Mercato Metropolitano

Mercato Metropolitano

Creativa e poliedrica, fedele alla sua passione per i “fuori evento”, durante i mesi di Expo, Milano inaugura Mercato Metropolitano, “un’esposizione dei piccoli”, dove imparare fra bancarelle e laboratori a nutrire se stessi e il pianeta.

di Elisa Zanetti

È una bellezza acqua e sapone quella del nuovo Mercato Metropolitano di Milano, di quelle alle quali basta una risata fragorosa o uno sguardo veloce per conquistare. Uno spazio di poco più di 15 mila mq (14 mila all’aperto e 1.200 al chiuso) dedicato al buon cibo italiano da acquistare direttamente da agricoltori e artigiani del gusto.
Nato in zona Navigli, con banchi dell’ortofrutta, punti di ristoro e negozi indipendenti, è riuscito a riempire di colore l’area dei magazzini dell’ex scalo ferroviario della stazione di Porta Genova, da tempo in stato di abbandono. Il Mercato accompagnerà la città per tutta la durata di Expo presentando al pubblico tutti quei piccoli produttori che non hanno posto all’Esposizione Universale.
Qui troverete prodotti veri, preparati e cucinati da persone vere che amano il proprio lavoro. Siamo sostenitori della filiera corta, vogliamo ridurre al minimo i passaggi fra produttore e consumatore e offrire prodotti di qualità, naturali, artigianali”, spiega Andrea Rasca, amministratore delegato e ideatore del progetto.
L’abbiamo chiamato Mercato Metropolitano, perché volevamo un nome semplice, genuino, che rappresentasse esattamente quello che è e che corrispondesse a ciò che le persone si aspettano di trovare dentro a un mercato”. Non è difficile cogliere il desiderio di differenziarsi da un altro Mercato aperto recentemente, quello del Duomo, forse più simile a un bel negozio, o da altri progetti come Eataly (al quale lo stesso Rasca inizialmente prese parte), realtà queste che negli ultimi anni hanno cercato di affermare il valore del cibo italiano proponendolo in una veste esclusiva.

Non mi piace sentire parlare di lusso abbinato al cibo: il cibo è salute, gioia, condivisione. Una zucchina è una zucchina: è buona, naturale, deve farci bene, può essere cucinata nel migliore dei modi, ma non è lusso”, prosegue Rasca. “Da noi trovi tutto: dal pane e salame al caviale, ma in un ambiente randagio, che proprio per questo è il più elegante di tutti, perché non c’è ostentazione, non c’è belletto e questo si nota in ogni cosa: abbiamo mantenuto i graffiti sui muri e vendiamo una mela anche se segnata: nasce dalla natura, l’importante è che sia buona, sana, il resto non conta. Non volevamo creare una boutique, ma un posto vicino alle persone, dove i costi per mantenere gli spazi non incidono sul prezzo degli alimenti”.
Partner del progetto è Unaproa, il consorzio guidato da Ambrogio De Ponti, che riunisce sotto il suo marchio 125 organizzazioni di produttori ortofrutticoli, da sempre attento a sostenere i piccoli e medi agricoltori, che in Italia costituiscono l’85% del mercato. “Piccolo è bello è il nostro credo – afferma Rasca – non perché deve restare tale, ma per lo stato mentale che rappresenta, per la passione, per il lavoro. Vogliamo approfittare della spinta di Expo per creare un nuovo modello di business che supporti i piccoli produttori a crescere in modo sostenibile, in Italia e all’estero”.

Fra i piani per il futuro, oltre al desiderio di prolungare la durata del progetto oltre Expo, l’apertura di altri Mercati Metropolitani in tutto il mondo. “Vogliamo creare luoghi di acquisto quotidiano, dove diffondere i prodotti italiani senza essere colonizzatori. Vogliamo che ovunque, dall’Africa all’India, le persone possano dire: ‘Vado a fare la spesa’, non ‘Vado a mangiare italiano’. Il nostro è un modello inclusivo, che vuole unire al suo interno tutti coloro i quali producono rispettando parametri di qualità e sicurezza”.

FocusMercatoMetropolitano

Mercato Metropolitano non è solo banchi e cassette della frutta, ma uno spazio dove svolgere moltissime attività. Si va dalle degustazioni di caffè alle lezioni con gli chef, dai corsi per fare il pane in casa a quelli per una cucina di sopravvivenza, rigorosamente dedicati a single e papà non abituati a mettersi ai fornelli. E non mancano nemmeno le iniziative educative: il progetto In giro per la terra racconta il ciclo di vita del cibo. Attraverso un percorso fra cinque orto-giardino e laboratori dedicati si ripercorrono tutte le fasi dell’alimentazione: dalla semina all’arrivo del cibo sulla tavola. Si impara a conoscere le piante alimentari, a coltivare la terra, a conservare frutta e verdura, a evitare sprechi.

Per chi avesse invece voglia di sognare un po’, dal primo giugno si potranno anche guardare film sotto le stelle, o addirittura si potrà cercare di afferrarne una a bordo della prima ruota panoramica della città.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 26, maggio – giugno 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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