Il gioiello del Caucaso

Tra i padiglioni di Expo 2015, ne spicca uno in grado di trasmettere il fascino e la magia di un Paese dalla tradizione secolare, grazie anche alla realizzazione in collaborazione con l’alta ingegneria italiana: l’Azerbaijan si proietta al futuro in nome della biodiversità, tra sfere sospese nel vuoto e realtà virtuale.

di Samantha Colombo | 7 maggio 2015

Tre sfere che fluttuano nel nulla in una struttura dove si uniscono la solidità dell’acciaio, il calore del legno e la leggerezza del vetro, il padiglione dell’Azerbaijan viene anche chiamato “Il Gioiello”: un vero e proprio tesoro, dove è possibile scoprire non solo riproduzioni audiovisive e installazioni, ma anche alta tecnologia e realtà virtuale, oltre ovviamente a un Paese mozzafiato.
Affacciato sul Mar Caspio, con l’Iran al confine meridionale e la Russia a quello settentrionale, l’Azerbaijan è un vero ponte tra Oriente e Occidente, una commistione di culture unica al mondo e dalla storia millenaria, lanciato verso il futuro. Tra i suoi tesori più preziosi, un infinito crocevia di paesaggi naturali e di culture, tutte pronte per essere presentate a Expo 2015.

Alcuni percorsi interni collegano diversi livelli, che attraversano un avveniristico concept architettonico realizzato con elementi di alta ingegneria aeronautica. Nella fattispecie, le tre biosfere in vetro sono protagoniste assolute e racchiudono: un viaggio tra i paesaggi azerbaigiani, le nove zone climatiche della regione e, in ultimo luogo, le culture tradizionali e la spinta all’innovazione.
È anche possibile interagire con diverse installazioni multimediali, per scoprire le bellezze del Paese, nonché ammirare un grande albero e un’opera realizzata con lamelle fluttuanti, visitando il padiglione e passando da un piano all’altro con delle scale mobili, fino a raggiungere il ristorante con la terrazza, all’ultimo livello.

Per Expo 2015, lAzerbaijan si propone al mondo non solo come forte produttore, ma anche in veste di esportatore di alimenti biologici, vantando una tradizione alimentare secolare. Per il futuro, l’obiettivo è quello della tutela della biodiversità e dello sviluppo sostenibile per affermare il paese tra i grandi protagonisti economici e politici internazionali.

Se il padiglione è stato realizzato in sinergia con un team italiano e azerbaijano, l’anima della struttura è esclusivamente Made in Italy, nella fattispecie partenopea: il progetto è infatti firmato iDeas (impegnata anche negli allestimenti del padiglione USA), People and Projects da Napoli, Simmetrio Newtowrk, Arassociati e AG&P da Milano.
Un’ultima nota, affatto marginale: questo gioiello di architettura e ingegneria non andrà perduto bensì, una volta terminata l’Esposizione Universale, verrà smontato e trasferito nella capitale azera Baku, dove sarà interamente ricostruito per diventare un centro dedicato alla tutela della biodiversità.

 

Per approfondire: Azerbaijan Pavilion 

Qui continuiamo il nostro viaggio attraverso i padiglioni:
Padiglione Italia
Padiglione Austria
Padiglione Francia
Padiglione Gran Bretagna
Padiglione Germania
Padiglione Cina
Padiglione Giappone
Padiglione Nepal
Padiglione Russia
Padiglione Marocco
Padiglione Stati Uniti
Padiglione Zero

Immagine in apertura da Russia News; foto nella gallery dalla pagina Facebook Azerbaijan Pavilion.

Commenti

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1 Comment

  • Rispondi maggio 7, 2015

    Aldo Giordano

    Nell’articolo bisogna correggere la provenienza dei protagonisti.
    Simmetrico dell’Art Director Daniele Zambelli (General Contractor nonché ideatore e gestore), Arassociati (architettura) e Ag&p (paesaggio) sono tutti di Milano.
    Ideas (ingegneria) e People&Projects (realizzazione di alcune parti) sono di Napoli

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