Like a Rolling Stone

A Bologna, dal 14 maggio al 13 giugno, una mostra racconta il Bob Dylan dei primi anni, dagli esordi al Greenwich Village al tour seguente la svolta elettrica di Newport, in una trentina di scatti (molti inediti per l’Italia) firmati da Barry Feinstein, Joe Alper e Tony Frank.

di Samantha Colombo | 6 maggio 2015

È il giugno del 1965 quando l’allora ventiquattrenne Bob Dylan regista agli studi della Columbia, in una New York fucina creativa instancabile, il singolo del suo sesto disco Highway 61 Revisited.
Solo un paio d’anni prima, il cantautore arrivato in città dal Minnesota ha cantato la sua protesta alla March on Washington for Jobs and Freedom al fianco di Joan Baez, prendendo parte al memorabile discorso di Martin Luther King. Le sue canzoni di lotta per i diritti, il suo animo poetico sprigionato da ogni battuta e in ogni verso, la linea vocale ruvida e inconfondibile, hanno già tracciato il suo cammino: quello di archetipo di stile, modello da imitare, baluardo di tutta la musica a venire.
Prendendo le mosse dalla lezione di Woody Guthrie, immergendosi negli insegnamenti della Beat Generation e lasciando scorrere i polpastrelli sulle sei corde della chitarra, sin dai primi anni il nome Bob Dylan è già matrice di genere.

A Bologna, dal 14 maggio al 13 giugno, gli spazi di Ono Arte Contemporanea accolgono una trentina di fotografie scattate da Barry Feinstein, Joe Alper e Tony Frank, altresì noti come tre dei migliori fotografi che hanno ritratto il musicista.

 

Le immagini selezionate per la mostra rendono tangibili proprio questi primi anni della carriera di Bob Dylan, dagli esordi nel Greenwich Village alla svolta elettrica del Newport Festival. In modo particolare, le fotografie di Feinstein sono presentate per la prima volta in Italia e immortalano Dylan nel 1966, durante un tour pietra miliare nell’attività concertistica dell’artista e in generale nella storia del rock (quello in cui suonò per la prima volta in elettrico, dopo aver attaccato il jack della sua chitarra a un amplificatore l’anno precedente).
Accanto a questi scatti, sono presenti anche alcune opere grafiche firmate da Bob Masse, artista che ha realizzato le prime locandine di un allora sconosciuto cantautore che avrebbe in breve influenzato un numero infinito di artisti, senza confini generazionali e artistici.

E c’è un’altra data da segnare sull’agenda: il 27 maggio, la Fondazione Cineteca di Bologna organizza infatti nella propria sede la proiezione di No Direction Home, il documentario diretto da Martin Scorsese sulla vita e la musica del cantautore (per informazioni sull’evento è possibile visitare il sito della Cineteca).

 

Bob Dylan: “Like a rolling stone”
Dal 14 maggio al 13 giugno
Ono Arte Contemporanea, via Santa Margherita 10 (Bologna)
Per informazioni: www.onoarte.com

 

Immagine in apertura: Bob Dylan, Aust Ferry, Bristol, 1966 (Barry Feinstein Photography).

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