La vigna di Leonardo

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C’è un luogo a Milano che lega indissolubilmente la storia di Leonardo alla nostra città: una vigna a pochi passi dal Cenacolo, rimasta celata tra le mura del Palazzo degli Atellani, pronta a svelarsi solo oggi in tutto il suo fascino.

di Antonella Armigero | 9 maggio 2015

Si trova di fronte a Santa Maria delle Grazie in zona Corso Magenta uno dei gioielli rimasti nascosti per molto tempo anche ai milanesi più informati; un luogo di cultura, fascino e mistero che intreccia la propria storia con quella di personaggi illustri e quelli che hanno fatto la storia della nostra città: La vigna di Leonardo.
Donata da Ludovico il Moro come ringraziamento per l’Ultima Cena, questo vigneto oltre ad avere un valore meramente materiale rappresentava per Leonardo la possibilità di ottenere la tanto desiderata cittadinanza milanese, un sogno che purtroppo non si avverò a causa della caduta del Duca pochi mesi dopo la donazione.
Dal ‘500 fino ai giorni nostri il vigneto è stato confiscato, riconquistato, distrutto e donato. Ma dopo tutti questi accadimenti, oggi in occasione di Expo 2015 l’antico vitigno torna a vivere diventando insieme a Casa degli Atellani un museo aperto a tutti.

La vigna di Leonardo

La vigna di Leonardo

Il recupero è stato realizzato grazie al prezioso aiuto dell’Università di Scienze Agrarie di Milano, Confagricoltura, la Fondazione Portaluppi e i proprietari attuali della casa. Un progetto che ha permesso di restituire alla città un luogo unico all’apparenza rimasto fermo in un’epoca passata.

Il supporto scientifico è stato fondamentale per la riuscita del progetto, che ha consentito di individuare e riprodurre il vitigno di Leonardo, una varietà molto popolare all’epoca: la Malvasia di Candia Aromatica. Non è difficile immaginare Da Vinci, che proveniva da una famiglia di viticoltori, aggirarsi tra i filari d’uva al termine di una lunga giornata di lavoro tra colori e disegni per coltivare la sua passione.

D’altronde l’affetto per questo luogo ha accompagnato il genio fino alla fine, tanto da volerla affidare in eredità alla famiglia del suo allievo prediletto: Gian Giacomo Caprotti, che qui aveva stabilito la sua dimora, diventandone a tutti gli effetti il custode fino alla morte.
Dopo il lungo periodo di abbandono durato fino al 1919, anno in cui l’architetto Cantaluppi si occupa del progetto di trasformazione di Casa degli Atellani, fu l’architetto Luca Beltrami, storico di Leonardo, a individuare la posizione originaria del vigneto e a riscoprirlo ancora intatto, in fondo al giardino di casa.
Ma le vicissitudini di questo luogo continuano, con gli incendi e la devastazione dei bombardamenti nell’agosto del 1943 e le trasformazioni edilizie.

Finalmente oggi la vigna, il giardino e la casa museo, antica residenza degli scudieri di Ludovico il Moro, sono accessibili a tutti grazie a un percorso a sette tappe che si snoda dal Cortile Portaluppi, la Sala dello Zodiaco con i suoi meravigliosi affreschi, la Sala dello Scalone e un meraviglioso giardino all’inglese ornato da statue in pietra, parterres e fontane.

Il tour che dura 30 minuti è prenotabile sul sito, sono previste visite guidate in 10 lingue oltre al dialetto milanese, un modo originale e curioso per rendere omaggio alla città di Milano.

 

La Vigna di Leonardo
Casa degli Atellani
Corso Magenta, 65

Lunedì – Domenica dalle 9.00 alle 18.00 (alle 18 ultima visita)

 

Foto in apertura di Francesca Martinez.

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