Il no profit a Expo

Cascina Triulza

Per la prima volta nella storia, il mondo del sociale è protagonista dell’Expo con uno spazio dedicato, la Cascina Triulza, e un unico obiettivo: creare una nuova alleanza tra Stato, mercato e terzo settore per un futuro più equo e sostenibile.

di Marilena Roncarà

Dinamicità, fermento e lunghe percorrenze con punte di meraviglia: ecco Expo Milano, che il 1 maggio ha finalmente aperto i cancelli, registrando un boom di ingressi, soprattutto serali.
Fra i tre tocchi di italianità del tutto originali di questa grande Esposizione, che tra l’altro sono piaciuti così tanto, che anche Dubai li ha già comprati per quando toccherà a lei organizzare l’evento nel 2020, c’è la presenza della Società Civile, vale a dire di associazioni del terzo settore, rappresentanti delle ONG e di tutti quei punti di vista non ortodossi, dal volontariato alle organizzazioni sportive, collocabili tra gli stati e il mercato.
La sede, un po’ defilata rispetto alle attrazioni principali, è Cascina Triulza, l’unico complesso già esistente, un’antica costruzione rurale del XIV secolo, recuperata e restaurata per l’occasione. E non è un caso che proprio qui Vandana Shiva abbia deciso di presentare, un giorno dopo l’apertura ufficiale, il suo manifesto Terra Viva, per fornire un’alternativa concreta all’attuale economia e agricoltura intensiva. Per le Onlus è, infatti, ben chiaro come il futuro del pianeta non si giochi su effetti speciali o su belle intenzioni, ma su azioni concrete.
“L’obiettivo”, sottolinea Sergio Silvotti, presidente di Fondazione Triulza, è individuare nuovi modelli di sviluppo in grado, ad esempio, di farci iniziare a produrre senza danneggiare l’ambiente o senza pesare sulle spalle dei lavoratori, ma insegnandoci piuttosto a farci carico delle questioni sociali”. Da qui gli oltre 700 eventi in programma tra presentazioni, mostre, convegni, spettacoli, workshop e laboratori, in cui si parlerà di come realmente nutrire il pianeta, lavorando tutti insieme: persone, imprese, stati e associazioni per una sostenibilità fatta di azioni reali.
Con una superficie complessiva di 7900 mq, Cascina Triulza è una delle maggiori strutture espositive di Expo 2015 e presenta una serie di spazi che solo a citarli tutti si rischia di perdere il conto, tra auditorium, area espositiva, mostra mercato, corte aperta con palco, due vasche per gli orti, area ristorazione, zona dedicata all’accoglienza dei bambini da 0-4 anni e area laboratorio per bambini da 4 anni in su, fino allo spazio coworking.
Il palinsesto degli eventi è stato costruito in maniera inclusiva e partecipata attraverso le call (o chiamate di idee) internazionali e a gestire il tutto è Fondazione Triulza, un network plurale, costituito per l’occasione e composto da 63 tra le principali associazioni del terzo settore in Italia. E se straordinaria è stata l’adesione, in primis, delle associazioni, non si è fatta per nulla attendere neanche la risposta del mercato. È come se Fondazione avesse aperto una porta a tutto ciò che c’è fuori da Expo, per creare un dialogo con i cittadini”, ci racconta Silvia Bolchi, vice-direttore e responsabile del programma culturale di Cascina. Quello che abbiamo fatto è stato individuare tra le tante proposte sette assi tematici che fossero in sintonia con il tema scelto: Energies to change the world”. Ecco allora che nel programma si spazia (solo per citare alcuni ambiti) da: Produzione e stili di vita per uno sviluppo di qualità, a Cittadini custodi dei beni comuni, che accoglierà, tra l’altro, la grande festa di Legambiente, al Profit no profit con, per esempio, il progetto della Federazione delle Realtà Elettriche che mira a contrastare la deforestazione dei paesi africani, favorendo piuttosto l’utilizzo in loco dell’energia elettrica.
I progetti sono tanti e ognuno con un elemento di qualità diverso. Tra i grandi protagonisti ci sono anche i giovani e del resto sarebbe stato impensabile parlare di futuro senza coinvolgere loro”, ribadisce Silvotti. Così accanto alla presenza di dieci ricercatori con dieci borse di studio, ci sono i 140 ragazzi in servizio civile, senza dimenticare i designer che hanno disegnato le 100 sedie del ristorante o gli artisti di Start Artist che trovano in quello di Cascina un palcoscenico importante su cui esibirsi.
“Vogliamo fondare una nuova alleanza tra Stato, mercato e terzo settore e uscire da Expo con un’agenda di impegni concreti e di obiettivi precisi su cui lavorare dal 31 ottobre 2015 in poi”, precisa Silvotti, e del resto Cascina Triulza è anche uno dei grandi lasciti dell’Esposizione Universale.
L’idea è diventare non solo un grande hub per le reti locali e internazionali del terzo settore, ma anche il riferimento per chi ha voglia di impegnarsi e di spendersi per il futuro, per l’ambiente e per un mondo più felice”.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 26, maggio – giugno 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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