Il ritorno di Sugar Man

La leggenda Sixto Rodriguez torna in Italia per tre date: “Sugar Man” imbraccia la sua chitarra e si esibisce agli Arcimboldi di Milano, al Gran Teatro di Roma e al Verdi di Firenze.

di Samantha Colombo | 12 maggio 2015

Diverso tempo fa, uno scrittore sosteneva che non dovrebbe esistere combinazione di eventi inspiegabile dall’intelligenza umana: a un primo sguardo, la vita di Sixto Rodriguez esula da questo postulato per fiondarsi a pieno titolo nella leggenda, una storia che neppure lo sceneggiatore più abile avrebbe potuto mai concepire.
Classe 1942, Rodriguez attraversa un’esistenza dove la passione e il talento scorrono sulle sei corde, nella quale i sogni sembrano materializzarsi per poi essere accantonati, in un susseguirsi di arte e impegno sociale, oblio e rinascita.

Sono gli anni ’60 quando il cantautore imbraccia una chitarra e inizia a suonare nella Detroit dell’industria automobilistica e del soul targato Motown. Proprio grazie al suo innato talento, pubblica il debutto Cold Fact nel 1969 e, due anni più tardi, Coming From Reality, album nei quali denuncia le condizioni delle classi lavoratrici, in cui folk e poesia si amalgamano in perfetto equilibrio. Tuttavia, i due dischi non riscuotono un grande successo di vendite e neppure i critici musicali si sprecano in elogi: l’etichetta (che fallirà pochi anni dopo) scarica quindi l’artista, prima che finisca il terzo capitolo in studio.  Tuttavia, i suoi brani passano nelle frequenze radiofoniche dall’altra parte dell’Oceano, tra l’Australia e la Nuova Zelanda che, per un breve periodo, Rodriguez attraversa in tour, sebbene la carriera musicale sembri accantonata: l’artista torna infatti sui libri di filosofia prima e a lavorare come operaio poco dopo. Nel corso della sua vita, non abbandona però mai la denuncia delle condizioni delle classi più povere e il suo attivismo nella politica e nel sociale.

Ma qualcosa di molto più grande si muove: le radio di Johannesburg trasmettono infatti le sue canzoni che, con l’evolversi della lotta contro l’Apartheid, diventano veri e propri inni per le nuove generazioni, facendo spazio al loro autore accanto a capisaldi della musica e della lotta per la libertà e i diritti di donne e uomini, uno su tutti? Bob Dylan.
Il suo ritiro dalle scene e le poche informazioni disponibili in terra sudafricana, fanno però scoccare la mitologia di un cantautore, dato per morto in svariate circostanze tragiche e con la sua sola musica lasciata in eredità. Solo alla fine degli anni ‘90 Sixto Rodriguez mette piede in Sudafrica, confermandosi icona del rock e risorgendo dalle sue stesse ceneri. Proprio questa è la storia dal retrogusto epico narrata in Searching For Sugar Man, che ha valso al regista Malik Bendjelloul Oscar e BAFTA nel 2013 come miglior documentario e che è diventato consacrazione globale del talento di Rodriguez.

Oggi le copie dei suoi dischi sono stampate in tutto il mondo e i suoi concerti sold out, i biglietti arraffati da appassioanti della sua musica e affascinati dalla sua storia. Già approdato in italia la primavera dello scorso anno, con i biglietti polverizzati in men che non si dica, Sixto Rodriguez torna in Italia per tre date a Milano, Roma e Firenze.

 

I concerti di Sixto Rodriguez in Italia

venerdì 15 maggio: Teatro degli Arcimboldi (Milano)
mercoledì 20 maggio: Gran Teatro (Roma)
sabato 23 maggio: Teatro Verdi (Firenze)

 

Immagine in apertura da Flickr.

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