Quella torre a 14 colori

Torre arcobaleno

Da anonimo serbatoio d’acqua a colorato punto di riferimento per la città: la Torre Arcobaleno torna a rivivere dopo 25 anni in occasione di Expo 2015.

di Antonella Armigero | 25 agosto 2015

È passata inosservata per molti anni, nascosta tra i palazzi in costruzione e i cantieri del nuovo quartiere di Porta Garibaldi, eppure quella strana costruzione coperta da mattoncini colorati ormai sbiaditi dallo smog è sempre stata lì, sin dagli anni Sessanta quando è stata costruita.
La Torre Arcobaleno a pochi passi dalla futuristica piazza Gae Aulenti e dai grattacieli del nuovo skyline urbano, oggi torna all’originario splendore grazie a una riqualificazione avvenuta in tempi record. Ci sono voluti solo 71 giorni per restaurare le mattonelle di ceramica a 14 colori che vanno a comporre il mosaico che la ricopre e il tutto grazie a un lavoro certosino portato a termine da 37 addetti.

L’intervento patrocinato dal Comune di Milano, in collaborazione con le Ferrovie dello Stato ha visto la partecipazione di molti sponsor privati, mentre il progetto e i lavori sono stati svolti dalla divisione milanese di Original Designers 6R5 Network; la stessa che negli anni ’90 aveva curato la prima riqualificazione, con la copertura della facciata in cemento grazie all’impiego di oltre centomila mattonelle in ceramica. 25 anni fa la struttura diventò simbolo distintivo della città per i mondiali di calcio, oggi in occasione dell’Esposizione Universale la torre diventa un totem in ceramica, che rende omaggio ai Maestri Ceramisti italiani e alle origini artigiane di un’industria riconosciuta in tutto il mondo come eccellenza del Made in Italy.

La Torre Arcobaleno s’inserisce nel progetto Wonderline, che da alcuni anni collega al tema del colore diverse iniziative nel mondo dell’arte e dell’architettura, esempi in questo senso già presenti in città sono il Museo della Scienza e della Tecnologia e lo Spazio Krizia. I colori rappresentano la voglia di vivere il pianeta in maniera intelligente e in armonia con tecnologia, natura, innovazione e tradizione.

Se la funzione originaria della Torre, quella di raccogliere l’acqua piovana per alimentare le locomotive a vapore, non è più attiva già dagli anni Settanta, oggi si pensa di trasformare questo spazio in un museo che omaggi la creatività milanese. Che sia un altro esempio di come sia possibile trasformare aree dismesse in nuovi centri d’aggregazione?

 

Torre Arcobaleno
Stazione di Porta Garibaldi
www.torrearcobaleno.it

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