Indovina chi viene a cena

Colazione della Domenica

Uscire a cena, restando a casa questa è la formula semplice ma vincente del social eating, un appuntamento al buio che fa incontrare cuochi provetti e amanti della buona cucina, per sentirsi un po’ amici anche tra sconosciuti.

di Antonella Armigero | 18 marzo 2015

Condivisione, sapori casalinghi, una buona dose di curiosità e spirito di intraprendenza, le social dinner stanno avendo un enorme successo: sono un modo nuovo per conoscere persone e sentirsi meno soli in città, ma anche un espediente ingegnoso per affrontare la crisi e inventarsi un lavoro.
Basta una casa, un menù ben studiato e un tema originale, poi l’invito corre sul web, nei social e sulle piattaforme dedicate. La location rimane segreta fino all’ultimo così come le facce degli altri commensali, e nonostante la diffidenza e il timore iniziale ogni volta è il tutto esaurito.
Chi lo ha detto che le nuove tecnologie ci stanno trasformando in persone solitarie e individualiste?
La formula è semplice e brevettata, una persona, magari appassionata di cucina o aspirante tale apre le porte della propria casa a un gruppo ristretto di invitati, sconosciuti ovviamente ma con le stesse passioni, attratti dal tema della serata o dal menù.

C’è chi ha deciso di farne una professione aprendo un home restaurant o supper club, e chi invece lo fa per mettersi in gioco ma solo per una serata. Oltre a Gnammo una delle prime piattaforme che ha sdoganato il social eating creando una comunità molto ricca e variegata con 1.050 cuochi, e più di 500 eventi in tutta Italia, ultimamente ne sono sorte tantissime altre, da Ceneromane specializzata per la Capitale, a New Gusto e KitchenParty con target e budget ben definiti. Un aspetto da non trascurare appunto è il costo della cena, a volte democratico; si va dai pochi euro come quelle proposte da Peoplecooks fino a 40 – 70 euro per menù più ricercati, o le cene che uniscono teatro, musica o un corso di cucina incluso nel prezzo o magari dove i padroni di casa sono dei VIP.

The cook club

The cook club

Altra filosofia per veri supper club è quella che si rifà al primo ristorante casalingo aperto a Londra da Miss Marmite nel 2009: in questi casi la location è definita e dietro i fornelli ci sono dei cuochi più esperti, che hanno realizzato il sogno di aprire un ristorante sulla scia di suggestioni di viaggio ed esperienze all’estero, portando una formula più cosmopolita in città. Anche Milano brulica di questo genere di posti, da The Cook Club che, tra luci soffuse, arredi di design, quadri e molti libri offre menù che sono quasi dei diari di viaggio,che parlano di Marocco, Vietnam e Cuba. E non a caso all’origine del progetto ci sono due cuochi, una blogger e la voglia di fondere culture e sapori diversi. La location segretissima apre a solo a 8 commensali per volta, per partecipare è necessario iscriversi alla newsletter e seguire la pagina Facebook, solo così i due padroni di casa Miguel e Fabrizio vi daranno il benvenuto nel loro esclusivo club. Interessanti le cooking class dove imparare ricette nuove e cavalli di battaglia della casa.

Ma’ Hidden Kitchen

Ma’ Hidden Kitchen

Si trova, invece, all’interno di un loft dalle atmosfere newyorkesi Ma’ Hidden Kitchen Supper Club uno dei primi della categoria che è diventato ormai quasi un’istituzione per gli amanti del social eating a Milano.
A pochi passi dalla movida dei Navigli (anche qui l’indirizzo preciso si può conoscere solo poche ore prima dell’appuntamento), Emanuele e Melissa accolgono i commensali con un sorriso e una selezione di piatti da leccarsi i baffi dall’antipasto al dolce, mentre il vino da buoni invitati potrete portarlo voi. L’atmosfera raccolta e conviviale, la simpatia dei padroni di casa unita a una bella partita a biliardino vi regaleranno la sensazione di una piacevole serata tra amici.

BurgerNight

BurgerNight

Se quello che desiderate è dimenticare gli orologi per immergervi nei tempi rilassati del weekend in una tavola colorata e divertente, quello che fa per voi sono le Colazioni della domenica organizzate da Linda, cosmopolita anche lei, milanese d’adozione con un passato nella Grande Mela. Si inizia alle 11.30 con quiche, marmellate, brioches, succhi e caffè, un’alternativa più famigliare dell’ormai sdoganato brunch. Nessuno vi metterà fretta, potrete attardarvi chiacchierando con gli altri invitati, oppure leggendo i quotidiani, chiedendo ricette o ascoltando buona musica, qualcuno è così disinvolto da portarsi le ciabatte, intrattenendosi fino alle 16.00.  Neanche il tempo di tornare a casa che l’appuntamento si sposta la sera con i Burger Night, un’altra formula easy e gustosa, con hamburger, patatine e chips di verdure fatte in casa sempre da Linda da accompagnare a ottima birra artigianale.

A casa - Eatery

A casa – Eatery

Se infine vi piacciono le atmosfere casalinghe, ma non ve la sentite ancora di provare una cena al buio,  il giusto compromesso è A casa – Eatery in Via Conca del Naviglio 37. Sono ben 7 piani, ognuno arredato con uno stile ispirato agli ’50 e ’60;  tanti ambienti intimi e raccolti all’aperto e all’interno, dal salotto, la sala da pranzo, fino al giardino, dove assaporare una cena in famiglia. Qui mentre aspettate di mettervi a tavola potete perdervi nell’esplorazione dei diversi ambienti: da non perdere quello dedicato al pane, la libreria e la cantina molto fornita. E soprattutto se vi è piaciuta una ricetta, sarete liberi di riproporla a casa vostra grazie agli ingredienti da comprare nel piccolo market interno.

Foto di testata Colazione della Domenica – Non solo food.

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