Mi ricordo Rotaie Verdi

Rotaie-verdi-NY

Milano come New York e Parigi grazie a “Binari Verdi”, un progetto di riqualificazione degli scali ferroviari abbandonati, per trasformarli in oasi di biodiversità fruibili da tutti i cittadini.

di Antonella Armigero | 27 aprile 2015

Immaginate di poter percorrere a piedi o in bici un corridoio verde, un parco lineare all’interno del tessuto urbano dove il verde pubblico convive con una natura selvaggia, un’area restituita ai cittadini, dove al posto delle strutture in cemento ormai in rovina si possano scorgerne altre realizzate con criteri architettonici sostenibili, per creare centri di aggregazione per la cittadinanza.
Punta proprio a questo il progetto Binari Verdi cui partecipano la Cooperativa Eliante, Fondazione Cariplo, WWF e Comune di Milano. L’obiettivo pilota è trasformare gli Scali ferroviari abbandonati di Porta Romana e San Cristoforo in corridoi verdi, come è già avvenuto con grande successo a Parigi, Londra e New York.

Proprio come la stupenda Promenade Plantèe a Parigi, realizzata in una ferrovia sopraelevata che attraversa per 4 km la città, o la newyorchese The High Line sorta nel 1999 grazie alla volontà dei cittadini di salvare dalla demolizione un pezzo di storia della città (una ferrovia degli anni ’30 oggi diventata uno dei parchi pubblici più frequentati della Grande Mela), anche Milano punta a preservare la storicità dei suoi ex scali ferroviari, creando una rete ecologica in grado di connettersi alle zone rurali della città.
La prima fase del progetto di cui si parla già dal 2011, si è già conclusa e consisteva nello studio naturalistico delle aree verdi lungo le rotaie. Da queste analisi è emerso che lì dove prima passavano i treni si è sviluppata negli anni una sorprendente varietà floristica e faunistica. Sono stati avvistati gufi, civette, uccelli migratori, mammiferi e anfibi, oltre a 368 specie vegetali, che corrispondono all’80% del totale presente nel Comune di Milano.

Uno scenario inatteso se si pensa a quanto sia ridotta l’area presa in analisi, ma per comprendere meglio questo fenomeno è importate ricordare la funzione ricoperta da queste linee ferroviarie in passato, ovvero il trasporto anche su scala mondiale di semi e piante, e non a caso proprio lì sono state trovate specie provenienti da tutti i continenti e piante autoctone di grande pregio.
Salvaguardare la biodiversità e anche la storia di questi luoghi è un percorso delicato, ma fattibile che doveva partire proprio in vista di Expo 2015, ma che purtroppo non è riuscito a decollare in tempo. Indiscrezioni dicono che il primo a essere riqualificato sarà lo Scalo San Cristoforo, grazie all’accordo con RFI, WWF e ai finanzianti della Fondazione Cariplo, quest’area dovrebbe diventare un’oasi protetta che si estenderà fino al Parco Sud. Presso lo Scalo di Porta Romana, invece, l’area da destinare al verde pubblico sarà attorno al 40%, e si svilupperà in maniera lineare lungo ai binari ancora in utilizzo, oltre ad abbellire e a riempire la parte centrale ormai dismessa e in stato di degrado.

Lo scorso 31 marzo, il progetto è stato presentato a una conferenza del FAI dedicata alle reti ecologiche urbane, e la città con gli enti partecipanti hanno dimostrato forte interesse nei confronti di quelli che sembrano traguardi complessi e importanti per il nostro territorio.

Per maggiori informazioni sul progetto e gli sviluppi futuri visitate il sito di Eliante.

Immagine d’apertura – Rotaie fiorite  Eliante Rotaie verdi.

 

 

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