Aperitivo old style

Camparino, bar aperitivo

In un’epoca di happy hour a base di cocktail annacquati e vassoi pieni di pasta scotta, torna in auge l’aperitivo milanese tradizionale. Quello da gustare con olive e noccioline in posti fuori dal tempo come Camparino o Cucchi.

di Marco Augustoni

Scordatevi le tinozze piene di pasta scotta e cous cous cucinato con gli scarti del giorno prima. E scordatevi anche i cocktail dai nomi esotici a base di papaya o frutto della passione e la musica da club che copre qualsiasi conversazione. Certo, questo è ciò che si ottiene la maggior parte delle volte che si esce per fare un aperitivo a Milano. Ma non è una scelta obbligata. L’alternativa? Un ritorno alle origini.

Prima che la moda dell’happy hour imponesse un’escalation armata a chi sfoggia i vassoi più pieni, prima che gli energy drink venissero presi in considerazione come ingredienti base per cocktail (anzi, prima ancora che gli energy drink venissero inventati), c’era l’aperitivo milanese vecchio stile, quello che serviva a stuzzicare l’appetito e non a sostituire la cena, che sul bancone ti proponeva giusto qualche assaggio sfizioso a base di olive, tartine, noccioline e un paio di piccoli tramezzini. E che nel menù prevedeva pochi grandi classici e magari una o due invenzioni della casa. L’aperitivo milanese propriamente detto era, proprio come i milanesi doc che ormai si sono estinti, sobrio. Non tanto in riferimento al tasso alcolico, quanto piuttosto allo stile. Magari anche elegante, ma comunque non ostentato né chiassoso. Oggi, però, è difficile ritrovare quelle suggestioni e atmosfere. Ma per fortuna, esiste ancora un manipolo di coraggiosi che difende a colpi di seltz le antiche tradizioni.

Punto di partenza imprescindibile di questo viaggio alla riscoperta dell’aperitivo old style è senza dubbio il Camparino in Galleria Vittorio Emanuele II, locale fondato nel 1915 che negli anni ha subito innumerevoli vicissitudini (trasformatosi in Caffè Zucca, di recente è ritornato al nome originario) e la cui storia è inscindibilmente legata a quella di Milano. Già solo l’insegna ridisegnata dal pittore e scultore Ugo Nespolo vale un brindisi, ma l’interno è un vero spettacolo. Arredato e decorato in stile Liberty, il locale ha nelle atmosfere retrò il suo punto forte, ma i cocktail non sono da meno: a farla da padrona è, ovviamente, il Campari, utilizzato sia nei grandi classici come il Negroni e il Campari Orange, sia in alcune variazioni più recenti. Al bancone poche prelibatezze selezionate da spiluccare senza troppo impegno, come si conviene a un vero locale milanese d’altri tempi.

Bar Basso Milano

Il Camparino non è però certo l’unico a crederci ancora. Un baluardo della vecchia Milano è lo storico Bar Basso di via Plinio, nato nel 1947 e diventato negli anni punto fermo della vita notturna meneghina. Tra l’altro qui è nata una variazione sul tema destinata a diventare celebre quasi quanto l’originale: nelle mura del Bar Basso, infatti, sarebbe stato miscelato il primissimo Negroni Sbagliato, e, leggenda vuole, troverebbe la sua genesi proprio nell’errore di un barman inesperto che scambiò il gin con il prosecco. Errore madornale, ma fortunato…

È curioso, ma la bandiera dell’aperitivo milanese non è tenuta alta tanto dai bar o dai locali, quanto più spesso dalle pasticcerie. Non si tratta certo di pasticcerie qualunque, bensì di esercizi storici la cui esistenza è connaturata alla città di Milano alla pari di un fenomeno atmosferico come la scighera. Taveggia in via Visconti di Modrone, Cova in via Monte Napoleone, Gattullo in piazzale di Porta Lodovica: sono loro che, tra una crostata e un panettone, tra un cornetto e una torta sbrisolona, trovano il tempo per difendere l’onore dell’Aperitivo con la A maiuscola. Un esempio di questa tendenza è la pasticceria Cucchi di corso Genova, fondata nel 1936 e da allora rimasta sempre in mano alla famiglia da cui ha preso il nome. Qui, oltre che gustare dolci di ogni tipo, è possibile sorseggiare un aperitivo – magari proprio il Cucchi, specialità del posto a base di Campari – al bancone o in uno dei tavolini del dehor che affaccia su via Conca del Naviglio.

Detto questo, è necessaria una precisazione. L’aperitivo vecchio stile non è per tutti. Non perché serva una particolare sensibilità per apprezzarne le qualità. Ma, piuttosto, perché si tratta di un tipo di offerta ben specifica, che potrebbe non corrispondere alle necessità delle masse. Se state cercando un modo per abbuffarvi a buon prezzo, oppure se il vostro intento è tracannare alcolici da quattro soldi per raggiungere una facile ebbrezza, allora nessuno dei posti sopra citati fa per voi. Il vero aperitivo milanese va in controtendenza rispetto a quello che è oggi Milano. È un’esperienza che va vissuta scrollandosi di dosso l’ormai cronica fretta meneghina. È un ritorno, ma senza indulgere in facili derive nostalgiche. È un Americano di quelli fatti con tutti i crismi, con tanto di scorza d’arancia di guarnizione.

 

INDIRIZZI

Camparino
piazza del Duomo 21

Bar Basso
via Plinio 39

Taveggia
via Visconti di Modrone 2

Cova
via Monte Napoleone 8

Gattullo
piazzale di Porta Lodovica 2

Cucchi
corso Genova 1

 

In apertura: il leggendario Camparino, locale fondato nel 1915 e arredato in stile liberty, affaccia direttamente sulla Galleria vittorio emanuele ii, nel pieno centro di Milano.
Di seguito: l’insegna del Bar Basso, uno dei bar storici di Milano, dove la leggenda vuole che sia stato inventato il negroni Sbagliato, per “merito” di un barman inesperto.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 25, marzo – aprile 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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