CO2: musica per salvare il pianeta

Dal 16 al 29 maggio, approda a teatro un’intensa riflessione sui cambiamenti climatici globali. CO2 è una nuova produzione della Scala, opera commissionata a Giorgio Battistelli che, rinnovando il sodalizio con Ian Burton, ribadisce l’urgenza di salvaguardia del pianeta, tra stetta attualità, scienza e rimandi storici e culturali.

di Samantha Colombo | 15 maggio 2015

Nel mese di maggio, debutta una nuova produzione della Scala che porta sul palco milanese alcuni dei temi di più stretta attualità, intrecciati a doppio filo con quelli trattati tra i padiglioni di Expo 2015: emissioni nocive, consumi responsabili, gestione oculata delle risorse, surriscaldamento globale e sopravvivenza delle specie sul suolo terrestre.
Con nove scene, incorniciate da prologo ed epilogo, CO2 è un’opera firmata da Giorgio Battistelli su libretto di Ian Burton (che tornano a condividere il loro sodalizio artistico dopo il successo del Riccardo III), in grado di proiettare la musica nel pieno del dibattito etico e scientifico.

La narrazione prende il via da uno dei fondamenti della vita stessa, una formula chimica basilare come quella dell’anidride carbonica, in grado di innescare meccanismi vitali come la fotosintesi vegetale e la respirazione umana ma anche, in netta contrapposizione, causa scatenante di un drammatico processo come l’effetto serra.
Su questa dicotomia si basa CO2, che affonda le radici nella storia e nella letteratura scientifica (e non solo), ad esempio prendendo spunto da un’ipotesi di John Lovelock che nel suo Gaia, già alla fine degli anni ’70, teorizza come la vita sulla Terra sia in grado di autoregolamentarsi tramite le relazioni di organismi interconessi, toccando poi cosmogonia, storia sacra e persino l’attualità, come l’imprescindibile Protocollo di Kyoto della fine degli anni ’90.

 

Collante di tutti questi spunti riflessivi e drammaturgici è la rappresentazione di una conferenza sul cambiamento climatico, tenuta dall’immaginario climatologo David Adamson (che, nel suo emblematico nome, racchiude un esplicito rimando al genere umano intero). Nel corso di questo incontro, lo studioso spiega il delicato equilibrio su cui si regge il complesso e affascinante sistema geofisico e vitale, facendo da cornice alle diverse vicende che si susseguono sul palco.
È la natura corale stessa dell’opera a evidenziarne l’universalità, oltre che l’utilizzo della lingua inglese, mentre la modulazione delle linee vocali è esplicativa dei diversi registri e stili utilizzati, senza dimenticare l’urgenza espressiva espressa dall’orchestra, nella quale le percussioni hanno un ruolo primario.
Tra i protagonisti dell’opera, sono presenti Anthony Michaels-Moore, nel ruolo del climatologo, il soprano Pumeza Matshikiza e e il tenore Sean Panikkar, accompagnati da un corpo di ballo e da due cori, di cui uno composto interamente da bambini.
La direzione dell’orchestra è affidata a Cornelius Meister, classe 1980, mentre Robert Carsen è impegnato alla regia. Degna di nota anche la macchina scenica, con le scenografie di Paul Steinberg e i costumi Petra Reinhardt, mentre le luci sono curate, oltre allo stesso Carsen, anche da Peter Van Praet. Presenti anche dei video di Finn Ross

Circa un’ora prima che il sipario si alzi, nel Ridotto “Arturo Toscanini”, l’appuntamento per i possessori del biglietto è con un incontro introduttivo all’opera, curato dal professor Franco Pulcini. L’idea non è nuova per il teatro, bensì riprende il successo delle conferenze di presentazione a Die Soldaten di Zimmerman, dello scorso inverno.

 

C02
Teatro alla Scala di Milano
Date e orari: 16, 19, 22, 27 e 29 maggio alle 20:00; 24 maggio alle 15:00
Per informazioni e biglietti: www.teatroallascala.org

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