Cacciatori di stelle

Natural Bridges National Monument nello stato dello Utah, Stati Uniti

Stelle, galassie e pianeti, da sempre l’uomo è stato affascinato da tutti quei puntini luminosi che nelle notti limpide fanno bella mostra sopra la sua testa. Nel mondo ci sono luoghi in cui questa visione è ancora più suggestiva e spiazzante, basta solo saperli scovare.

di Andrea Zappa

Per chi vive in città avere la possibilità di ammirare un cielo stellato che toglie il fiato e provare quella sensazione di sentirsi piccoli piccoli rispetto al cosmo risulta molto difficile, se non impossibile. Non a caso i fattori che maggiormente influiscono su una perfetta visione della volta celeste sono ovviamente l’inquinamento atmosferico e quello luminoso. La condizione migliore per osservare le stelle, infatti, è quella di essere immersi nel buio più totale come testimoniano gli stessi astronauti: tutto appare più vivido, definito e luccicante. Ma fino a quando i viaggi spaziali non saranno diventati la normalità, i luoghi privilegiati per scrutare un qualsiasi puntino luminoso resteranno sempre quelli remoti e isolati, immersi nel silenzio più totale – perché anche la tranquillità aiuta a vederci meglio – come deserti, oceani e montagne, meglio se in alta quota dove l’aria è più rarefatta e pulita.
Da qualche tempo ha preso piede una vera e propria forma di “turismo stellare” che non coinvolge solo addetti ai lavori e “appassionati del telescopio”, tanto che sempre più spesso si decide di inserire all’interno del proprio itinerario di viaggio una o due notti per stare con il naso all’insù; magari seguendo una lezione sulle costellazioni o ammirando gli anelli di Saturno attraverso un telescopio “da scienziato”.

Osservatorio astronomico vulcano Mauna Kea, Hawaii
Sull’isola di Hawaii sorge, sulla cima del vulcano Mauna Kea, a circa 4205 metri sul livello del mare l’omonimo osservatorio. I visitatori possono accedere a una prima stazione a quota 2775 metri dove sostare per abituarsi all’altitudine, per poi proseguire fino alla cima andando incontro a un paesaggio a dir poco lunare.

Altrettanto noto tra i migliori punti di osservazione per studiosi e turisti, dato il clima asciutto che rende il cielo particolarmente limpido, è il complesso del Cerro Paranal, gestito dall’ESO (European Southern Observatory), situato su una montagna del deserto dell’Atacama nel Cile settentrionale. Qui trova spazio anche il Very Large Telescope, un sistema di quattro telescopi ottici riflettori con specchi di ben 8,2 metri di diametro. Le visite guidate e gratuite al centro sono possibili ogni sabato con prenotazione.

Chi si trova a passare per Città del Capo non può perdersi l’opportunità di dare una sbirciatina alla volta celeste tramite il SALT (Southern African Large Telescope), il più grande telescopio ottico dell’emisfero australe con uno specchio di 11 metri di diametro. Galassie e pianeti non avranno più segreti almeno due volte al giorno presso il South African Astronomical Observatory.

Ma per ammirare le stelle non ci sono solo importanti osservatori astronomici, nel mondo si sono diffusi anche i cosiddetti Dark Sky Park, molti dei quali negli Stati Uniti. Sono aree che per le loro caratteristiche geografiche sono state scelte per l’osservazione del cielo a occhio nudo o con telescopi personali. Il primo al mondo è stato quello del Natural Bridges National Monument nello stato dello Utah. All’interno del parco ci sono i cosìdetti Natural Bridges, 3 ponti naturali di pietra arenaria scavati nella roccia attraverso i secoli. La particolarità del luogo, oltre alla suggestiva finestra naturale creata dal ponte attraverso cui vedere le stelle, è data dal fatto che nelle nottate terse si riesce a vedere l’intera Via Lattea.

Un altro Dark Sky Park di grande successo nel quale vengono organizzati blue moon picnic, workshop di fotografia astronomica e concerti sotto le stelle si trova a pochi chilometri dalla città di Mackinaw nel Michigan meridionale. Chi questa estate non può raggiungere uno di questi luoghi remoti ma ha comunque voglia di stelle, può cercare una zona poco illuminata e scrutare la volta celeste, meglio se nella notte del 10 agosto, quella di San Lorenzo, in cui, secondo la tradizione, si concentrano il maggior numero di stelle cadenti. In realtà questo fenomeno dura più settimane e ha una semplice spiegazione scientifica: quelle che noi chiamiamo stelle cadenti in realtà sono le Perseidi, cioè la scia di frammenti generata dal passaggio della cometa Swift-Tuttle che ogni anno, nel periodo estivo, il nostro pianeta incrocia durante la sua orbita attorno al sole. Questo sciame meteoritico colpisce l’atmosfera a una velocità di 160 mila chilometri all’ora, generando l’accensione nell’alta atmosfera delle meteore. Quest’anno il culmine sarà raggiunto nelle notti del 12 e 13 agosto: quindi pronti a spegnere la luce e occhi al cielo.

 

Il cosmo di New York
Per chi si trova a New York e non vuole allontanarsi dalla città per vedere le stelle può recarsi all’Hayden Planetario che fa parte del Rose Center for Earth and Space di New York. I visitatori possono ammirare suggestivi documentari celesti attraverso incredibili proiezioni digitali con tecnologia IMAX. www.amnh.org

www.ifa.hawaii.edu
www.midarkskypark.org
www.nps.gov
www.eso.org
www.saao.ac.za

 

In apertura: La Via Lattea ammirata attraverso la cavità creata da uno dei ponti naturali di pietra arenaria del Natural Bridges National Monument nello stato dello Utah, Stati Uniti. L’area, ideale per l’osservazione del cielo, è classificata Dark Sky Park. Di seguito: Il paesaggio quasi “lunare” della cima del vulcano Mauna Kea, Hawaii. Qui sorge, a quota 4205 metri, uno degli osservatori astronomici più importanti al mondo.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 27, luglio – agosto 2015. Clicca qui per scaricare il magazine.

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