Quella cascina in zona Ortica

Cascina-Sant'Ambrogio

Un affresco trecentesco custodito all’interno di una chiesa romanica e un’abside che risale al 1100: la Cascina Sant’Ambrogio è molto di più di una dimora contadina recuperata è un tesoro di storia e arte che oggi riapre le sue porte alla città in maniera inedita.

di Antonella Armigero | 14 luglio 2015

Era in cima all’elenco delle 16 cascine urbane destinate a interventi di riutilizzo e riqualificazione la Cascina Sant’Ambrogio, situata a ridosso del Parco Forlanini nel quartiere Ortica. La priorità è dovuta alla particolarità di questo edificio, che nei secoli si è trasformato per assolvere diversi scopi e destinazioni d’uso, da ultimo dimora rurale, in passato monastero di Santa Redegonda, abitato dalle monache in fuga al periodo di Barbarossa.
Il restauro del portale della chiesta romanica, rimasto per decenni celato dietro gli spessi muri, e soprattutto quello del meraviglioso dipinto trecentesco che raffigura l’incoronazione della Vergine sotto i Santi è iniziato a maggio ed è ancora in atto. Mentre i restauratori sono all’opera sui ponteggi per recuperare l’arte e la storia più remota di questo luogo e coinvolgere i visitatori con il progetto TOcCARE, che permette di assistere alle dedicate operazioni di recupero grazie a una visita guidata, i giovani dell’associazione CasciNet lavorano per portare non solo comfort e stimoli di convivialità, ma anche un po’di modernità all’interno della cascina, trasformandola in un luogo aperto a tutti con coworking, bar, sale per eventi culturali, festival concerti e orti condivisi.

Cascina-Sant'Ambrogio

Cascina-Sant’Ambrogio

L’idea è nata per caso da un gruppo di ragazzi, che esplorando le zone all’interno del tessuto urbano hanno individuato questo edificio ormai in stato di abbandono. Da lì la prima fase di pulizia e recupero ambientale del sito e poi la vera e propria proposta di riqualificazione, che ha portato a ottenere la concessione triennale a Cascinet e il lancio di molte attività utili a far riscoprire agli abitanti del quartiere quella dimensione rurale all’interno della loro città, a pochi passi dalle loro case e a soli 4 km da piazza San Babila.

Milano è sempre più interessata a riappropriarsi di questi edifici e viverli appieno, le cascine infatti sono diventati punto d’incontro, aggregazione e integrazione, ponte tra un passato rurale che abbiamo dimenticato e un futuro dove l’agricoltura e ben inserita nella città, punto di riflessione e stimolo verso un maggior rispetto ambientale e stili di vita più salutari.

Cena nell'aia

Cena nell’aia

Ritrovarsi in cascina è rivivere una dimensione sospesa nel tempo dove i bambini del quartiere giocano insieme, imparano a coltivare i frutti della terra, gli adulti discutono di nuove idee per rendere vivibile la città, oppure si rilassano ascoltando buona musica o assaggiando piatti genuini. Forse la voglia di rifugiarsi in una dimensione più raccolta, simile a quella di un paese spinge le persone a frequentare queste cascine, fino a preferirle a luoghi di aggregazione magari più blasonati.

Ma il progetto di riqualificazione delle cascine non si ferma qui: le prossime a riaprire i battenti saranno la Cascina San Bernardo nel Parco della Vettabbia e la Cascina Monluè.

 

Cascina Sant’Ambrogio
Via Cavriana 38, Milano

Cascinet

Cascinet

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