Un classico weekend berlinese

A Berlino, nel weekend di Pasqua, la musica classica risuona in ogni angolo, dallo Schiller Theater al castello di Charlottenburg, fin sotto la cupola del grande Duomo: tra gli appuntamenti, il festival della Staatsoper, dedicato a Pierre Boulez, con Daniel Barenboim tra i protagonisti.

di Samantha Colombo | 27 marzo 2015

Le ragioni per trascorrere il weekend di Pasqua a Berlino potrebbero risultare innumerevoli. A dirla tutta, delle giuste cause per catapultarsi nella capitale tedesca non si contano in qualsivoglia periodo dell’anno, che le strade siano lastricate di ghiaccio o che sia tempo di dissetarsi con una birra ghiacciata sulle rive della Sprea.

Comunque sia, focalizzandosi sulle vacanze pasquali e circoscrivendo le intenzioni culturali alla musica classica, la proposta teutonica non delude. Basti pensare che, da ormai 20 anni, la Pasqua a Berlino ha un appuntamento imprescindibile come il Festtage, ossia il festival della Staatsoper, con sede allo Schiller Theater, nel quartiere di Charlottenburg.
Come consuetudine, il programma del festival (consultabile nel dettaglio sul sito www.staatsoper-berlin.de) vede protagoniste le opere di Richard Wagner, con un’aggiunta speciale. Per la terza volta la manifestazione sarà infatti titolata come “Omaggio a Pierre Boulez” e gli onori non sono certo casuali: il direttore d’orchestra e compositore francese compie infatti 90 anni proprio alla vigilia della rassegna. Impossibile quindi non tributare l’evento a chi ha ispirato generazioni di direttori ed esecutori, incantando milioni di spettatori. Proprio in suo onore, dal 27 marzo al 6 aprile, saranno presenti tre orchestre di grande prestigio internazionale, quali Staatskapelle Berlin, Filarmonica di Vienna e West-Eastern Divan Orchestra, tutte affidate alla direzione di Daniel Barenboim (che, proprio con la Staatsoper, ha da poco celebrato i 130 dalla nascita di Alban Berg).

Del resto, proprio Barenboim è uno dei più appassionati e dediti interpreti wagneriani e la sua presenza non potrebbe che essere doverosa. Il binomio Wagner-Barenboim è una relazione che va ben oltre la ricerca filologica, lo studio meticoloso e la pura passione, raggiungendo un punto focale nel luglio del 2001 quando, per la prima volta, proprio la Staatskapelle berlinese esegue il Preludio e la Morte di Isotta in Israele. In quell’occasione, a Gerusalemme, alcune decine di persone abbandonano la sala, con il beneplacido del direttore stesso, ma chi rimane resta indelebilmente impressionato.
La musica di Wagner resta infatti legata al contesto storico-culturale della Germania nazista, ma in Israele il suo repertorio non è ignoto: è possibile ascoltare le sue opere accostate a nomi quali Herbert von Karajan, tesserato al partito, così come Leonard Bernstein, nato da una famiglia ebrea di origini polacche. Della complessità e delicatezza di questo intreccio tra periodi bui della storia e splendore dell’arte, Barenboin stesso, argentino ed ebreo, discute in un libro scritto con l’ormai scomparso scrittore Edward Saïd, palestinese naturalizzato statunitense, dal titolo Parallels and paradoxes: explorations in music and society. A Berlino, Barenboim ripropone due classici  imprescindibli come ParsifalTannhäuser.

Se la musica ha il potere di trascendere simili circostanze, un altro aspetto da non sottovalutare è quello del superamento dei confini spaziali, quasi banale a confronto: eppure è la materia musicale ad accomunare qualsiasi regione del mondo, compresa la più remota, al pari della spiritualità e della necessità di respirare.
Sempre con Saïd al suo fianco, proprio Barenboim sembra seguire questi valori quando fonda la West-Eastern Divan Orchestra, nel 1999: un ensemble composto da musicisti provenienti da ogni angolo dell’ecumene, dal nome ispirato a una raccolta di poesie di Goethe. Non a caso, uno degli scopi che anima l’orchestra è proprio manifestare la pacifica convivenza e il mutuo rispetto tra israeliani e palestinesi o, come definisce lo stesso maestro il progetto: “È stato descritto, in maniera molto lusinghiera, come un progetto di pace. Non lo è. Non porterà la pace, che si suoni bene o non così bene. Il Divan è stato concepito come un progetto contro l’ignoranza”. E a questa idea sono stati dedicati anche documentari vincitori di diversi premi, come Knowledge is the Beginning, nel 2006. Il 4 aprile, l’orchestra si esibisce con brani dal repertorio di Debussy e Berlioz, con l’aggiunta della Dérive II di Boulez.

 

Quindi, per riassumere, di seguito il programma dei concerti di Daniel Baremboim nel weekend di Pasqua a Berlino:

Venerdì 3 aprile, Staatsoper im Schiller Theater
Parsifal di Richard Wagner
Staatskapelle Berlin – Staatsopernchor
Tra gli interpreti: René Pape e Anja Kampe
Regia: Dmitri Tcherniakov
Direttore: Daniel Barenboim

Sabato 4 aprile, Philharmonie
Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy
Dérive II di Pierre Boulez
Symphonie fantastique di Hector Berlioz
Rapsodie espagnole, Alborada del gracioso, Paven pour une infante défunte, Boléro di Maurice Ravel
West-Eastern Divan Orchestra
Direttore: Daniel Barenboim

Domenica 5 aprile, Staatsoper im Schiller Theater
Tannhäuser di Richard Wagner
Staatskapelle Berlin – Staatsopernchor
Tra gli interpreti: Peter Seiffert
Regia: Sasha Waltz
Direttore: Daniel Barenboim

 

Tutto questo senza dimenticare qualche altro appuntamento berlinese:

Venerdì 3 aprile
Concerti al Castello di Charlottenburg: in programma Bach, Vivaldi, Corelli e Pergolesi
Venerdì Santo con Bach nel Duomo di Berlino

Sabato 4 aprile
Una notte italiana alla Philharmonie, con opere di Corelli, Puccini, Pergolesi, Rossini, Vivaldi
Carmen alla Deutsche Oper

Domenica 5 aprile
Concerto di Pasqua nel Duomo di Berlino: Mozart e Händel
Turandot di Giacomo Puccini alla Deutsche Oper

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