La biodiversità ad alta quota del Nepal

Padiglione Nepal

Biodiversità e tecnologia per il Padiglione Nepal che oltre a promuovere l’economia locale e l’altissimo artigianato ospita al suo interno la Piramide del Comitato Everest – K2, un gioiello di tecnologia tutta italiana, un centro studi e ricerca che è un punto di riferimento nel mondo.

di Antonella Armigero | 13 aprile 2015

Si ispira alla forma del mandala, il diagramma circolare formato dall’unione di forme geometriche simbolo di vita, la struttura del padiglione Nepal, un gioiello di artigianalità, totalmente costruito in teak, il legno pregiato tipico delle costruzioni locali del Paese asiatico.
La struttura vuole farci conoscere da vicino la cultura e il patrimonio del territorio nepalese, caratterizzato da un altissimo tasso di biodiversità, basti pensare che oltre settecento specie diverse  prosperano grazie all’acqua proveniente dai ghiacciai della catena montuosa dell’Himalaya. Proprio l’irrigazione e le tecniche dell’agricoltura di montagna, sviluppata in secoli di lavoro, sono al centro dei temi e delle iniziative del padiglione, con in più la possibilità per i visitatori di assaggiare e assistere alla preparazione dei piatti tipici nepalesi.
Il cibo come energia e risorsa più accessibile a tutti oltre a essere uno dei temi cardini di Expo, è soprattutto una tematica di riflessione imprescindibile per il Nepal che, con una popolazione di oltre 26 milioni abitanti non riesce a tenere il passo con la crescita demografica, nonostante la sua economia prevalentemente agricola e industriale, sia trainata da quella turistica e mineraria.

Padiglione-Nepal

Cantiere del padiglione Nepal Foto Overpress

A progettare la struttura di due piani pensata per Expo e ispirata alla sostenibilità è Implementing Expert Group (Ieg), lo stesso gruppo di architetti cui sono stati affidati i lavori delle esposizioni universali precedenti. Il progetto ha visto il coinvolgimento di 50 abilissimi artigiani con un compito davvero ambizioso: la realizzazione di un tempio fatto interamente in legno completamente intagliato a mano, decorato finemente con motivi floreali e geometrici. Queste meravigliose opere, frutto di passione, sapere antico e altissimo artigianato, oltre che di un lavoro in corsa contro il tempo, al termine di Expo 2015 saranno battute all’asta. Le 42 colonne del maestoso colonnato e parte delle decorazioni infatti potranno, infatti, abbellire in maniera più duratura altri palazzi.

Artigiani all'opera - Padiglione Nepal

Artigiani all’opera – Padiglione Nepal

Nel Padiglione del Nepal accanto al legno, ci sono anche altri materiali: metallo, pietra e terracotta, che regaleranno ai visitatori la sensazione di visitare gli antichi insediamenti delle valli di Kathmandu, dove per secoli popolazioni di etnia, religione ed estrazione sociale differente hanno vissuto e prosperato in armonia.

Ma questo non è il solo gioiello del Padiglione nepalese che ospita anche la Piramide del Comitato Everest – K2, diventando di fatto il Padiglione che rappresenta le montagne del mondo. La piramide costruita nel 1900 ai piedi dell’Everest è un concentrato di scienza e tecnologia, un centro studi internazionale (realizzato dal nostro CNR) e un laboratorio interdisciplinare posto a 5059 metri da terra, che è anche uno strumento di formazione e scambio culturale tra popolazioni locali e internazionali con programmi dedicati alla biodiversità, all’acqua e alle specie rare di questo territorio.

Piramide del Comitato Everest K2

Piramide del Comitato Everest K2

 

Aggiornamento del  9 luglio 2015

Dopo la grandissima tragedia avvenuta a seguito del terremoto in Nepal sabato 25 aprile, Expo 2015 e l’associazione AGIRE hanno deciso di lanciare una campagna di solidarietà a sostegno delle vittime.
Solidarietà dimostrata anche dalle tante maestranze presenti a Expo, che sono intervenute per portare a termine l’allestimento; i lavori infatti si erano interrotti a seguito del rientro in patria di molti operai nepalesi accorsi nel paese d’origine per accertarsi dello stato di salute delle loro famiglie. Notizia di pochi giorni fa l’apertura ufficiale del Padiglione, che per mesi era rimasta una ferita aperta all’ingresso del Decumano.
Oggi i visitatori possono assaggiare i piatti tradizionali nel ristorante interno, e godere dell’atmosfera che ricorda gli antichi insediamenti di Kathmandu, ammirare il bellissimo colonnato e le decorazioni lignee intagliate a mano, oppure rilassarsi a bordo delle vasche interne al padiglione.

 

Foto dell’inaugurazione del Padiglione Nepal – Repubblica.it

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