Terraforma #2

Terraforma, ph. Delfino Sisto Legnani

Sostenibilità ambientale e sperimentazione musicale? È Terraforma,  il festival internazionale della musica che risveglia il Parco di Villa Arconati dopo il letargo invernale con una tre giorni di musica, workshop e installazioni… tutto a chilometro zero!

di Angela Calabrese | 26 maggio 2015

Appassionati di musica e sostenibilità ricordate: 12, 13 e 14 giugno è di nuovo Terraforma, il Festival organizzato dall’associazione No Profit Threes, nel tentativo di bissare il successo del 2014, che ha visto circa 2500 persone tra pubblico e critica. Un evento innovativo ed ecologico che vuole intessere un legame tra arte e natura, unico nel suo genere e nato dalla volontà creativa dell’uomo in cui l’arte protagonista è la musica, immanente e vibrante che si insinua tra gli spazi.

La suggestiva location dell’evento è il bosco di Villa Arconati di Bollate, un luogo perfetto per innescare processi relazionali e creare sinergie, capaci (insieme alla musica) di far vibrare gli alberi, come diapason. Ma Terraforma non è solo musica. Molti gli eventi satellite previsti nella tre giorni che vede una line up di circa 20 artisti uniti da uno stesso fragile fil rouge: la ricerca di una pausa dal caos quotidiano, per dedicarsi all’ascolto e al riposizionamento dell’uomo nelle sue frequenze naturali.

Tra i nomi annunciati per l’edizione 2015 ci sono il compositore di Philadelphia Charles Cohen, che dal 1971 combina l’energia del free jazz con le possibilità sonore del sintetizzatore Buchla; Robert Lippok, sperimentatore elettronico degli anni Novanta e co-fondatore dei To Rococo Rot (ormai sciolti); Donato Dozzy e Nuel in Aquapiano, quattro ore di “session” elettroniche con ritmi tribali e psichedelica; il percussionista di Chicago Hamid Drake, uno dei migliori improvvisatori jazz al mondo.

Una curiosità: la nuova edizione avrà un outfit nuovo, curato Luca Trevisani. Dopo i paesaggi astratti in bianco e nero di Ignazio Mortellaro della prima edizione 2014, quest’anno l’artista visivo Trevisani ha interpretato e tradotto il concept del festival realizzando una serie di immagini che si incentrano sulle mutazioni di elementi organici e che ne moltiplicano la forza visiva originaria.

Nel ricco programma del Festival sono previsti  anche proiezioni, workshop, percorsi d’ascolto, installazioni, mercato a chilometro zero, camping e molto altro. Il tutto realizzato in chiave sostenibile: da una parte cercando quanto più possibile di rendere l’evento totalmente indipendente da sponsor, dall’altra coinvolgendo alcuni studenti di architettura coordinati da un team di architetti e artigiani per continuare l’ambizioso progetto di bonifica di una nuova parte di bosco per rendere l’area boschiva agibile e aperta a tutti. Prosegue inoltre anche la creazione del parco architettonico con la realizzazione di una nuova struttura disegnata dallo studio milanese Zarcola, grazie a un workshop di autocostruzione in programma tra il 25 maggio e il 2 giugno.

Un festival di audiovisual, collaborazione, ricerca e soluzione, sostenibilità e biodiversità e tutto questo appena fuori dalla metropoli, per curiosi, estimatori e per chi ha voglia di tornare alle origini senza essere sopraffatto. E ancora una tre giorni di ritmi jazz percussivi che incontrano battiti elettronici alternandosi e mischiandosi fino a creare un’atmosfera unica e psichedelica.

Per conoscere il programma completo di tutti gli eventi, consultate il sito ufficiale.

 

Foto in apertura di Delfino Sisto Legnani.

Terraforma
12 -13- 14 giugno
Villa Arconati, Milano

Terraforma 2015

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