono poche le vetture che circolano a Milano o in Italia, sono piuttosto automobili “indossate” da italiani ma che vengono tenute per esempio in Costa Azzurra. Sembra che lungo il litorale francese siano diverse le quattro ruote firmate Castagna, anche perché uno dei loro must sono proprio le auto da spiaggia: “Non servono assolutamente a nulla ma sono bellissime e si prestano a innumerevoli trasformazioni. Sono ironiche e possono essere attrezzate come delle barche, facendoti sentire un po’ 007. Se prima ci piaceva lavorare molto sulla Mini ora quelle che vanno per la maggiore sono le 500”. La lista di gadget creata negli anni attraverso le richieste dei vari clienti è lunghissima, si va per esempio da un chiller per il vino gestito tramite monitor touch screen, al set di valigie con la medesima pelle degli interni conformato al millimetro al bagagliaio, fino alla mini cassaforte per lasciare in macchina gli oggetti di valore che non si vogliono portare in spiaggia. “Quando una persona viene da noi – conclude Acampora – fa due tipi di esperienze: quella di godersi il prodotto finito una volta messo in strada, e soprattutto la fase antecedente, quella più importante, quella del concepimento del mezzo, coadiuvato dai nostri tecnici. In quei momenti si ragiona veramente sull’intimo della vettura, non solo sul materiale o il colore. Il rapporto che si crea con il proprio mezzo è totalmente differente. La volontà dell’appassionato non è il desiderio di distinguersi dalla massa, che è anche una cosa brutta da dire, ma piuttosto consiste nel piacere di volersi non solo comperare ma costruire qualcosa. Plus impossibile da avere con un prodotto di serie”.

Tender2+2 su chassis FIAT 500. Foto courtesy Archivio Castagna Milano.

Tender 2+2 su chassis FIAT 500 per il mercato americano. Foto courtesy Archivio Castagna Milano.

 

In apertura: Aria su chassis Ferrari fa bella mostra di sé all’interno dell’Atelier Castagna Milano. Foto courtesy Massimo Listri.

Articolo pubblicato su Club Milano 24, gennaio – febbraio 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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1 Comment

  • Rispondi dicembre 29, 2015

    Pier Luigi Iafelice

    Buon pomeriggio!

    Vorrei sapere se potrebbe essere realizzabile una Fiat Panda 4X4 Cross equipaggiata con il cambio automatico della Fiat 500X.

    Ci piacerebbe che all’esterno la macchina fosse riconoscibile solo per il colore (che non sarebbe tra quelli di serie) mentre all’interno la personalizzazione potrebbe essere più evidente con l’obiettivo di rendere la macchina anche più confortevole.

    Ringrazio in anticipo per l’attenzione e porgo un cordiale saluto unito ad un augurio di un entusiasmante 2016.

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