Intrigo (culinario) a Stoccolma

Rebecca Varjomaa, chef di Bjork Brasserie Milano e Julien Chiudinelli, chef di Bjork Aosta

Dai dolci di Mud alle rivisitazioni di Smøøshi, dal brunch di Upcycle alla star dei ristoranti nordici Bjork. Salmone, gamberetti, aringhe, rafano e salumi di alce: a Milano ora si mangia scandinavo.

di Simone Zeni

La maniacale attenzione per le tendenze del momento, per stabilire cosa si indosserà o di cosa si parlerà nella prossima stagione, a Milano, si sa, è abitudine e la pratica non esclude nemmeno il cibo. In questa città, più piccola di Roma ma con un numero ben maggiore di ristoranti rispetto alla capitale, pare proprio sia arrivato il momento della cucina svedese, anzi di quella scandinava. Precisiamo, benché la regione geografica della Scandinavia comprenda soltanto Norvegia, Svezia e parte della Finlandia, nei Paesi di lingua tedesca il termine include anche la Danimarca e in quelli di lingua inglese addirittura l’Islanda. Se ci si sofferma con un poco più di attenzione, si capisce che questo fenomeno va ben oltre il costume momentaneo, la cucina nordeuropea ha infatti radici antiche e piatti tradizionali di tutto rispetto, rimasti per molto tempo meno noti in confronto a quelli di altri Paesi. Lo sa bene Giuliana Rosset, l’imprenditrice del brand Napapijri (ora straniero) che, dopo il grande ristorante ad Aosta, ha aperto a Milano, nella multietnica via Castaldi, il secondo Bjork Swedish Brasserie & Side Store, brasserie fornita di una serie notevole di birre e di una gastronomia in cui acquistare il meglio dei prodotti alimentari in una sorta di piccolo Eataly svedese. In questo luogo, inaugurato di recente e già segnalato sulla Louis Vuitton City Guide dedicataa Milano, l’architetto Nicola Quadri ha dato il meglio per far apprezzare un originale design scandinavo molto accogliente ma pur sempre minimal. In questa brasserie, unica nel suo genere lo chef Rebecca Varjomaa propone aringhe, salmone, polpette e zuppe come ci si trovasse in una sofisticata locanda di Stoccolma.

Smøøshi, Milano

Smøøshi

Ma come saprà qualsiasi persona che ha visitato lo Stato scandinavo (e anche, diciamolo, chi si accontenta di fare tappa alla bottega food di Ikea) anche la tradizione dolciaria non è da meno. E lo sa bene anche il Mud Art Cafè che, come suggerisce il nome, oltre a ospitare eventi e vernissage, è specializzato in pasticceria svedese tra torte glassate, pasta di mandorle e dolci alla cannella per il momento del tè.
S’ispira alla Danimarca invece Smøøshi, che nel capoluogo meneghino ha due sedi. Più precisamente i due ristoranti partono da uno dei piatti apparentemente più semplici della cucina danese e scandinava in generale, gli smørrebrød, le tradizionali tartine di pane di segale da guarnire con i più differenti ingredienti, per poi fare molto di più: ridimensionarli facendo il verso al sushi (Smøøshi è infatti un acronimo che unisce due parole) e utilizzando ingredienti tipici della cucina italiana, per un risultato del tutto inedito, unico. Dimenticatevi quindi la segale e lasciatevi guidare da un tripudio di formaggi, totani, tempura di salvia, scampi, bocconcini di manzo marinati su basi ora di pane nero, ora di polenta, ora di riso saltato. Ma non è finita qui: Upcycle Bike Café, che ospita al suo interno anche uno spazio dedicato al coworking, propone una serie di piatti scandinavi per il brunch della domenica, su tutti il mix di smørrebrød regna sovrano, senza però dimenticare i piatti di carne e le zuppe, accompagnati da bevande biologiche. La particolarità di questo luogo sta nel suo essere dichiaratamente “bike friendly”: è così possibile parcheggiare la propria due ruote all’interno (coperto) della struttura e, d’estate, farci aperitivo restando seduti accanto. All’interno di Upcycle Bike Café anche una serie di informazioni, proposte ed eventi per gli amanti della bicicletta che lo rendono un luogo di riferimento, decisamente in linea con le politiche “green” del Nord Europa. E se certi piatti ci sono sempre sembrati più prettamente invernali, state certi che i ristoranti scandinavi di Milano sanno adeguare e rivisitare le proprie offerte a seconda della stagione, svecchiando ancora di più quell’idea che questo cibo fosse soltanto adatto alla temperature più rigide.

 

Indirizzi:
Bjork Swedish Brasserie & Side Store
via Panfilo Castaldi 20
Mud Art Cafè
viale Bligny 42
Smøøshi
via Vincenzo Monti 27
via Vigevano 34
Upcycle Bike Café
via André-Marie Ampère 59

 

In apertura: Rebecca Varjomaa, chef di Bjork Brasserie Milano e Julien Chiudinelli, chef di Bjork Aosta. I due collaborano da qualche tempo: ogni piatto servito nel capoluogo lombardo è un lavoro di squadra.

Articolo pubblicato su Club Milano 24, gennaio – febbraio 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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