Il Passaggio per l’Altrove

MUDEC Milano

MUDEC, il nuovo museo di Milano: uno spazio contemporaneo dedicato al patrimonio etnografico della città, ma anche un luogo dove assaporare l’incontro tra culture.

di Carlotta Petracci

Il fascino per il viaggio è il basso continuo di Milano. Città aperta e internazionale per vocazione, rappresenta per l’Italia il luogo privilegiato di incontro di popoli e culture. La sua ricettività sta nella predisposizione a lasciarsi attraversare, allo stesso tempo la sua voglia di costruire è profondamente ispirata dal suo sguardo cosmopolita. È questa sua natura di “passaggio per l’Altrove”, che deve aver motivato la nascita del primo Museo dedicato alle Culture. Il MUDEC, inaugurato lo scorso marzo in via Tortona 56, negli spazi dell’Ex Ansaldo, è un luogo che mette a confronto territori immaginari, racchiusi nell’imponente architettura di David Chipperfield.
Senza fare troppa menzione alle polemiche scatenate dal progetto disconosciuto dall’archistar inglese, con le sue prime due mostre Africa. La terra degli spiriti e Mondi a Milano il Museo ribadisce, in occasione dell’Expo, questa volontà cosmopolita.

Mondi a Milano. Culture e esposizioni 1874-1940, promossa dal Comune Milano Cultura e organizzata da MUDEC e da 24 ORE Cultura, racconta di come la città sia stata il punto di riferimento di divulgazione al grande pubblico delle culture non europee: dalle mostre di arti industriali nella seconda metà dell’Ottocento fino alle biennali e triennali degli anni Venti e Trenta del Novecento. Mentre Africa. La terra degli spiriti propone un percorso che, affiancando opere celebri nel mondo occidentale ad artefatti della tradizione culturale e religiosa del continente africano, suggerisce l’importanza e l’impatto di questa cultura sulle avanguardie del Novecento. Guidati da quell’aura, come l’aveva definita Walter Benjamin, delle opere d’arte, in sei sale si segue la voce dei “selvaggi” soffermandoci su tre tappe fondamentali: gli spiriti, i sacrifici e la divinazione. A cui fanno da corollario approfondimenti sui regni, gli oggetti d’uso quotidiano e le maschere: elemento materiale e simbolico di comunicazione con gli spiriti, in quelle danze sfrenate che potremmo definire “primordiali”.

Esterni del MUDEC

Entografia e collezionismo sono quindi i due assi portanti delle mostre, tesoro di viaggio e viaggiatori, il vero patrimonio che viene comunicato. Basti pensare che le Raccolte Etnografiche del Comune di Milano, contano oltre 7 mila opere d’arte, tessuti, strumenti provenienti da tutti i continenti e databili dal 1200 a.C. fino ai primi del Novecento. Parte delle Raccolte, a Expo conclusa, verranno allestite nelle sale espositive del Museo. Ma non è finita qui, perché l’ex fabbrica Ansaldo, teatro di quell’operazione di recupero archeologico-industriale che l’ha trasformata, per mano di David Chipperfield, in una futuristica e splendente architettura di zinco e cristallo, con i suoi 17 mila mq non è semplicemente un luogo dedicato alle esposizioni. Nato su una partnership tra pubblico e privato, il MUDEC ambisce a diventare il punto di riferimento italiano per la testimonianza, la ricerca e la divulgazione della creatività e dell’arte proveniente da tutti i continenti.

La MUDEC Academy durante l’anno proporrà Master full time e part time, laboratori creativi, corsi serali e una fitta programmazione di eventi, prestando particolare attenzione alle eccellenze del made in Italy: arte e turismo, design, cibo e moda. La programmazione museale sarà arricchita da un calendario di altre attività che avranno luogo in svariate aree del Museo, dalle sale espositive alle aule didattiche, al bistrot, al ristorante al Design Store. Bistrot e ristorante, affidate alla direzione e gestione di Giacomo Bulleri, rappresentano un ulteriore motivo di attrazione del Museo, che tra pianterreno e terzo piano, con una vista sull’architettura industriale dell’Ex Ansaldo, non dimentica l’aspetto conviviale dell’incontro.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 26, maggio – giugno 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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