L’orto diventa social

Orto Erba Brusca a Milano

Portare l’agricoltura in città e coinvolgere i giovani utilizzando il loro linguaggio e le nuove tecnologie: questa è la sfida di Ied e Coldiretti che propongono l’orto in versione 2.0.

di Antonella Armigero | 6 marzo 2015

L’orto, qualcosa per pensionati? Niente di più inesatto, la coltivazione partecipativa è un trend in continua crescita, che coinvolge oltre 800 milioni di persone nel mondo. Ma allora come rendere quest’attività più coinvolgente e aperta ai giovani? La risposta è Greenmore l’app sviluppata da Ied e Coldiretti Giovani che sfidano le convenzioni cercando di rendere gli orti più frendly.
Lo testimonia il sondaggio condotto pochi mesi fa dall’Amministrazione, che aveva chiesto ai milanesi suggerimenti su come sviluppare servizi di condivisione in vista dell’Expo 2015 e il progetto che ha portato niente meno che un campo di grano tra i nuovi grattacieli della metropoli: Milano ha voglia di green, ma soprattutto è il “terreno più fertile” passatemi il termine, per la sharing economy, la condivisione di servizi e soprattutto di esperienze per migliorare la qualità della vita anche in città.

Il ritorno ai valori della terra, l’attenzione per la qualità del cibo, e la maggior consapevolezza di ciò che mangiamo e dei metodi di produzione sono temi caldi non solo perché richiamano le tematiche dell’Esposizione Universale, è il segnale di un sentimento già vivo da tempo e riscontrabile nei tanti orti urbani sorti numerosi in questi anni. Coltivare non è più un mestiere, ma uno stile di vita che porta molti a improvvisarsi farmer sul balcone.
L’obiettivo di Greenmore è ambizioso: “Rendere gli orti più affollati delle discoteche” grazie alla riqualificazione di aree abbandonate in città, trasformate in serre social, dove i giovani potranno coltivare i propri prodotti a “metro zero”, un ambiente accogliente, stimolante ma anche moderno con collegamenti wi-fi, e persino un ristorante dove poter gustare i frutti del proprio impegno come provetti agricoltori cittadini.

Greenmore

Greenmore

La App non solo consentirà di localizzare le aree condivise per coltivare, ma permetterà di creare una community, che coinvolga i partecipanti in eventi, dibattiti, uno strumento per scambiarsi consigli e per ricevere premi sociali. Verranno ad esempio lanciati traguardi giornalieri una sorta di challenging per avere in cambio viaggi, biglietti per concerti o mostre.
Greenmore è frutto di un workshop durato 4 mesi, che ha portato allo sviluppo di un applicazione per smartphone, tablet e computer “ready to use” pronta per essere sperimentata prima a Milano e poi donata ai comuni e agli agricoltori. In attesa questo strumento venga lanciato, gli orti hanno già conquistato le scuole, dagli asili alle università, diventando didattici, una risposta a quello che sta succedendo nel mondo e alle trasformazioni che si verificheranno da qui a pochi anni. Secondo l’Onu, entro il 2030 il 70% della popolazione mondiale vivrà in centri urbani, per questa ragione è fondamentale la valorizzazione degli spazi disponibili, resi più fruibili anche dal punto di vista etico.
Sulla scia di questa nuova tendenza sono in cantiere anche altri progetti come quello di portare le api in città, allevandole sui tetti dei palazzi del centro sulla scia di Londra e Newyork. Riusciremo a vincere questa sfida e a rendere Milano in una metropoli più verde? La trasformazione è già iniziata.

 

Foto d’apertura Ristorante Erba Brusca: uno degli esempi vincenti di orto urbano a Milano

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