La Berlino di Staino

KaDeWe la vetrina dell'Occidente Staino

Alla GAM di Torino arriva “Un Racconto di Berlino”, mostra dedicata a Sergio Staino, gigante della satira italiana. Tavole, fumetti e vignette che raccontano un universo ironico ma a tratti anche cupo e inquieto, come solo gli anni ’80 hanno saputo essere.

di Filippo Spreafico | 18 febbraio 2015

Il suo personaggio più famoso e celebrato, Bobo, è nato sulle pagine di Linus nel 1979. Da quel momento le strisce di Sergio Staino hanno cominciato a diventare un punto di riferimento per la scena fumettistica e satirica italiana: un autoritratto assolutamente ironico e scanzonato dell’autore, ma nel quale è possibile vedere i riflessi di un’intera generazione, quella degli anni ’70 prima e degli ’80 poi, tra disillusioni, utopie svanite, nostalgie sempre pronte ad affiorare.
Bobo insomma ha cominciato a diventare un vero e proprio carattere, quasi un archetipo letterario, riassumendo in sé i tratti dell’italiano medio borghese di sinistra, simbolo molto preciso di una fase storica: un personaggio che dall’esterno assiste alle trasformazioni della società italiana, dosando in maniera molto attenta l’ironia e il divertimento con momenti di critica profonda.

Dal 20 febbraio al 6 aprile 2015, la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM) dedica alla celebrazione di questo importante disegnatore satirico italiano un intero spazio, quella Wunderkammer tradizionalmente riservata alla valorizzazione dei fondi grafici del museo, che invece per l’occasione si aprirà ad accogliere questo avvincente fuori programma.

Con “Un Racconto di Berlino, 1981“, titolo della mostra, Bobo ci parla di una storia che si svolge appunto in un solo anno: è infatti proprio il 1981 quando l’autore, su invito dello storico dell’arte berlinese Detlef Heikamp, si reca a Berlino per raccontare con i suoi disegni questa città. Bobo (e con lui il suo autore) si trova di fronte una metropoli lacerata tra Est e Ovest, febbrilmente in cambiamento, piena di contraddizioni, proiettata verso il futuro ma sempre radicata nel cuore del comunismo europeo, ancora lontana, ma non troppo, da diventare quell’esempio europeo di civiltà, integrazione e cultura che è oggi.

Armato di macchina fotografica al collo come farebbe un turista curioso, Bobo si ritrova a esplorare la città: i caffè alla moda, i centri commerciali con le insegne al neon, lo Zoo, che all’epoca era un vero e proprio punto turistico da non perdere grazie alla celebrità di Christiane F. e degli altri ragazzi del quartiere. Distruzione e ricostruzione del tessuto urbano spaventano e confondono anche gli stessi berlinesi, mentre nelle case occupate nascono delle moderne “comuni” dove anche Bobo sogna di vivere un’esistenza sociale solidale e libertaria.
Sul finire di questo viaggio non mancano però sfumature più cupe e inquiete: compaiono nuovi personaggi, vedove inconsolabili, poliziotti in tenuta antisommossa, manifestanti, ma anche periferie desolate o vetrine rotte di negozi. È insomma la realtà che sta cambiando quella a cui stanno assistendo Bobo e Sergio Staino.

 

dal 20 febbraio al 6 aprile
SERGIO STAINO
Un Racconto di Berlino, 1981
GAM – Torino
via Magenta, 31

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