La nuova casa della Pietà Rondanini

La Pietà Rondanini non abbandona il Castello Sforzesco, ma trova una nuova casa nelle sale dell’Ospedale Spagnolo: è così possibile ammirare l’ultima opera di Michelangelo Buonarroti in un allestimento esclusivo.

di Samantha Colombo | 27 aprile 2015

È una grande festa al Castello Sforzesco a dare il via agli eventi di ExpoinCittà, un appuntamento speciale dedicato all’apertura del Museo Pietà Rondanini Michelangelo, tra i simboli del patrimonio storico e artistico della città. Sabato 2 maggio, dopo aver trascorso decenni nelle stanze del Museo d’Arte Antica, l’ultimo capolavoro dell’artista rinascimentale conquista il proprio spazio nel vicino Ospedale Spagnolo, con un allestimento concepito e realizzato nei minimi dettagli per esaltarne la bellezza.
Tre anni dopo l’avvio dei lavori, si conclude così un lungo percorso segnato da numerose difficoltà logistiche, tecniche e scientifiche, coronate dalla possibilità di mostrare al mondo intero il frutto del genio michelangiolesco.

Nel 1564, quando il Buonarroti è al lavoro sulla sua pietà, si spegne: da quel giorno, simulacro e bozzetti di studio conservati nella sua bottega romana finiscono per essere dimenticati e non si hanno notizie certe, almeno fino agli inizi del XIX secolo. In questo periodo la statua fa infatti la sua comparsa nella casa dei Rondinini, sempre nella capitale, in via Del Corso: proprio da un errore nel riportare il nome della nobile famiglia, nasce l’etichetta che da sempre contraddistingue l’opera come Pietà Rondanini.
Dopo innumerevoli passaggi di proprietà, il Comune di Milano la acquista nel 1952 e da allora resta custodita nelle sale del Castello Sforzesco.
Oggi, con la nuova collocazione e i lavori di restauro, prima di accedere alla sala della Pietà Rondanini, il visitatore è accolto da un bookshop e dalla biglietteria, una sorta di limbo tra lo scrigno dove è custodita l’opera d’arte e il resto del mondo. Da qui, è possibile abbandonare i rumori di fondo cittadini e immergersi totalmente in un nuovo universo, gravitante intorno al capolavoro di Michelangelo nell’allestimento di Michele De Lucchi.

 

In queste stanze, durante l’epidemia di peste che ha colpito milano nel 1576, gli spagnoli curano i soldati della guarnigione colpiti dal male: un luogo che ha conosciuto un simile dramma e l’intensità della sofferenza, non può che essere perfetto per accogliere un simulacro così carico di tensione emotiva e spirituale. Particolare non trascurabile: la Pietà è posta al centro dell’ambiente e può essere ammirata da più punti di vista, per immergersi totalmente nel fascino delle sue linee.
Se tutta la sala è stata restaurata proprio per accogliere la scultura del grande artista, non va dimenticato come da undici anni il monitoraggio della scultura sia curato dal Politecnico di Milano, che effettua periodiche rilevazioni sia sulle condizioni del marmo sia dell’ambiente circostante. Infine, l’Università milanese ha partecipato alla progettazione della speciale pedana antivibrazioni su cui poggia attualmente la statua: un dispositivo in grado di proteggerla in caso di evento sismico, ma anche dalle quotidiani vibrazioni della linea metropolitana. Appuntamento dal 2 maggio tra le mura del Castello Sforzesco per l’inaugurazione del Museo Pietà Rondanini, che nella giornata resterà aperto al pubblico dalle 14 alle 23.

L’ingresso al Museo Pietà Rondanini è gratuito fino a domenica 31 maggio, dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 19:30 (con orario continuato).
Successivamente, il museo apre da martedì a domenica, dalle 9 alle 17:30 e il biglietto costa 5 euro (ridotto 3 euro), con ingresso gratuito durante l’ultima ora di apertura e tutti i martedì dalle 14:00.

Per informazioni: www.milanocastello.it

 

Immagine in apertura di Roberto Mascaroni.

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