No menu restaurant

Per distinguersi tra i templi del food che offre Milano bisogna cambiare le regole: è questa la sfida di Contraste, il ristorante di Matias Perdomo che toglie dai tavoli i menù e mette il cliente al centro della lista.

di Antonella Armigero | 14 settembre 2015

Ha scelto un nome pieno di significato che rappresenta davvero la sua idea di ristorazione Matias Perdomo, uruguaiano nato a Buenos Aires e da 15 anni anima del Pont de ferr, osteria di culto sui Navigli, che ha lasciato per rincorrere il suo sogno. Contraste appunto, che in spagnolo significa “contrasti”, vuole rappresentare le differenze che uniscono chi prepara il piatto e chi lo mangia, ma anche quell’andare controcorrente che rende unico un ristorante che è come una casa, che rinuncia al menù per assecondare i desideri dei propri ospiti, lasciando a loro la libertà di scegliere cosa mangiare. Per questa avventura Perdomo ha voluto al suo fianco i compagni storici: il sous-chef argentino Simon Press e il maître italiano Thomas Piras. Una squadra che condivide gli stessi valori e un percorso comune che come dichiarano sul sito ufficiale: “Rispettiamo il passato, guardando al futuro, vivendo il presente”.
Aperto solo da pochi giorni, all’interno di un appartamento che prima ospitava uno showroom, il Contraste punta tutto sull’accoglienza che avviene sin dall’ingresso nel cortiletto interno della palazzina in via Meda 2, con i tavolini allestiti per l’aperitivo riservato per ora solo a chi si ferma a cena.  Un po’ come le osterie di una volta, dove il proprietario si fermava a parlare con i commensali, e domandava: “Cosa vi va di mangiare?” permettendo così un’esperienza più autentica che assecondi quanto più le aspettative di chi sceglie, sempre in base alle possibilità della dispensa. La lista di piatti qui è stata sostituita da un cartoncino con all’interno uno specchio dove chi lo apre scopre se stesso e cosa vuole.

Un arredamento essenziale, pareti bianche con soffitti affrescati e la cucina celata dietro a uno spioncino in mascherone di pietra posto all’ingresso. “Uno scherzo” dichiara Perdomo, che dice di aver scelto di non mostrare completamente quest’ambiente, per non far rubare la scena al cliente dallo chef, considerato solitamente l’invitato speciale o il protagonista della cena. Così si presenta il primo ristorante senza menù di Milano, con 30 coperti, aperto 6 giorni su 7 prevalentemente a cena, ma chi desidera passare per pranzo basta che chiami, per essere accolto volentieri. I meno intrepidi o gli indecisi possono comunque tornare alla tradizione scegliendo tra 7 portate degustazione e una piccola carta con due o tre piatti da scegliere. Anche se l’obiettivo numero uno della cucina sarà emozionare e stupire qualsiasi sia la vostra scelta finale.

Nella foto Thomas, Matias e Simon.

Nella foto Thomas, Matias e Simon.

 

Contraste
Via Meda, 2
Milano.

Foto d’apertura lo chef Matias Perdomo, immagini tratte da sito ufficiale.

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