La Grande Madre

Madre e Figlio, Picasso

La maternità nell’arte del Novecento: la mostra La Grande Madre affronta uno dei temi più importanti e complessi nella storia dell’uomo e lo fa attraverso l’arte, dalle avanguardie alla contemporaneità.

di Filippo Spreafico | 22 luglio 2015

Oltre 100 artisti nazionali e internazionali, un allestimento di oltre 2000 metri quadri al piano nobile di Palazzo Reale e una delle mostre più attese dell’estate milanese: stiamo parlando de La Grande Madre, un vero e proprio viaggio nell’iconografia della maternità, partendo dalle avanguardie del Novecento e arrivando fino ai giorni nostri, per indagare in questo modo uno dei più complessi e articolati temi della storia dell’uomo.

La figura della madre infatti è emblema esso stesso della creazione e della creatività: madre quindi non solo nell’accezione familiare di mamma (che rimane uno dei più grandi stereotipi e archetipi dell’italianità), ma anche come figura di potere, tanto espresso quanto negato.

La mostra vuole quindi compiere questo viaggio trasversale all’interno del mondo femminile, esplorandone tanto i miti quanto i cliché, in un percorso completo pensato proprio come un museo temporaneo e indipendente, che parte dalla presentazione dell’archivio di Olga Fröbe-Kapteyn, che negli anni Trenta raccolse migliaia di immagini di idoli femminili, e arriva fino agli anni Novanta, con la leggendaria serie di fotografie di Rineke Dijkstra, che ritrasse madri e figli a pochi minuti dal parto.

Migrant Mother

Dettaglio di “Migrant Mother”, di Dorothea Lange

Nel mezzo tutto quello che l’arte del Novecento ha prodotto sul tema: da Edvard Munch, le cui incisioni e i disegni sono stati fortemente condizionati dalle teorie di Freud sulle latenti tensioni sessuali tra madri e figli, al mito della “donna meccanica” ipotizzato dal Dadaismo (a cui viene dedicata una sala intera) e da artisti come Picabia e Duchamp, che hanno concentrato una parte della loro produzione su questa idea della donna come commistione di biologia, meccanica e desiderio.

Si passa quindi al Surrealismo con le opere tanto liberatorie quanto sottilmente oppresse da stereotipi sessuali di artiste donne come Frida Kahlo e Leonora Carrington, arrivando poi agli anni Sessanta e al femminismo di denuncia, che vede la casa come luogo di tensioni, soprusi e oppressioni.

Tutto questo viene accompagnato da performance, video installazioni, artefatti storici, con incursioni di artisti come Maurizio Cattelan, Jeff Koons e Constantin Brancusi.

La mostra è promossa dal Comune di Milano, ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi insieme a Palazzo Reale, e si inserisce nel palinsesto di eventi culturali Expo in città 2015.

 

dal 26 agosto al 15 novembre, 2015
LA GRANDE MADRE
Palazzo Reale – Milano

In apertura: dettaglio di “Madre e Figlio”, Pablo Picasso (1905)

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