Non mi serve il GPS

Orienteering, ph. di Gigi Girardi

Una mappa e una bussola sono più che sufficienti per muoversi nello spazio a chi pratica orienteering, vero e proprio sport presente in Italia da quasi trent’anni che mette d’accordo capacità fisiche, doti di orientamento e amore per le attività all’aria aperta.

di Enrico S. Benincasa
Foto di Gigi Gilardi

Anche nell’era del GPS su ogni dispositivo, dal telefono all’orologio, sapersi orientare negli spazi
e nei luoghi è una dote preziosa, da conservare e allenare. Per molti è anche una capacità da “praticare”, perché fin dagli inizi del secolo scorso esiste uno sport noto come orienteering. I precursori di questa disciplina – ancora non olimpica – sono stati gli scandinavi e in particolare gli svedesi, organizzatori negli anni Venti delle prime gare ufficiali. Oggi l’orienteering è praticato in tutto il mondo, ma sono sempre gli scandinavi e gli europei in generale a dominare le classifiche internazionali. Comprende quattro discipline: “Foot Orienteering” (la classica corsa d’orientamento, la più conosciuta), “MTB Orienteering” (in mountain bike), “Ski Orienteering” (con gli sci di fondo) e “Trail Orienteering” (o orientamento di precisione, adatto anche a chi ha disabilità motorie). L’obiettivo è sempre quello di percorrere nel più breve tempo possibile un percorso, passando però da dei punti di controllo – detti “lanterne” – dove ogni atleta deve registrare il suo passaggio.

Una cartina a scala ridotta e una bussola sono gli strumenti a disposizione degli atleti, che in genere partono scaglionati a intervalli di due minuti, come se fosse una gara di ciclismo a cronometro. Le distanze sono varie, a seconda anche del luogo in cui ci si trova. Spesso le competizioni sono organizzate in parchi o zone boschive, ma non mancano tentativi ben riusciti di gare di orienteering in centri urbani.

Orienteering, ph. di Gigi Girardi

 

In Italia i praticanti di questo sport sono circa 10 mila, sparsi per tutto il territorio, e circa un decimo sono quelli lombardi: “Ci sono 16 società in tutta la regione, di cui due a Milano e tre a Monza – ci dice Giuseppe Cerasa, Presidente del comitato regionale lombardo della FISO, Federazione Italiana Sport Orientamento – poi ne abbiamo più o meno una per ogni provincia. La federazione sta facendo un buon lavoro, ma non possiamo ancora confrontarci con i paesi scandinavi e con i nostri vicini svizzeri, che hanno iniziato dieci anni prima di noi”. La FISO, infatti, esiste dal 1988 e ha cercato di radicarsi in tutto il territorio nazionale, promuovendosi anche all’interno degli istituti scolastici e organizzando gare studentesche. Dai giovani stanno arrivando i migliori risultati e una rappresentativa della federazione sarà ai mondiali giovanili studenteschi in programma dal 18 al 24 aprile in Turchia. “Vogliamo mettere in piedi una squadra giovanile lombarda – prosegue Cerasa – e cerchiamo di promuoverci attraverso un’iniziativa chiamata «Palestra a cielo aperto». Stiamo realizzando degli impianti fissi di orienteering nei parchi e nei boschi, coinvolgendo le amministrazioni locali in questo progetto. A Milano ce n’è uno al Parco Cassinis e presto arriverà anche al Montestella, a Monza stiamo per terminare quello del Parco. Ce ne sono altri anche a Varese – Campo dei Fiori – e a Como, ai Corni di Canzo. Sono impianti accessibili a chiunque, dove non serve nessuna particolare attrezzatura, ottimi anche per chi vuole semplicemente fare una passeggiata diversa”.

L’orienteering è uno sport per tutti, ci sono diverse categorie per livello e per fasce di età (si parte dai dieci anni fino ai 65), che aiuta a rimanere a contatto con la natura e a imparare a rispettarla. Il calendario delle gare è molto fitto ed è visibile sul sito della federazione (www.fiso.it), diviso per discipline e per tipologia di competizione (regionale, nazionale, internazionale). C’è anche una categoria di gare, definite promozionali, che sono invece dedicate a chi vuole cimentarsi per la prima volta con l’orienteeting: “A luglio invece, – ricorda Cerasa – dal 2 al 5, organizzeremo nell’area di Varese ExpOri 4Days, una manifestazione che ha lo scopo di promuovere l’orienteering proprio durante il periodo dell’Expo. L’ultima di queste, quella del 5, sarà proprio a Milano nel centro storico. A ottobre la gara più importante sarà all’Aprica, nella comunità montana di Arge Alp, con un parterre di partecipanti di livello internazionale”.
Pochi sport mettono d’accordo capacità fisiche e intellettive come l’orienteering, al quale da sempre è stata riconosciuta una funzione educativa di rilievo. Le strutture per provarlo non mancano e, stando al calendario della federazione, nemmeno le occasioni. Alla fine potrebbe rivelarsi utile anche come allenamento per tutte quelle volte in cui non ci sarà campo e Google Maps non ci potrà aiutare.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 25, marzo – aprile 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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