Joan Baez agli Arcimboldi

Il 12 marzo, la signora del folk sale sul palco degli Arcimboldi come protagonista di An Evening With Joan Baez: la cantautrice celebra oltre mezzo secolo declinato in musica e impegno civile, coraggio ed eleganza. 

di Samantha Colombo | 11 marzo 2015

Essere umano, pacifista e cantante folk, in questo preciso ordine: questi sono gli elementi essenziali per tratteggiare con poche parole, quelle da lei stessa preferite, la sconfinata biografia e l’eccezionale personalità di Joan Baez.
La cantautrice, nonché nostra signora del folk, è da sempre impressa nella coscienza dei più non solo per la sua notevole discografia ma soprattutto per il suo impegno sociale e politico, mai sopito, unione inscindibile tra musica e consapevolezza del ruolo dell’artista nel mondo.

Nel corso degli anni, la Baez ha spesso ricordato di come la sua vocazione verso l’impegno civile e sociale, il sostegno al diritto alla libertà di ogni individuo e la forza nel manifestare apertamente questo principio, siano scaturiti ascoltando giovanissima un discorso di Martin Luther King, nella metà degli anni ’50: da quel momento, camminerà al suo fianco e canterà di fronte a lui e a mezzo milione di anime.
Eppure, è nel 1963 che viene fissata una pietra miliare nel corso della sua storia, personale e non: partecipa infatti alla marcia su Washington per il lavoro e la libertà e intona quella We Shall Overcome di Pete Seeger alla quale sarà per sempre legata. Proprio in quest’occasione, è inoltre al fianco di un altro monolito della musica e della cultura contemporanea quale Bob Dylan, incontrato nel Greenwich Village newyorchese e con il quale intreccia una relazione umana e artistica unica, come testimonia lei stessa nel film No Direction Home, diretto da Martin Scorsese.
Se questa è la matrice che plasma per sempre la figura di Joan Baez, va ricordato che la sua voce, un grido di protesta accorato e amplificato che attraversa l’America, non può che scontrarsi con eventi dilanianti come la guerra del Vietnam, proteste durante le quali l’artista viene più di una volta arrestata, e non si ferma negli anni. La Baez si schiera attivamente anche protestando contro la Guerra del Golfo nei primi anni ‘90 e, forse in modo ancora più eclatante, contro l’invasione dell’Iraq nel 2003, esibendosi di fronte a migliaia di persone a San Francisco. Ancora, è tra i personaggi che hanno un ruolo fondamentale nella creazione di Amnesty International e nel suo continuo supporto mentre, nel corso dei decenni, l’impegno della Baez abbraccia un orizzonte ancora più ampio, alzando la propria voce a favore dell’abolizione della pena di morte, contro le discriminazioni ai danni degli omosessuali, in prima linea per il rispetto dell’ambiente e nel combattere la povertà dilagante in ogni angolo del mondo.

Il suo impegno, d’altro canto, è testimonianza di come la musica occupi un ruolo preponderante nella società, amplificando e diffondendo idee che vedono nel proprio baricentro il profondo rispetto per l’essere umano e per l’ambiente in cui esso vive.
E proprio la musica è l’altra vocazione della cantautrice, non potrebbe essere altrimenti: la discografia di Joan Baez è sconfinata, dal debutto nel 1960 con l’album omonimo (che avrà un secondo capitolo l’anno seguente) all’album di sette anni fa Day After Tomorrow. Tutto questo senza dimenticare i numerosi live che catturano le sue performance intense, da quella immortalata nelle immagini del festival di Woodstock alle tracce di Diamantes, pubblicato in edizione limitata lo scorso anno.

Oggi, Joan Baez sale sul palco come una cantastorie raffinata, mentre dalla sua voce traspira ancora il sapore ribelle di un tempo, filtrato attraverso l’eleganza e la saggezza dell’esperienza. Nel frattempo, la storia è cambiata, la retorica ha spesso divorato i contorni del sogno di un mondo equo e libero, eppure lei è ancora lì a difendere la propria speranza nel futuro.

 

An Evening With Joan Baez
12 Marzo 2015 alle 21:00
Teatro Arcimboldi
Viale dell’Innovazione, 20
Per informazioni: www.teatroarcimboldi.it

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