Senza freni per le strade di NY

Nelle vie di Brooklyn, il 25 aprile si corre l’ottava edizione della gara per bici a scatto fisso più attesa e prestigiosa: è tempo di montare in sella per la Red Hook Crit! Prima di volare a New York, Stefania Baldi ci racconta cosa vuol dire gareggiare tra i migliori corridori professionisti e urban cyclist del mondo.

di Samantha Colombo | 23 aprile 2015

Una sera di primavera, sull’asfalto delle strade di Brooklyn saettano alcune decine di ciclisti, uomini e donne in sella alle loro biciclette a scatto fisso, pronti a trionfare nello sprint finale accolti da una manciata di spettatori: non ci sono sponsor e nessun podio è allestito per la premiazione. A dirla tutta, non ci sono nemmeno premi e riconoscimenti speciali, solo adrenalina e passione, sudore e caparbietà, in poche parole l’essenza stessa di chi decide di montare in sella.
Quando tutto questo accade è il 2008 e un certo David August Trimble ha deciso di celebrare il suo ventiseiseimo compleanno così, dando vita a una competizione su due ruote. Oggi, da New York, la Red Hook Crit ha assunto il ruolo di vera e propria istituzione, arroccandosi sull’altare della gloria, vetta da raggiungere per corridori professionisti e ciclisti urbani. Da quella sera di sette anni fa, si ripete ogni anno e ogni edizione guadagna sostenitori e sponsor. Qualche esempio? Tra i vari è presente Cinelli, marchio tutto italiano e venerato a livello internazionale, ma sono diverse anche le realtà extra-sportive, come Rockstar Games che nuovamente sostiene la gara.

L’edizione di New York della Red Hook non è solo un appuntamento già storico e carico del fascino peculiare che avvolge questa città: è anche, e soprattutto, la prima tappa di un più grande campionato mondiale di bici a scatto fisso, che continuerà a Londra, Barcellona e Milano.
La RHC prevede una qualifica a tempo, dalla quale viene poi stilata la classifica dei migliori, sulla falsariga della Formula 1: proprio in questo Trimble è pioniere e innovatore, in grado di trasformare una competizione in una vera icona per professionisti e amatori e dare origine a decine di manifestazioni che si svolgono sulla stessa matrice.

Stefania Baldi

Stefania Baldi

“La gente si allena tutto l’anno per partecipare alla Red Hook Crit!”, sottolinea Stefania Baldi, grafica di professione e ciclista per vocazione, attualmente anche moderna Caronte in grado di traghettarci nell’universo delle saette a due ruote. E nessuno potrebbe farlo meglio di lei, che questa competizione l’ha già testata con cuore e pedali.
“Questo è il secondo anno che vede le donne correre da sole”, continua, indossando con orgoglio la maglia della sua squadra, Desgenà: fino a qualche tempo fa, i ciclisti di entrambi i sessi sfrecciavano insieme per le strade della metropoli (e la vincitrice della prima edizione è stata proprio una donna). “Quest’anno ci sono già una ventina di donne in più rispetto allo scorso. Il movimento femminile in questa disciplina di nicchia, e anche estrema, sta prendendo piede a tutta velocità. Inoltre, nella scorsa edizione ero l’unica europea, mentre quest’anno siamo già una decina, con quattro italiane”.
Lei ci tiene a sottolinearlo: 40 primavere e atleta non professionista, lo scorso anno si è piazzata a uno soffio dal podio, classificandosi quarta subito dietro a cicliste che sia su pista sia su strada corrono quotidianamente. “Quest’anno il mio obiettivo è la top ten”, sorride. “E il sogno è entrare nelle prime cinque!”.

 

Per chi si trovasse a passare dalle parti di Brooklyn e non volesse aspettare la tappa di Milano, il prossimo ottobre, l’appuntamento con la Red Hook Crit di New York è per sabato 25 aprile.

Per informazioni:  www.redhookcrit.com

Commenti

commenti

Be first to comment