Un festival da mito

A Milano e Torino, dal 5 al 24 settembre torna MITO: il festival musicale che anima le due città con oltre 200 concerti, spettacoli di teatro e danza. Tra le novità di quest’anno, la prima italiana di Akhnaten di Philip Glass, i concerti di Stefano Bollani, la musiche di Haydn e una miriade di altre proposte, declinate in tutti i generi.

di Samantha Colombo | 28 maggio 2015

Da nove anni, l’inizio dell’autunno è scandito a tempo di musica: a Milano e Torino, dal 5 al 24 settembre 2015, oltre 200 appuntamenti musicali sono pronti ad animare la vita culturale delle due città, spostando il baricentro tra concerti di musica classica e contemporanea, toccando le improvvisazioni del jazz e scoprendo le proposte della world music, senza trascurare pop e rock. Anche gli spettacoli di danza e il teatro hanno un ruolo fondamentale nella prossima edizione di MITO Settembre Musica, che si immerge completamente nel mondo delle note.
Inoltre, sarà possibile prendere parte a incontri con artisti, visitare mostre e partecipare conferenze, il tutto grazie alla collaborazione di oltre 30 Paesi coinvolti.

In primo luogo, impossibile parlare di MITO senza un riferimento ad Expo, ossia l’evento che sta polarizzando l’attenzione intorno a Milano e, del resto, la connessione tra musica ed esposizioni universali è da sempre profondo. In modo particolare, all’esposizione di Parigi del 1889, spesso usata in termini di paragone con quella attuale, si parla di bizarreries en musique, ma il parallelismo è meno semplice di quanto appaia: all’epoca, la musica tanto presente nei padiglioni parigini era infatti filtrata attraverso la lente del colonialismo, che vedeva ancora vivo e vegeto il mito del buon selvaggio non ancora educato alla musica colta. Eppure, le musiche dell’altro sono un contributo straordinario ed è un certo Debussy tra i pionieri di questo cambiamento di veduta: tra i primi a far saltare l’ottica imperialista, ascolta e assimila la grandezza della musica altra, delle sue strutture e forme espressive, per innestarla in maniera sublime con quella occidentale.
Anche Torino è comunque protagonista di un anno importante: dall’ostensione della Santa Sindone alla visita papale, senza dimenticare i numerosi eventi sportivi e culturali che la vedono in prima linea, la città piemontese è in pieno fermento.

È Enzo Restagno, direttore artistico di MITO, a spiegare in prima persona l’importanza di questo Festival, tra i più rinomati in Italia e in Europa. In fase di programmazione del fitto cartellone, racconta che una delle prime domande sia stata infatti “Quale può essere un compositore adatto per invadere una città?” a cui è seguita un’immediata risposta: Franz Joseph Haydn. Inventore della sinfonia, che attraverso la forma sonata su cui si regge esprime tutto il dinamismo moderno e tipico dei centri urbani, “è l’abitante musicale perfetto, colui che incarna al meglio il vivere nella città moderna, anche se ha vissuto alla corte degli Esterházy, nell’Austria Felix di Maria Teresa”.
Accanto al genio austriaco, altro punto cardine di MITO è una prima italiana d’eccezione: il 13 settembre all’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino e il 15 al Piccolo Teatro Strehler di Milano, va in scena Akhnaten di Philip Glass, opera in tre atti ispirata a un libro di Immanuel Velikovskij. Una particolarità? Le atmosfere storiche e le ricostruzioni filologiche sono realizzate con la proiezione di immagini di reperti del museo archeologico torinese, da poco inaugurato.
Un’altra sfida stimolante per MITO è stata poi riunire Luca Francescani e Thomas Adès, milanese il primo e londinese il secondo, i due compositori sono protagonisti di incontri e concerti nei quali raccontare (ed esprimere) ciascuno le proprie visioni sonore.
Sempre a proposito di musica contemporanea, il Teatro regio di Torino presenta Il ragazzo del riscò di Guo Wenjing, meglio noto come uno dei più grandi compositori viventi, con la sua opera in due atti nella versione originale cinese e sopratitoli in italiano.
Infine, ma non certo per importanza, la celebrazione di un altro grande: i 90 anni di Pierre Boulais.

MITO Settembre Musica

Per non perdersi nella vastità delle proposte, tornano anche I sentieri sonori di MITO che, oltre a quanto già accennato, propongono dei percorsi tra Chopin e Skrjabin, nel centenario della morte del compositore russo, e ancora composizioni di Johan Sebastian Bach, concerti che vedono protagonista Stefano Bollani e “Voci dello spirito”, un viaggio tra le comunità religiose di Milano e le liturgie dei diversi culti, fino a un percorso dove il rap incontra la musica sinfonica.
Per quanto concerne il teatro, da non dimenticare La Mandragola per la regia di Jury Ferrini, che ripropone lo spettacolo con i madrigali di Verdelot, oltre a Impromptus di Sasha Waltz, spettacolo di danza con le musiche di Franz Schubert.

La doppia anima del festival non può che esprimersi anche con una doppia inaugurazione: a Milano, sabato 5 settembrela Fantomatik Orchestra diffonde per le strade della città la sua musica, mentre è per le 21:00 l’appuntamento con l’inaugurazione del Teatro alla Scala e l’orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Domenica 6 settembre, la stessa orchestra russa inaugura invece MITO presso l’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino.

Per il programma completo: www.mitosettembremusica.it

 

Immagine in apertura di Giorgio Gori (Basilica di San Babila), nel testo di Sonia Santagostino.

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