Future Food District

Future Food District, Expo 2015

Come ci ciberemo tra 100 anni e come saranno i supermercati del futuro? Ce lo spiega il Padiglione del Cibo di Expo 2015, tra barrette di insetti, imballaggi ottenuti da scarti, in mezzo a serre galleggianti o a Vertical Farm.

di Marilena Roncarà | 16 marzo 2015

È sufficiente sfiorare i prodotti, disposti non su scaffali ma su grandi tavoli, per vedere comparire su maxi schermi le informazioni dettagliate sulla loro origine, con in più i dati delle etichette. Le corsie sono organizzate in filiere, per cui si incontra prima il prodotto grezzo e poi i suoi derivati più complessi, come ad aiutare il consumatore a capire quello che mette in tavola. Non è fantascienza, ma il supermercato del futuro e siamo a Expo 2015, all’interno dei 6500 metri quadri disposti tra il Cardo e il Decumano del Future Food District, il padiglione dedicato al cibo, che è insieme esperimento e rappresentazione dei possibili scenari futuri del retail.
Il progetto nato dalla collaborazione di Coop con lo studio dell’architetto Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del Mit di Boston, è composto da un supermercato, dove chi vuole può vivere una vera e propria esperienza di acquisto, però proiettata verso il futuro grazie alle etichette aumentate (sviluppate da Accenture), in grado di trasmettere in modo semplice tutte le informazioni all’utente, ad esempio l’albero da cui è stata raccolta una mela o il viaggio che ha compiuto.
All’ingresso i visitatori saranno accolti da Yumi, un robot di nuova generazione realizzato dall’azienda ABB, capace di interagire con le persone e di servirle.

Robot ABB
Accanto al supermercato ci sarà un’Exhibition Area, una struttura polivalente che vuole essere luogo di incontro tra produttori e consumatori, rimandando ai mercati delle origini, con 5 vie dedicate ad altrettante filiere. Qui sarà possibile vedere alcuni prodotti commestibili del futuro, come quelli derivanti dalle oltre 1900 specie di insetti di cui già si cibano all’incirca 2 milioni di persone. Inoltre nella piazza ci saranno prototipi e installazioni te tecnologie innovative in fatto di agricoltura urbana, produzione di cibo e energia. Dalle fattorie del mare, alla Vertical Farm realizzata sulla base di un progetto Enea, e costituita di due pareti vetrate alte 4 metri e una cultura idroponica su più livelli in grado di produrre diversi tipi di ortaggi per tutta la durata di Expo, fino al Canopy di alghe, una complessa soluzione di acqua e microalghe in grado di produrre biomassa con applicazioni possibili in agro-ambientale.

Tra sostenibilità e interattività il Future Food Fashion vuole raccontare come le tecnologie di ultima generazione contribuiscano allo sviluppo del tema di Expo 2015 Nutrire il Pianeta, Energia per vita, aprendo nuove frontiere in campo agro-alimentare. Magari proprio cominciando con il dare corpo a quelle sensazione che il signor Palomar, (protagonista del romanzo di Calvino che porta il suo stesso nome), non esitava a esternare entrando in una fromagerie parigina:“Dietro ogni formaggio c’è un pascolo d’un diverso verde, sotto un diverso cielo”, come avvertendo il lavoro e anche la storia che dà origine a ogni prodotto commestibile.

 

Info: www.expo2015.org

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