God save McQueen

Il genio di Alexander McQueen torna a splendere nella sua Londra: dal 17 marzo al 2 agosto, le sale del Victoria & Albert Museum ospitano la mostra Savage Beauty, con dieci sale dedicate a estro creativo, inquietudini e fascino straordinario dello stilista inglese, scomparso a soli 40 anni. 

di Samantha Colombo | 18 marzo 2015

Qualsiasi sua creazione racchiudeva un potere immenso: quello dell’immaginazione, senza confini, da forgiare grazie a un talento innato in vere opere d’arte, uniche e affascinanti. I suoi teschi scivolano al collo di uomini e donne in ogni parte del globo, è riuscito a intrappolare il fascino di Kate Moss in un ologramma, le sue sfilate, dalle prime collezioni alla definitiva consacrazione, rappresentavano un happening nel quale il dispiego di forza creativa diventata un big bang impressionante.
Tutto questo era Alexander McQueen, stilista britannico prematuramente scomparso nel 2010, all’apice del proprio successo e del riconoscimento internazionale del brand.

Il giorno del suo compleanno, lo scorso 17 marzo, McQueen torna nella sua Londra: il Victoria & Albert Museum inaugura infatti la mostra Savage Beauty, in memoria di uno dei più grandi artisti degli ultimi decenni, insignito anche del prestigioso titolo di Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico.
Dieci sale per oltre 240 pezzi da collezione, mutuati direttamente dall’allestimento newyorchese della mostra che, oltremanica, si arricchisce di pezzi oltre che di fascino e significato unici.
Ogni sala non si limita a presentare una raccolta di capi, accessori e bozzetti, ma cerca di far immergere lo spettatore nell’universo di McQueen, grazie a un’ambientazione mutevole che accompagna un lungo percorso tematico, dall’abilità sartoriale all’utilizzo della tecnologia, passando per vocazione gotica e romantica, evocazione storica e naturalistica, sensibilità e rivoluzione.

L’esperienza nel mondo di McQueen non può che iniziare, nei diversi step tematici, con London: più che un luogo di nascita, la vera e propria fonte ispirazionale che sin dal primo giorno ha accompagnato l’artista. Egli nasce infatti nell’East End, abbandona gli studi per diventare apprendista da Saville Row e studia al Central Saint Martins, college di spicco per le arti e il design: londinese anagraficamente e in ogni respiro, è la storia della sua città a coinvolgerlo e a prendere forma nelle pieghe delle sue prime creazioni, che sfilano in location industriali scovate proprio nel grembo della capitale.
Ma una mente come quella di McQueen, non si ferma all’assorbire la linfa vitale della vivace metropoli: la libertà d’espressione è sempre stata la costante che ha accompagnato ogni opera dello stilista, uno dei cui motti era proprio “Devi conoscere le regole per spezzarle”. Proprio la libera espressione e la devozione verso il potere dell’estro creativo sono protagonisti di A Romantic Mind, dove la figura dell’artista assume i contorni dell’eroe. Tanta è la fiducia e la forza nel perseguire il fuoco sacro dell’ispirazione, che i tratti fondamentali dello stile firmato Alexander McQueen diventano una costante fino alle ultime collezioni: forme classiche e sinuose, silhoutte subito riconducibili, si mantengono distinte eppure attraversano stagioni e cambi di scena, senza mai fossilizzarsi.
Altro punto cardine insieme all’immaginazione, A Gothic Mind si focalizza su quello che è spesso stato definito lo storicismo di McQueen: una tendenza a ripescare dal passato, soprattutto dal periodo vittoriano e dai racconti gotici, allure malinconica, tratti decadenti, contrapposizioni tra ombre cupe e luci sfavillanti, tra vita e morte.

 

 

Le creazioni firmate McQueen, sempre in nome di un immaginario senza confini, non tralasciano un’evocazione della natura, quasi a voler ristabilire lo status di benessere dell’uomo svestito dai meccanismi del progresso: tra l’evocazione di stampo rousseauiano del buon selvaggio e una critica aperta alla moderna società, prendono vita gli allestimenti di Romantic Primitivism, di cui la collezione It’s A Jungle Out There, resta esempio sfavillante. La natura è una delle tematiche portanti in tutta la storia creativa di McQueen, che viene ripercorsa anche con Romantic Naturalism e Romantic Exoticism: in modo particolare in quest’ultimo allestimento, è possibile comprendere come le frontiere dell’ispirazione non fossero solo temporali, ma anche spaziali, attingendo da colori, formi e stili apparentemente antitetici come le atmosfere africane e il rigore dell’estremo oriente.
Un altro spaccato dell’immaginario mcqueeniano è un accentuato nazionalismo, con una doverosa spiegazione: lo stilista ha sempre dato corpo nelle sue collezioni alle proprie riflessioni autobiografiche, tratte da esperienze di vita personali, risalendo anche all’eredità degli avi scozzesi. Basti pensare alla collezione Widows of Culloden, che prende spunto dalle insurrezioni dei giacobiti scozzesi del 1745. In questo ci si immerge visitando Romantic Nationalism, dove si spazia anche al resto della storia britannica, come per l’elmo che ha sfilato in passerella con The Girl Who Lived In The Tree, ispirato proprio all’oggetto presente nella sua casa di campagna, in una delle sfilate più emblematiche e squisitamente albioniche.
Ma il percorso della mostra non si esaurisce in un semplice excursus creativo: Cabinet Of Curiosities raccoglie oggetti realizzati da McQueen in collaborazione con artigiani e artisti, mentre un’intera sala è dedicata alla collezione Voss, meglio nota come “The Asylum Show”.
Infine, con Plato’s Atlantis si conclude la visita alla mostra: l’ultima collezione interamente realizzata da Alexander McQueen e presentata prima della sua prematura scomparsa, nel febbraio di cinque anni fa, in cui il potere visionario sembra raggiungere i massimi vertici. All’interno di questa collezione, uno dei monoliti della moda, come gli Armadillo boots.

Una doverosa postilla: il Victoria & Albert Museum è stato uno dei luoghi più ammirati dallo stilista, che ha dichiarato di essere stato ispirato e affascinato proprio dalle collezioni presenti nelle sue sale, con un evocativo “è il tipo di posto in cui mi piacerebbe essere chiuso durante la notte”.

 

Alexander McQueen – Savage Beauty
Victoria & Albert Museum, Londra
Dal 14 marzo al 2 agosto 2015
Orari: tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:45, il venerdì dalle 10:00 alle 22:00.
Per informazioni: www.vam.ac.uk/savagebeauty

 

In apertura: Duck feather dress (The Horn of Plenty, A/I 2009-10).

 

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