Pop Up è bello!

Priceless MIlano

A Milano è la stagione dei pop-up restaurant: tanti locali temporanei che spuntano in tutta la città in location bizzarre, proponendo una cucina nuova, sperimentale, spesso esclusiva.

di Filippo Spreafico | 15 maggio 2015

Se non lo sai nemmeno te ne accorgi. È anche questo il bello dei ristoranti temporanei: spuntano (quasi) dal giorno alla notte e spesso, se lo sguardo è disattento e non si notano i particolari, nemmeno ci si rende conto della loro presenza. Del resto la scelta di location curiose o particolarmente esclusive è parte integrante del loro fascino: tetti di palazzi storici, cortili, case private e spazi insoliti dove allestire un ristorante funzionale e con tutti i crismi, ma destinato a scomparire dopo pochi giorni o, se ci va bene, dopo pochi mesi.

I pop up restaurant non sono un fenomeno nuovo, ma mai come quest’anno, grazie anche a un generale clima di rinascita cultural-gastronomica della città, hanno incontrato i favori dei milanesi, sempre più propensi a farsi conquistare da esperienze nuove e fuori dagli schemi.

I 6 mesi di Expo sono e saranno terreno fertile per i ristoranti temporanei e i più attenti di voi, o quelli che girano con il naso all’insù, probabilmente se ne sono già accorti. Il viaggio alla scoperta di queste nuove location non può infatti non partire da Priceless Milano, ristorante temporaneo ed itinerante attualmente appollaiato sul tetto dello storico Palazzo Beltrami, già sede di Gallerie d’Italia e vicino di casa del Teatro alla Scala.

Priceless Milano

Priceless Milano

Priceless Milano, inaugurato il 6 maggio, rimarrà aperto per tutti i sei mesi di Expo, e si propone alla città come un vero e proprio luogo per eventi: 24 coperti disponibili per pranzo e cena disposti in un unico grande tavolo, dove si alterneranno non solo i visitatori ma anche chef e altri ospiti.

Il progetto Priceless riguarda 35 città in tutto il mondo e vedrà tanti giovani cuochi di JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe) alternarsi ai fornelli: il primo della brigata è lo chef Antonello Colonna. Quella del ristorante è un’offerta unica che comprende non solo il ristorante ma anche degustazioni e show cooking, per un costo sicuramente non priceless: € 250 per accomodarsi al grande tavolo.

James Beard American Restaurant

James Beard American Restaurant

Spostandoci di pochi passi, nei rinati ultimi piani della Galleria Vittorio Emanuele, l’America ha trovato la sua casa, ovviamente temporanea: è qui infatti che è spuntato il James Beard American Restaurant (ingresso da Piazza Scala), una vera e propria depandance in centro città del Padiglione USA di Expo. In questa location mozzafiato, nello spazio messo a disposizione da Seven Star Galleria, il ristorante diventa una vetrina per gli chef e la cultura gastronomica a stelle e strisce, con menù a 5 portate a prezzo fisso (120 €) elaborati dai grandi nomi d’oltreoceano, tra cui Mary Sue Milliken e Traci de Jardins, Daniel Humm, John Besh. Tra gli appuntamenti fissi, da non perdere i giovedì dedicati al menù del Thanksgiving americano, mentre la domenica è la volta del brunch con jazz e gospel di accompagnamento (75 €).

Al Cortile Milano

Al Cortile

Per chi ama le esperienze un po’ più popolari, ma non per questo meno interessanti o ricercate, il temporary restaurant Al Cortile (via Giovenale 7) è la soluzione ideale. Nato per volontà della Food Genius Academy, scuola di formazione professionale di alta cucina, il ristorante è una sorta di laboratorio gastronomico aperto tutti i fine settimana per tutta la durata di Expo: la sede è quella tipica milanese di un loft, inserito all’interno di un caratteristico cortile dove si alterneranno chef italiani e stranieri (tra cui già confermati Luciano Monosilio e il belga Kobe Desramaults), insieme agli allievi più promettenti dell’Academy (presenti nelle cene del sabato). Oltre alle cene stellate (organizzate il venerdì), il menù è ricco di abbinamenti insoliti tra cocktail e cibo, tapas, finger food e le migliori birre artigianali e biologiche.

Marta Bibendum

Marta Bibendum – foto di Andrea Liverani

In zona Tortona, l’incontro folgorante tra la gallerista Rossana Orlandi (qui la nostra intervista) e la chef modenese Marta Pulini (già chef del bistrot di Massimo Bottura) ha dato vita al ristorante Marta (Via Bandello, 14), che per i prossimi sei mesi porterà la cucina emiliana all’interno di un contesto unico e speciale come quello dello Spazio Rossana Orlandi, regno del design vintage. La formula scelta è molto interessante: ogni piatto proposto in menù ha il prezzo fisso di 14 € a pranzo e 16 € a cena: anche qui la condivisione e la socialità sono messe al centro del progetto, che prevede un totale di 40 coperti.

Non si può infine non parlare dello spazio che il sito espositivo di Expo ha dedicato a Identità Golose: un vero progetto di “divulgazione gastronomica” grazie a un ristorante temporaneo che vedrà l’alternarsi di alcuni tra i più importanti chef stellati del mondo. 50 chef, 150 coperti e un prezzo “popolare” di 75 € a pranzo e a cena: in poche parole un’occasione più unica che rara per provare la vera alta cucina. Tra i protagonisti dietro i fornelli: Massimo Bottura, che ha inaugurato le serate, Oldani, Cedroni, Oliveira, Scabin, Niederkofler e tantissimi altri. Qui il calendario completo.

 

In apertura il ristorante Priceless in Piazza della Scala

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