Rinasce la Casa degli Artisti

Casa degli Artisti

Nata nei primi del Novecento per ospitare pittori, fotografi e scultori, l’edificio ha continuato la sua gloriosa esistenza fino al 2007, quando è stata sgomberata. Parliamo della Casa degli Artisti in Corso Garibaldi, finalmente pronta a rinascere.

di Angela Calabrese | 11 agosto 2015

I posti amati si autodifendono” – Paola Brusati (Presidente Associazione Culturale 89/A)

Ci sono luoghi abbandonati a Milano che mettono tristezza più di altri, perché a essere abbandonato non è solo l’edificio in sé, ma anche lo spirito che gli ha dato vita. Come la Casa degli Artisti, tra Corso Garibaldi e Via Tommaso da Cazzaniga, sgomberata nel 2007 e da allora trasformata rapidamente in una sorta di rudere nel cuore della metropoli.

La costruzione dell’edificio avviene tra il 1910 e il 1911 su un progetto dei fratelli Bogani. Fin da subito è concepita come edificio a uso esclusivo di laboratori artistici per scultori, pittori e fotografi residenti nella zona popolare di Brera, e ritrovo di bohèmien e Scapigliati milanesi (per i più curiosi, è anche uno dei primi edifici in Italia costruito in cemento armato). Negli anni ‘30 il Comune di Milano espropria il palazzo e nel 1942 l’intera zona Garibaldi – Brera viene data in concessione ad alcune società che hanno progettato l’abbattimento dell’intero quartiere (Casa compresa) per una riqualificazione totale della zona.
Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale il piano regolatore non viene applicato e la demolizione è così evitata. Pare che, anche durante il conflitto, la Casa degli Artisti abbia continuato a ospitare artisti e che la sua produzione non si sia mai fermata. E mentre tutti gli altri palazzi adiacenti cadevano sotto i colpi delle mine, il civico 89/A aveva stoicamente resistito, tanto che sulla sua facciata si possono ancora vedere le ferite di guerra. Nei decenni successivi inizia il declino, che si interrompe nel 1978 quando la Casa torna in vita e conosce uno dei momenti più floridi della sua esistenza grazie alla presenza di artisti come gli scultori Luigi Broggini, Nagasawa e Fabro ma anche il jazzista Chet Baker e la critica d’arte Jole De Sanna.
Negli anni ’80 alcuni spazi del piano terra vengono occupati dal centro sociale CSOA Garibaldi, e i rapporti con gli artisti non sono facili, ma la convivenza continua fino allo sgombero del 2007: la Casa viene abbandonata dopo quasi un secolo dalla sua nascita.

Casa degli artisti

Oggi, per lo storico edificio di Corso Garibaldi 89/A il Comune ha previsto un piano di riqualificazione. Sono infatti iniziati i lavori per ridare spazio ad artisti figurativi: dieci appartamenti-atelier assegnati per un periodo compreso fra 3 mesi e un anno, dove i pittori (selezionati da una giuria di esperti d’arte) potranno esporre le proprie opere. Gli artisti ospitati non dovranno pagare un affitto, ma un contributo per le spese di gas e luce e rendere visitabili dal pubblico gli spazi assegnati.
Al progetto di recupero della Casa degli Artisti partecipa una società immobiliare privata e chi si aggiudicherà il bando di assegnazione, in cambio avrà a disposizione i locali del piano terra per fare una caffetteria (con orario chiusura non oltre le 22) con lo spazio esterno che potrà essere utilizzato per eventi e presentazioni.
Nell’intenzione del Comune, tutto dovrebbe essere pronto entro metà 2017.

Un gioiello che viene dunque restituito a Milano e ai milanesi (e non solo), una risorsa storica e culturale che rispecchia la naturale vocazione all’arte e alla cultura del capoluogo lombardo.

 

Immagini tratte da milano.repubblica.it

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