Il futuro visto dalla Russia

A due settimane dall’inaugurazione, il nostro viaggio alla scoperta dei Padiglioni di Expo 2015 approda nelle sconfinate terre della Federazione Russa: veterano delle esposizioni universali, il Paese sfoggia un progetto che coniuga storia secolare, alta ingegneria e materiali rigorosamente green.

di Samantha Colombo | 16 aprile 2015

Coniugare le antiche tradizioni di un grande Paese con la spinta verso il futuro, artigianalità e design: questo sembra dichiarare sin dal primo sguardo il padiglione della Russia di Expo 2015, una maestosa Arca di Noè pronta a presentare un territorio sconfinato, eterogeneo e dal fascino millenario.
Si sono cimentati in questo progetto tre grandi nomi dell’architettura come Sergei Tchoban, Alexei Ilin e Marina Kuznetskaya, i primi a dichiarare come sia impossibile trascurare la storia nel presentare questa realtà: basti pensare, ad esempio, che l’architettura russa e sovietica sono da sempre intrecciate con le grandi esposizioni universali. La Russia è infatti il Paese che deteniene il maggior numero di partecipazioni a questi eventi, inaugurando la prima Great Exhibition di Londra a metà Ottocento e collezionando riconoscimenti internazionali come il Grand Prix di Parigi nel 1937 e la Medaglia d’Argento di Shangai nel 2010. A tutti questi edifici che si sono susseguiti nel corso dei decenni e alle loro linee sobrie si ispira anche il padiglione dell’edizione 2015.
Sempre a proposito di storia, non va poi trascurata l’importanza della tradizione agricola delle terre russe: non a caso lo slogan con cui la Federazione sbarca a Milano è “Crescere per il Pianeta. Coltivare per il futuro”.
Inoltre, il design è un altro punto fondamentale affrontato nel concept: alta tecnologia, maestria nell’artigianato e selezione di materiali ecosostenibili per un ambiente polifunzionale.

Il padiglione della Federazione Russa accoglie gli ospiti nei suoi oltre 4.000 metri quadri con una raffinata facciata realizzata in legno, mentre gli interni si aprono su spazi semitrasparenti e il tetto si distingue per la presenza del verde brillante: elementi distinti e solo apparentemente antitetici, che si fondono in un’unica struttura in armonia.
Come già accennato, alta ingegneria e rispetto per la natura sono i punti cardine di questa costruzione: da un lato spicca infatti l’ambizione di costruire una struttura che punti dritta verso il cielo, dall’altra non è trascurata l’attenzione all’utilizzo di materiali ecologici e sostenibili, in grado non solo di denotare eleganza, ma anche di resistere al tempo e alle intemperie.
L’ingresso è caratterizzato da un gioco di specchi: una copertura in acciaio inossidabile riflette infatti lo spazio e i visitatori, cambiando in ogni istante.

 

Per gli spazi interni, l’ispirazione sembra arrivare dai giardini all’italiana: le diverse aree di osservazione si articolano infatti in numerose piattaforme e in vari spazi aperti. In questi ambienti saranno proposti i piatti tipici della tradizione e organizzate degustazioni, con particolare attenzione anche agli appuntamenti per scoprire la cultura e la tradizione del grande Paese. Non mancano poi incontri a illustrare progressi scientifici e tecnologici ottenuti dalla ricerca nel campo della nutrizione.
È invece salendo nella parte superiore che ci si immerge nell’atmosfera dei giardini pensili babilonesi, con il tetto rivestito di vegetazione, un riferimento alle sconfinate pianure e agli infiniti campi russi. Inoltre, la maestosa “prua” alleggerisce le linee dell’edificio, fornendo anche una sorta di piattaforma lunga 30 metri, spazio per eventi speciali e belvedere sull’area Expo circostante.
Tratti distintivi dell’architettura dalla storia prolifica, riferimenti al paesaggio russo e uno sguardo futuro in un progetto altamente tecno ed ecologico: la Russia si prepara così al debutto di Expo 2015.

 

Qui continuiamo il nostro viaggio attraverso i padiglioni:
Padiglione Italia
Padiglione Austria
Padiglione Francia
Padiglione Gran Bretagna
Padiglione Germania
Padiglione Cina
Padiglione Giappone
Padiglione Nepal

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